mercoledì 15 dicembre 2021

Europa e Macron, la legge-vergogna: come faranno invadere l'Italia dagli immigrati, l'ultima Lorenzo Mottola

Europa e Macron, la legge-vergogna: come faranno invadere l'Italia dagli immigrati, l'ultima Lorenzo Mottola 14 DIC 2021 "Un risultato storico" (Giuseppe Conte, all'epoca premier); "L'Europa s' è desta" (La Repubblica). "Da oggi l'Italia non è più sola" (Luciana Lamorgese, ministro dell'Interno). Era il 19 settembre del 2019 e mezzo Paese - cioè la metà legata a Pd e M5S - salutava con queste parole la presunta firma degli accordi di Malta, intesa tra i Paesi Ue che avrebbe dovuto sancire l'avvio di una politica "aperta" da parte dell'Europa sull'immigrazione. Una politica che diventava possibile perché, sostenevano politici e commentatori di sinistra, Matteo Salvini aveva lasciato il Viminale e il governo, aprendo così la via del dialogo dopo la stagione dei "porti chiusi" molto criticata anche da Parigi e Berlino. Le nazioni del nord si impegnavano ad accogliere costantemente una quota fissa dei profughi che si presentano ai confini dell'Unione come richiedenti asilo o semplici clandestini, in attesa di una completa revisione delle leggi comunitarie in materia di immigrazione. Sono passati due anni e non solo quell'accordo - come Libero ha documentato in passato - non è mai stato applicato (i profughi sbarcati sono rimasti praticamente tutti nei nostri centri osi sono dati alla macchia) ma ora Bruxelles si prepara a varare una riforma delle regole di Schengen che va nella direzione diametralmente opposta a quella auspicata. Invece di prevedere redistribuzioni, verranno facilitati i respingimenti da nord verso il Paesi di primo approdo. Ulteriore beffa: questo meccanismo è sostenuto soprattutto da Emmanuel Macron (a gennaio entreremo nel semestre francese alla presidenza della commissione). Se vi stavate chiedendo a cosa portasse il trattato firmato poche settimane tra Roma e Parigi, venduto come una svolta epocale nelle nostre relazioni internazionali, ecco la risposta: sostanzialmente non serve a nulla. Leggi anche: Enrico Letta, vendere l'Italia all'Ue. Suicidio targato Pd: ecco perché gli euro-falchi ci massacreranno I dettagli del nuovo quadro normativo dovrebbero essere chiariti oggi, quando - salvo sorprese - arriverà il via libera del collegio dei commissari Ue. Ma qualcosa è già filtrato: i Paesi in caso di "movimenti secondari massicci" potranno sospendere Schengen e introdurre controlli e pattugliamenti alle frontiere per evitare che, per esempio, i migranti passino dall'Italia in Francia (cosa che peraltro già avveniva a Ventimiglia). A imprimere un'accelerata ai lavori per l'approvazione della riforma è stata la crisi ai confini tra Bielorussia e Polonia. Perché questo meccanismo diventi legale, tuttavia, occorrerà comunque il via libera del Parlamento e quello del Consiglio europeo. Di conseguenza non è affatto detto che la legge non si areni, soprattutto nell'ultima fase. Le trattative sono in corso ed è probabile che già il sedici dicembre al vertice Ue convocato proprio per discutere di immigrazione qualche Paese cerchi di porre sul tavolo la questione. Il summit era stato convocato a cercare un'intesa in favore delle nazioni di primo approdo come Italia e Spagna dopo tanti tentativi andati a vuoto. La situazione potrebbe ribaltarsi a nostro sfavore. Leggi anche: Giorgia Meloni? Ecco chi vuole presidente della Repubblica: attenzione alle sue parole. Quirinale, segreto svelato? Coincidenza curiosa: proprio il giorno successivo, diciassette dicembre, Matteo Salvini sarà in aula a Palermo per difendersi dall'accusa di sequestro di persona per aver cercato di fermare lo sbarco della Sea Watch con alcune centinaia di clandestini. La Francia secondo le nuove regole potrebbe farlo, noi no. Anche nel passaggio all'Europarlamento, comunque, c'è chi si prepara allo scontro. «Siamo a un passo dal cosiddetto show down in materia di immigrazione illegale», spiega Nicola Procaccini eurodeputato Fratelli d'Italia, «La riforma condannerebbe gli Stati di primo ingresso, come l'Italia, a trasformarsi in un enorme campo profughi. Sul confine esterno si pretende che l'Italia (come la Spagna o la Grecia) accolga tutti gli immigrati che sbarcano illegalmente; nello stesso tempo si alzano barriere all'interno dell'UE affinché nessun immigrato si azzardi ad andare in Francia o in Germania. Siamo all'ipocrisia che diventa istituzione». Leggi anche: Tg1, troupe sequestrata e pestata dalla senatrice romena: "Finirete a Norimberga", il video-choc

venerdì 10 dicembre 2021

BABY GANG DI IMMIGRATI A CACCIA DI RAGAZZINI ITALIANI: LI PESTANO E RAPINANO DAVANTI ALLE SCUOLE

https://voxnews.info/2021/12/08/baby-gang-di-immigrati-a-caccia-di-ragazzini-italiani-li-pestano-e-rapinano-davanti-alle-scuole/ La Lombardia sta diventando territorio occupato. Dite grazie ai ricongiungimenti familiari. I figli degli immigrati sono la più grande minaccia verso il nostro futuro. “Quello di ieri è solo l’ultimo episodio, il più grave, di un’escalation che continua da settimane. Ormai per i ragazzi il pensiero di andare a scuola è diventato un incubo proprio per la presenza di questi ragazzi che li prende di mira a caccia di telefoni, catenine e soldi”. Sono ancora una volta i genitori ad accendere i riflettori sugli episodi di bullismo e le aggressioni con cui si trovano a fare i conti diversi studenti saronnesi nelle ultime settimane. Il problema è alla fermata del pullman in via Varese ma anche allo scalo ferroviario di piazza Cadorna dove gruppi di ragazzi aspettano i coetanei la mattina prima di andare a scuola. “Sono veri e propri agguati – spiegano i genitori – aspettano i ragazzi li isolano e gli prendono quello che hanno di valore a volte il telefono a volte una collana o i contanti”. L’ultimo episodio ieri mattina quando un ragazzo che ha cercato di “salvare” il telefono è stato preso a pugni “nessuno è intervenuto per aiutarlo quando è stato aggredito in via Varese – continuano i genitori – il primo sostegno l’ha avuto in classe dall’insegnante che ha dato l’allarme”. Sull’episodio sono in corso le indagini dei carabinieri a cui la famiglia ha sporto denuncia come hanno fatto diverse altre famiglie nelle ultime settimane per episodi analoghi. I ragazzi parlano di un gruppo di studenti stranieri che gravitano tra la stazione di piazza Cadorna e la fermata di via Varese: “E’ un incubo quotidiano che rende pesante andare a scuola proprio per la paura di un nuovo attacco, di una nuova aggressione”. Del problema delle baby gang a Saronno ha parlato anche il Corriere della Sera in un’inchiesta qualche settimana fa e si sono occupate più volte anche i carabinieri della compagnia cittadina che hanno realizzato fermi in due diverse occasioni prima dell’estate e lo scorso autunno. A far emergere il problema nell’agenda cittadina era stato l’esposto di un papà presentato alla polizia locale a pochi giorni dalla fine dell’anno scolastico. Il genitore descrive le indicazioni avute dalle vittime: “I ragazzi che sono stati purtroppo coinvolti in questi spiacevoli incontri (quasi giornalieri) raccontato di un gruppo di giovani stranieri tra i 15 e i 17 anni”. La banda sarebbe formata da 5/6 ragazzi. VERIFICA LA NOTIZIA Il modus operandi è sempre lo stesso: i ragazzi vengono presi di mira alle fermate dei pullman “seguiti e avvicinati da alcuni dei componenti della banda che li strattonano per verificare la presenza di catenine d’oro o altri oggetti di valore”. A mettere in guardia gli studenti anche un insegnante dell’Itis Riva che ha raccontato agli alunni quanto “successo ad un suo alunno che ha subito il furto della collanina d’oro”. “Durante la rapina il ragazzo è stato picchiato, successivamente questo ragazzo ha rincorso i componenti della baby gang per recuperare il suo oggetto di valore, nel percorso di fuga un criminale è finito contro un auto che percorreva la strada vicino al Santuario cadendo a terra, ma è stato subito portato via dagli altri componenti della gang”. Il genitore segnala la presenza dei membri della gang anche sui pullman extraurbani che accompagnano a casa i ragazzi.

mercoledì 8 dicembre 2021

Ricolfi magistrale: la sinistra oggi non difende i deboli, ma censura il linguaggio, l’arte, il passato

https://www.secoloditalia.it/2021/11/ricolfi-magistrale-la-sinistra-oggi-non-difende-i-deboli-ma-censura-il-linguaggio-larte-il-passato/ Ricolfi magistrale: la sinistra oggi non difende i deboli, ma censura il linguaggio, l’arte, il passato. Luca Ricolfi inizia la sua collaborazione con Repubblica con un lungo articolo sulle “varianti” del politicamente corretto. Per andare a parare a una conclusione che il sociologo mette in premessa: la sinistra non si occupa più di questioni sociali. Ha cominciato la sinistra americana, e quella italiana ha scimmiottato malamente l’originale. Ricolfi è noto per le sue intemerate contro la sinistra antipatizzante alla quale da anni non risparmia critiche. Ricolfi: il politicamente corretto vuole censurare il linguaggio All’inizio, nei primi anni Ottanta, il politicamente corretto – spiega Ricolfi – voleva riformare il linguaggio. “Fu così che venne bandita la parola “negro” (sostituita con nero), e per decine di altre parole relativamente innocenti (come spazzino, bidello, handicappato, donna di servizio), vennero creati doppioni più o meno ridicoli, ipocriti o semplicemente astrusi: operatore ecologico, collaboratore scolastico, diversamente abile, collaboratrice familiare”. LEGGI ANCHE Anche la torta di mele è razzista. Il delirio della cancel culture invade pure la cucina... Marilyn con la gonna al vento: immagine sessista. La cancel culture si abbatte sulla statua dell'attrice I social e le offese. Ricolfi: poi venne il misgendering Poi è intervenuta la prima variante: internet. Sui social gli haters offendono e vengono offesi inaugurando l’era della suscettibilità. E arriviamo alla seconda mutazione e cioè “l’espansione della dottrina del “misgendering” in tutti gli ambiti”. “Che cos’ è il misgendering? – scrive Ricolfi – È chiamare qualcuno con un genere che non gli va, ad esempio maschile se è o si sente una donna (o viceversa); o plurale maschile (cari colleghi) se ci si riferisce a un collettivo misto. Secondo le versioni più demenziali della correttezza politica in materia di generi, assai diffuse nelle università americane – continua Ricolfi – i professori dovrebbero chiedere ad ogni singolo allievo come preferisce essere indicato: he, she, zee, they, eccetera. Gli epigoni meno dotati di senso del ridicolo, da qualche tempo attivi anche in Italia, aggiungono regole di comunicazione scritta tipo usare come carattere finale l’asterisco * (cari collegh*), la vocale u (gentilu ascoltatoru), o la cosiddetta schwa”. La cancel culture e la gogna per chi non si allinea La terza mutazione è la cosiddetta cancel culture “secondo cui tutta l’arte e la letteratura, compresa quella del passato, andrebbe giudicata con i nostri attuali parametri etici, e censurata o distrutta ogniqualvolta vi si trovano espressioni, immagini, o segni potenzialmente capaci di turbare la sensibilità di qualcuno”. La quarta mutazione – prosegue Ricolfi – è quella che determina la gogna per chi non si allinea a questi standard: “professori, scrittori, dipendenti di aziende, comuni cittadini perdono il lavoro, o vengono sospesi o sanzionati, non perché abbiano commesso scorrettezze nell’esercizio della loro professione, ma perché in altri contesti, o in passato, hanno espresso idee non conformi al pensiero dell’élite dominante. Non solo: nella politica delle assunzioni, in particolare nelle facoltà umanistiche, vengono esclusi gli studiosi non allineati all’ortodossia politica dominante”. La identity politics crea discriminazioni C’è infine la quinta mutazione, che Ricolfi giudica come la più pericolosa. “È la cosiddetta identity politics. Un complesso di teorie, filosofie, rivendicazioni, secondo cui quel che conta veramente non è che persona sei ma a quale minoranza oppressa appartieni. Da qui derivano le idee più strampalate, ad esempio che per tradurre un romanzo di una autrice nera tu debba essere nera (è successo). Che per parlare di donne tu debba essere donna; per parlare di omosessualità essere omosessuale; per parlare dell’Islam essere islamico; per parlare dell’Africa essere africano. Se osi parlare di qualcosa senza essere la cosa stessa sei accusato di «appropriazione culturale»”. E’ così che si compie la parabola della cultura liberal e progressista: anziché sconfiggere le discriminazioni con l’eguaglianza, si capovolge nel suo contrario: instaurare l’eguaglianza attraverso le discriminazioni. https://www.secoloditalia.it/2021/11/ricolfi-magistrale-la-sinistra-oggi-non-difende-i-deboli-ma-censura-il-linguaggio-larte-il-passato/

martedì 23 novembre 2021

Isee, bonus e sussidi: come dichiarare il falso, tenersi i soldi e non rischiare nulla. Legge di Pd e M5s, "truffa legalizzata"

https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/28370129/isee-bonus-sussidi-false-dichiarazioni-nessun-rischio-legge-pd-m5s-truffa-legalizzata.html 20 novembre 2021 *Si può dichiarare il falso, intascarsi bonus e sussidi vari senza rischiare nulla. Merito, spiega Italia Oggi, della modifica dell'articolo 75 del DdPR 445/2000 apportata dall'articolo 264 del decreto legge 34/2020. In altre parole: del governo giallorosso formato da Pd, M5s e LeU con Giuseppe Conte premier. "Dichiarare il falso, per avere diritto alle prestazioni sociali e agli aiuti economici, si può - si legge -. E se poi si viene scoperti non succede proprio niente, basta che ci siano di mezzo minori o situazioni familiari di particolare disagio". In questo caso, spiega l'articolo, "si conservano i sussidi economici e le altre prestazioni". Sconcertante. Dura trovare lavoro guardando la tv. Reddito ai fannulloni, sale in cattedra Luca Zaia: i grillini sono accerchiati. La modifica della legge interviene sulle dichiarazioni sostitutive di certificazioni o di notorietà richieste ad esempio per accedere a un sussidio economico o una prestazione di assistenza domiciliare da parte dei servizi sociali comunali. Solo dopo aver ottenuto l'assegno, l'ente pubblico è chiamato a controllare le dichiarazioni sostitutive. Fino al 19 maggio 2020, in presenza di false autocertificazioni, scattavano due tipi di punizioni: la sanzione penale e la decadenza dei benefici. Ma dalla modifica della legge "anche in caso di falsa dichiarazione fa salvi gli interventi, anche economici, in favore dei minori e per le situazioni familiari e sociali di particolare disagio". Quindi, in questi casi, "i soldi sono trattenuti e non devono essere restituiti e non c'è nessun risarcimento da pagare". Con evidente danno a chi di quei soldi avrebbe effettivamente bisogno in quanto "vero" indigente. Un fallimento assoluto. Dati alla mano, Vespa fa a pezzi Conte e Di Maio: l'errore che può costare loro caro. Tra l'altro, suggerisce Italia Oggi, il caso di "situazioni familiari e sociali di particolare disagio" è "passibile di letture molto elastiche, non essendoci alcuna definizione vincolante di quale sia il disagio familiare o sociale e di quando questo non sia 'ordinario', ma 'particolare'. Si deve, poi, considerare che tale profili di disagio, per la sua vaghezza, comprendono, se non tutte, quasi tutte le possibili situazioni di tutti coloro che si rivolgono a i servizi sociali comunali". In sostanza, conclude il quotidiano, "è come se tutte le regole, comprese quelle sull'Isee, che prevedono requisiti per accedere a una prestazione sociale abbiano una deroga a favore di soggetti in situazioni particolarmente disagiate". *

giovedì 11 novembre 2021

Novemila romeni “fantasma”: estorsione e Reddito di cittadinanza illecito. Sventata una truffa da 60 milioni Operazione della Gdf di Cremona e Novara su disposizione della procura di Milano: 19 arresti. La banda si presentava ai Caf con i codici fiscali di cittadini che non vivono in Italia

https://www.lastampa.it/cronaca/2021/11/11/news/estorsione-e-reddito-di-cittadinanza-illecito-9mila-denunciati-in-un-indagine-della-gdf-1.40908728 Novemila romeni “fantasma”: estorsione e Reddito di cittadinanza illecito. Sventata una truffa da 60 milioni Operazione della Gdf di Cremona e Novara su disposizione della procura di Milano: 19 arresti. La banda si presentava ai Caf con i codici fiscali di cittadini che non vivono in Italia MILANO. Oltre 9mila persone sono state denunciate dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cremona e Novara su disposizione della Procura della Repubblica di Milano, che stanno dando esecuzione a 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei membri di una associazione a delinquere finalizzata alle estorsioni ed al conseguimento di erogazioni pubbliche, tra cui, in particolare, il reddito di cittadinanza. Gli arresti e le perquisizioni condotte nelle province di Cremona, Lodi, Brescia, Pavia, Milano, Andria, Barletta e Agrigento, hanno consentito di sventare una truffa di oltre 60 milioni di euro relativa a indebite percezioni del reddito di cittadinanza. Si tratta di un’attività criminale studiata a tavolino da una banda di romeni, in tandem con alcuni italiani - in parte complici, in parte vittime di estorsione - in alcuni Caf-Centri di assistenza fiscale abilitati alle pratiche per le richieste di sussidio. L’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli accusa gli arrestati di essersi presentati nei Caf con i codici fiscali di centinaia di cittadini romeni per volta, sostenendo che queste persone esistessero, fossero residenti in Italia da 10 anni e avessero i titoli per usufruire del Reddito di cittadinanza. Nessuno di loro vive però in Italia. In alcuni casi gli italiani erano consapevoli e assecondavano la truffa dietro un compenso di 10 euro, riconosciuto loro dall’Inps, per ogni pratica, in altri casi venivano minacciati.

domenica 7 novembre 2021

Italia approdo di ogni disperazione, basta sbarchi: Gasparri suona la sveglia a Mattarella e Lamorgese

07 novembre 2021 Maurizio Gasparri dice basta agli sbarchi di migranti sulle coste d’Italia. Il senatore e componente del Comitato di Presidenza di Forza Italia alza la voce dopo che a Trapani è approdata la nave Sea Eye 4 che ospitava a bordo oltre 800 clandestini: “Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro dell’interno Luciana Lamorgese nelle ultime ore hanno fatto capire che l'Italia non può essere l'approdo di ogni disperazione. Ed allora le istituzioni italiane unite reagiscano. Dobbiamo dire - prosegue Gasparri - basta a questi sbarchi continui di clandestini, basta alla prepotenza di sedicenti Ong che con la loro azione alimentano il traffico degli scafisti e creano danni all'Italia. Queste organizzazioni stanno aiutando, come nel passato, coloro che in cambio di soldi organizzano una tratta di persone”. https://www.iltempo.it/politica/2021/11/07/news/maurizio-gasparri-basta-sbarchi-italia-approdo-disperazione-sveglia-mattarella-lamorgese-29359082/ Altra invasione di #clandestini in #Sicilia, Salvini all'assalto: a #Lamorgese e #DiMaio va bene così?? https://www.iltempo.it/politica/2021/11/07/news/maurizio-gasparri-basta-sbarchi-italia-approdo-disperazione-sveglia-mattarella-lamorgese-29359082/ Il senatore azzurro è una furia e va avanti: “Se ha ragione Mattarella a dire che anche in Africa e altrove si devono assumere iniziative, se la Lamorgese ha detto che l’Europa non fa nulla, si riuniscano subito i partiti di maggioranza e i ministri interessati per lanciare un monito alle istituzioni europee. O si condivide l'azione di contrasto e di contenimento dell'emergenza immigrazione oppure l’Europa non può venirci a vessare per un tassista o per un bagnino. O europei sempre o europei mai. Noi vogliamo essere europei sempre, soprattutto quando c'è da tutelare la legalità in Italia. Basta sbarchi. Europa sveglia. Mattarella e Lamorgese - conclude la nota di Gasparri - passino dalle parole ai fatti”. Basta belle e filantropiche parole; è ora di passare ai fatti concreti e fermare questa invasione di clandestini e migranti economici e climatici, che metteranno a soqquadro le società civili e i popoli europei, ma soprattutto ( in questo caso ) la società civile e il popolo italiano, messi già alla prova dalla pandemia e dal conseguente impoverimento di milioni di Italiani e dalla conseguente perdita di milioni di posti di lavoro !! Sergio Mattarella ad Algeri: l'Europa e l'Africa facciano la loro parte e non lascino sola l'Italia a sobbarcarsi tutti i migranti e clandestini e i relativi costi di mantenimento !! È ora di collaborare ed agire con i fatti e non a parole !!

venerdì 29 ottobre 2021

#MIGRANTI: “VENIAMO IN ITALIA PERCHÉ CI DATE TUTTO” OTTOBRE 28, 2021 VOX

https://voxnews.info/2021/10/28/migranti-confessano-veniamo-in-italia-perche-ci-date-tutto/ Per comprendere a fondo quanto sta accadendo, è bene ricordare quanto dissero tempo fa, richiedenti asilo ospitati a Roma, ad un gruppo di cittadini. VERIFICA LA NOTIZIA Nel quartiere Aurelio aveva preso vita da poco tempo l’iniziativa delle ‘sentinelle civiche’, composte da cittadini residenti che di notte, organizzandosi in gruppi, volevano riprendere pacificamente possesso del loro quartiere. “Siamo solidali con i cittadini di Goro – disse l’organizzatore delle ‘ronde’, Giannini, si era al tempo dei fatti di Goro – Questa accoglienza ormai è un business senza fine, gestito nella fase del transito verso le coste e dell’imbarco sui barconi da mafie locali e poi una volta in Italia la gestione dei profitti passa alle cooperative. Questo traffico arriva a calpestare i diritti degli italiani pur di continuare a guadagnare. Bisogna fermare questa invasione e pensare ad aiutarli nei loro paesi”. Durante i controlli, le ‘Sentinelle civiche’ incontrarono i migranti ospiti dell’hotel per profughi nel loro quartiere: “La loro età media è di 20 anni, sono maschi, provenienti da Gambia, Senegal e Nigeria, tutti paesi dove non c’è nessun conflitto. Le loro richieste: vestiti migliori e soldi in contanti da poter spendere”. Alla domanda di uno dei cittadini che voleva sapere come mai abbiano deciso di venire in Italia, “ci hanno risposto ‘nel nostro paese si sa che in Italia ci viene dato tutto‘”. Lo facevano quando il Pd era al governo. E stanno tornando a farlo ora che il Pd è tornato, per la quarta volta in sei anni senza mandato popolare, al governo.

venerdì 22 ottobre 2021

Diego Fusaro e i migranti, la #vergogna nascosta delle Ong: "Questi non sono salvataggi ma deportazioni" di #immigrati ⁉️🤔

Diego Fusaro e i migranti, la #vergogna nascosta delle Ong: "Questi non sono salvataggi ma deportazioni" di #immigrati ⁉️🤔 #diegofusaro #ONG #lifeline #migranti #immigrazione #MIGRANTI #mediterranea #eleonore #seawatch #marejonio #Sbarchi #scafisti #sbarchicontinui #invasione #CLANDESTINI #LAMORGESE #lamorgesevaiacasa #lamorgeseout #lamorgeseinadeguata #LamorgeseDimettiti #LAMORGESEDIMETTITI #Bastafalsobuonismo #bastasbarchi #bastaideologieirreali #stopONG #stopbusinessaccoglienza #stopsbarchiclandestini #stopsostituzioneetnica @mariodraghi_real @palazzo_chigi Condividi: Giulio Bucchi 0 .28 settembre 2021   La giornata di Diego Fusaro è tutta dedicata al tema migranti. Per qualche ora, l'inciucio consolidato, non approvato ed inaspettato dagli elettori del #m5s, tra #PD e #M5s passa in secondo piano, perché il filosofo #sovranista è turbato dalla vergogna che da anni va in scena nel #Mediterraneo. Tra Mare Jonio ed Eleonore, le Ong festeggiano lo sbarco in Italia, a Lampedusa e Pozzallo ( ormai in tutti i porti del sud Italia). Leggi anche: "Il Vangelo secondo #Soros e l'enigma della sostituzione di Papa Ratzinger" . Prima, Fusaro riassume la vicenda con una vignetta amarissima, un grande burattinaio del "turbocapitalismo" che alimenta la propria vita (e il proprio mercato) a suon di vite umane, quelle dei "nuovi schiavi" #africani "#deportati" in Europa. Poi, durissimo, il filosofo attacca la Ong tedesca Lifeline: "Ma davvero vi è chi non ha capito che non si tratta di #salvataggi in #mare, ma di un processo preordinato (e gestito dai padroni del Capitale) di #deportazione di massa dall'#Africa?". Di sicuro, non lo hanno capito (o fingono di non capirlo) esponenti ed elettori del #Pd, i grandi sostenitori dei "porti aperti". Una politica che potrebbe diffondersi (si è già diffusa ampiamente ) anche nel #Movimento5Stelle "de-salvinizzato".  Macché #salvataggi via mare! È una deportazione organizzata di Africani !! Di fronte a tutta questa vergognosa vicenda è inspiegabile e sicuramente inaccettabile che gli italiani votino ancora il #Partitodemocratico e il #Movimento5stelle !! Firmato Giulio Bucchi de Informazione.verità.it >28 settembre 2021

martedì 19 ottobre 2021

"I #ricchi votano a #sinistra, i #poveri a #destra, ma hanno smesso di andare a votare".

https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/29105826/giulio-sapelli-ballottaggio-astensione-poveri-votano-destra.amp Giulio Sapelli sul ballottaggio: "Sapete dov'erano i poveri che votano a destra?", l'errore fatale 18 OTT 2021 Uno dei grandi vincitori delle ultime amministrative è stato l'astensionismo. L'affluenza, infatti, è rimasta al di sotto del 50% e questo, secondo il professore di Storia economica Giulio Sapelli, si può spiegare solo in un modo: "I ricchi votano a sinistra, i poveri a destra ma hanno smesso di andare a votare". Il che spiegherebbe pure il trionfo del centrosinistra nelle maggiori città al voto, a partire dalla Capitale. Secondo lui, inoltre, solo alcuni candidati tra quelli che hanno vinto possono essere definiti di sinistra. Non è il caso per esempio di chi ha primeggiato a Roma e Milano: "Gualtieri ha solo il passato di sinistra, Sala non lo è per nulla. I ricchi votano per l’establishment e per le conferme. I poveri un tempo votavano contro, l’anti-establishment poteva essere di sinistra come di destra. Ora il collegamento è solo tra classi medio-alte, che non si curano più di ultimi e penultimi". Leggi anche: Maratona Mentana, Paolo Mieli dopo i ballottaggi: "Ho visto i veri dati, perché per il centrodestra è una catastrofe" Quello che sta succedendo in questo momento nel nostro Paese non va sottovalutato, secondo Sapelli: "Bisogna stare attenti all’emarginazione di questi tempi, perché i penultimi possono dare vita a gilet gialli". Il professore, poi, ha aggiunto che in Italia esiste una "scollatura classista molto forte" e che dal voto emerge una forte "divisione tra città e campagna". Il tuo browser non supporta il tag iframe Uno dei principali problemi del centrodestra al momento, stando all'opinione di Sapelli, sta nella mancanza di una figura come quella di Silvio Berlusconi: "La Lega purtroppo non è un partito di centro. Il voto rafforza il Partito democratico, ma non l’asse con il Movimento 5 Stelle". E proprio in riferimento a quest'ultimo punto, ha aggiunto: "Max Weber insegna che il tempo è fondamentale: per la coalizione di governo Pd-M5s servirebbe tempo che il Movimento forse non ha, vista l’emorragia di voti che rischia di far scomparire i grillini". Leggi anche: Enrico Letta, attacco a Matteo Salvini dopo il ballottaggio: "Surreale". Ma i numeri smentiscono il leader Pd

Pensieri e opinioni validi/e che analizzano i #risultati delle #amministrative2021

#roma #elezionicomunali2021 Vittorio Sgarbi : La #Capitale ha un #sindaco che rappresenta una #minoranza dei #romani. È il meccanismo elettorale, certo, ma il dato, insieme alla #bassissima #affluenza, ci impone una #riflessione #politica sul perché tanti #elettori hanno rinunciato a #votare. È stata una campagna elettorale fatta di inganni e gravi #violazioni, come la manifestazione elettorale della #Cgil alla vigilia del #voto, ed alla quale ha partecipato #Gualtieri, indifferente al #silenzio #elettorale. La #stampa, con “#Repubblica” in testa, ha agitato un finto pericolo fascismo, delegittimando #Michetti con attacchi fondati su #bugie e #mistificazioni. Non vedo nulla di buono per #Roma. Gualtieri è uomo di apparato, figlio di una #burocrazia e di una #classe #dirigente che manterrà lo status quo. Il #centrodestra deve ripartire da queste #elezioni per proporre con più determinazione un’alternativa di #cambiamento, ritornando nelle #piazze di nelle #periferie. Quella di oggi, da Nord a Sud, del resto, è una #Sinistra delle élite che non rappresenta più le #fasce piu #deboli della #società. E sostiene un #Governo che reprime le #manifestazioni pacifiche dei #lavoratori e dei #cittadini #liberi con gli idranti e il #manganello. Vittorio #Sgarbi ( grandioso e bravissimo ) dice sempre la #verità : E’ triste vedere come il #sindacato dei #lavoratori si sia prestato a una squallida #strumentalizzazione #politica alla #vigila del #ballottaggio per il #sindaco di #Roma. (Si viola pure il sacrosanto #silenzio #elettorale). E’ in corso, infatti, una ridicola passerella politica che con il #lavoro e la #difesa del #sindacato non ha nulla a che fare. Basti pensare che nel corteo, oltre a tutto l’apparato del #PD, c’era anche Luigi Di Maio, uno che ha passato la sua vita a schivarlo, il lavoro. La #sinistra ed i #media del #pensiero #unico hanno rispolverato lo #spauracchio del #fascismo per #strumentalizzare l’opinione pubblica, per accostare il movimento No Green Pass al fascismo, per far passare il messaggio: Il popolo No Green Pass = #fascisti, #terroristi, #squadristi, etc., con lo scopo di #criminalizzare le #proteste, per poi limitare i loro spazi e modi d’espressione o addiritura vietare queste #manifestazioni, visto che si sta svegliando sempre più di gente. Un altro passo avanti verso il #regime al modello #cinese o #nordcoreano.

domenica 17 ottobre 2021

"Insostenibile il flusso dei migranti". Ora se ne accorge anche il #Pd !🤔😡✌️👌⁉️ https://amp.ilgiornale.it/news/politica/insostenibile-flusso-dei-migranti-ora-se-ne-accorge-anche-pd-1982524.html

https://amp.ilgiornale.it/news/politica/insostenibile-flusso-dei-migranti-ora-se-ne-accorge-anche-pd-1982524.html "Flusso dei migranti insostenibile". Ora se ne accorge pure il Pd 16 Ottobre 2021 - 17:36 Il sindaco dem di Modena scrive alla Lamorgese per chiedere un intervento sulla gestione dei migranti. La posizione del ministro dell'Interno è sempre più traballante Foto di Samuele Finetti Samuele Finetti "Insostenibile il flusso dei migranti". Ora se ne accorge anche il #Pd "Il Comune di Modena sta affrontando una situazione non più sostenibile per quanto riguarda la gestione del flusso di arrivi di minori stranieri non accompagnati. È pertanto indispensabile ottenere il loro ricollocamento". Parole che non desterebbero sorpresa se arrivassero da qualche esponente di Lega o Fratelli d'Italia. Invece le ha scritte Gian Carlo Muzzarelli, sindaco di Modena iscritto al Partito Democratico, in una lettera indirizzata direttamente al ministro dell'Interno Luciana Lamorgese per denunciare la gestione dei migranti Nella lettera, Muzzarelli invita la titolare del Viminale ad avviare "valutazioni e interventi da parte del ministero e del governo". E sottolinea che "Modena è una città accogliente, ma c'è un limite a tutto", dunque "è chiaro che i numeri sono così rilevanti da stravolgere l'intero sistema di accoglienza, con il rischio di innescare anche tensioni sociali nei contesti in cui sono collocati, oltre che nelle comunità d'accoglienza". Una frase che potrebbe essere applicata all'intero Paese. Le parole del primo cittadino della città emiliana sono state subito riprese da diversi esponenti della Lega, anche perché confermano che l'operato della Lamorgese sui migranti non ha sollevato malumori solamente nel centrodestra. "Perfino il sindaco Muzzarelli si è visto costretto a prendere carta e penna e scrivere al ministro Lamorgese per chiedere interventi urgenti", ha commentato il deputato del Carroccio Guglielmo Golinelli, che ha aggiunto: "Il rischio di tensioni sociali è alto. La titolare del Viminale batta un colpo: se non ne vuole proprio sapere di ascoltare la Lega, che da mesi denuncia la ripresa dell'invasione di clandestini in Italia, ascolti almeno l'appello accorato del primo cittadino di Modena, che è del Pd". Meloni inchioda Lamorgese. "Sapeva tutto e non ha agito" Da settimane Matteo Salvini e Giorgia Meloni chiedono un passo indietro della Lamorgese. Richieste che si sono fatte più insistenti dopo la disastrosa gestione della manifestazione contro il Green pass che ha invaso il centro di Roma il 9 ottobre, culminata nell'assalto e nella devastazione della sede romana della Cgil. Un'annotazione riservata della Digos ha poi rivelato che le autorità hanno sottovalutato il pericolo rappresentato dai militanti violenti di Forza Nuova e che il corteo verso la Cgil sarebbe stato permesso (dopo un accordo con le forze dell'ordine, ha rivelato l'avvocato di uno dei fermati), anche per alleggerire la situazione attorno a Palazzo Chigi. Per questo, Giorgia Meloni si è scagliata contro l'ex prefetto di Milano, accusandola di "non aver fatto nulla" e di aver "volutamente permesso" che i neofascisti guidati da Giuliano Castellino arrivassero sotto la sede della Cgil. Non ci sono solo i migranti, dunque. E la Lamorgese, che martedì riferirà in Parlamento su ciò che il 9 non ha funzionato nel cordone di sicurezza, è sulla graticola.

venerdì 15 ottobre 2021

"Cantiamo Bella Ciao”. Con la scusa del #fascismo, la sinistra sabato violerà il silenzio elettorale ! Gli italiani non sono *fessi* e dimostreranno che la #faziosità della #sinistra non paga e non pagherà !

https://www.secoloditalia.it/2021/10/cantiamo-bella-ciao-con-la-scusa-del-fascismo-la-sinistra-sabato-violera-il-silenzio-elettorale/ “Cantiamo Bella Ciao”. Con la scusa del #fascismo, la #sinistra sabato violerà il silenzio elettorale lunedì 11 Ottobre 11:39 - di Lucio Meo I #sindacati propongono, la sinistra e il #Pd, si accodano con entusiasmo alla manifestazione “contro i #fascismi” fissata, guarda caso, a Roma, sabato 16 ottobre, il giorno prima del #ballottaggio per l’elezione a sindaco tra Roberto #Gualtieri ed Enrico #Michetti. Un’occasione ghiotta, a prescindere dalla partecipazione, che si immagina aperta a tutti, per sparare a palle incatenate contro le presunte connivenze della #destra con i #manifestanti che sabato scorso hanno preso d’assalto la sede della #Cgil. Una suggestione cavalcata perfino per Michetti dalle farneticanti affermazioni di giornaliste di sinistra, come Lilli #Gruber, querelata dal diretto interessato. Ovviamente non è in discussione la manifestazione in sè e il valore di testimonianza contro l’estremismo e la #violenza emersa sabato dal corteo No Green Pass, ma la data stessa, come ha sottolineato ieri Fabio #Rampelli. Farla due giorni dopo o una settimana dopo cosa avrebbe cambiato?? In queste ore sui social l’appello è a scendere in piazza con bandiere e canti nel nome di “Bella Ciao”, per bloccare i fascismi, ma anche un po’ i Michetti… LEGGI ANCHE Anche #Cofferati accusa Lamorgese: "Polizia ferma mentre andavano a sfasciare la Cgil" (video) #Lollobrigida: «Niente etichette ai No Green Pass. A Milano la metà erano #anarchici e #antagonisti» La manifestazione contro i “fascismi” indetta dai #sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato ieri, per #sabato 16 ottobre a #Roma, una grande manifestazione nazionale e antifascista per il lavoro e la democrazia. Per i tre segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, “l’assalto squadrista alla sede nazionale della Cgil è un attacco a tutto il sindacato confederale italiano, al mondo del lavoro e alla nostra democrazia. Chiediamo che le organizzazioni neofasciste e neonaziste siano messe nelle condizioni di non nuocere sciogliendole per legge”. “E’ il momento – concludono #Landini, #Sbarra e #Bombardieri – di affermare e realizzare i principi e i valori della nostra #Costituzione. Invitiamo, pertanto, tutti i cittadini e le forze sane e democratiche del Paese a mobilitarsi e a scendere in piazza sabato prossimo”. I sindacati, ovviamente, il problema del #silenzio #elettorale non se lo sono neanche posto. Le ragioni di #Salvini, che non ci sarà Matteo Salvini ha annunciato che il suo partito non sarà presente alla manifestazione del 16 ottobre anche in virtù del silenzio elettorale: “Ho visto che, nonostante ci siano i ballottaggi, la sinistra organizza delle manifestazioni il sabato prima del voto: ma come, non bisognerebbe stare in silenzio? Noi saremo con i gazebo delle libertà e della giustizia”. #Letta e il silenzio elettorale che non vale… “Sabato 16 noi saremo tutti in piazza a manifestare per il diritto di manifestare e di riunirsi in sindacati, per manifestare contro ogni violenza come quella di cui sono stati vittima la Cgil e la sua sede. Chiediamo alle forze dell’ordine di essere efficaci nell’evitare che si ripetano fatti del genere. In Parlamento presenteremo una mozione per sciogliere i movimenti fascisti”, ha detto il segretario del #Pd Enrico Letta, a margine della sua visita alla sede nazione della Cgil assaltata da alcuni #neofascisti la sera del 9 ottobre, senza fare alcun riferimento al silenzio elettorale. La manifestazione in cui i sindacati uniti scenderanno in piazza a Roma sabato prossimo è altamente inopportuna per la commistione con il momento elettorale". Lo sottolinea all'Adnkronos il presidente emerito della Corte costituzionale Cesare Mirabelli che sul rischio di propaganda indiretta si esprime così: "E' inevitabile che abbia un effetto riflesso, come tutti gli avvenimenti che accadono prima del #voto. Anche se formalmente sabato sono i sindacati a lanciare l'iniziativa, la radice è #politica. C'è un'alta inopportunità non per il contenuto che è sacrosanto ma per il contesto, che finisce per svilire il contenuto stesso". Sarebbe stato meglio posticipare la manifestazione di qualche giorno?? "Questo è l'elemento di inopportunità: farla il giorno prima delle elezioni. Anche se l'inopportunità è una valutazione che non ha ricadute giuridiche - risponde Mirabelli - potrebbe rompere il silenzio elettorale trasformando una manifestazione di carattere sindacale in una di propaganda elettorale". (di Roberta Lanzara)

Tutto quello che non ci dicono e che vogliono non si sappia ! https://voxnews.info/2021/10/15/simpatizzanti-pd-inneggiano-a-br-e-minacciano-michetti-sindaco-a-roma/

https://voxnews.info/2021/10/15/simpatizzanti-pd-inneggiano-a-br-e-minacciano-michetti-sindaco-a-roma/ SIMPATIZZANTI #PD INNEGGIANO A BR E MINACCIANO #MICHETTI SINDACO A ROMA OTTOBRE 15, 2021 VOX 1044 COMMENTI Condividi! FacebookTwitterTelegramWhatsAppVKMessengerCondividi “Fascista”, “Ricordati piazzale #Loreto”, sono le scritte – con una stella a cinque punte – che durante la notte sono apparse fuori una sede del comitato elettorale di Enrico Michetti, candidato sindaco di Roma. Le scritte sono comparse in via Antonio Malfante, a Piazza Navigatori nella zona di via Cristoforo Colombo. “Stelle a cinque Punte delle Brigate Rosse e minacce di morte contro di me. Sono sconcertato. Il nostro comitato è stato profanato e vandalizzato con le stelle a cinque punte delle Brigate Rossa, Michetti fascista e richiami a Piazzale Loreto”, dice Michetti in una nota. “Questo è il risultato – spiega – del clima di #odio che si è creato intorno a me ed a tutto il #centrodestra e che è stato alimentato in tutti questi mesi di campagna elettorale dalla #sinistra. Adesso basta, non accetterò più attacchi che hanno addirittura portato a queste intimidazioni e minacce che offendono la mia persona e che mettono in pericolo la #democrazia. Questa è una vergogna”, conclude. “Nella notte criminali #comunisti vandalizzano con scritte la sede del comitato Michetti: appaiono la stella a cinque punte delle #Brigaterosse e minacce di #morte”, dice il capogruppo di Fratelli d’Italia, Francesco Lollobrigida. “È gravissimo quanto sta accadendo in Italia, dove è sempre più evidente che il clima di odio, fomentato da una quanto mai verosimile strategia della tensione, sta portando agli stessi effetti che suscitò negli anni Settanta. Ci aspettiamo una immediata presa di distanza da parte di tutte le forze politiche e democratiche che hanno assunto posizione rispetto ad analoghi eventi”.

giovedì 14 ottobre 2021

#Cgil, la #manifestazione contro i "#fascismi" alla #vigilia dei #ballottaggi: la #furbata #elettorale per favorire #Gualtieri. Solito gioco sporco della #sinistra per cercare di vincere facile😭😭😭

https://www.iltempo.it/politica/2021/10/11/news/manifestazione-cgil-16-ottobre-furbata-elettorale-prima-dei-ballottaggi-no-green-pass-29004020/ POLITICA Cgil, la manifestazione contro i "fascismi" alla vigilia dei ballottaggi: la furbata elettorale Esplora: manifestazione cgil Condividi: https://www.iltempo.it/politica/2021/10/11/news/manifestazione-cgil-16-ottobre-furbata-elettorale-prima-dei-ballottaggi-no-green-pass-29004020/ Sullo stesso argomento: "Prima delle elezioni..." Violenze no pass, il sospetto inquietante di Crosetto sul corteo Dago-bomba sulla Lamorgese. "L'ordine era chiaro", retroscena politico sugli scontri Carlantonio Solimene 11 ottobre 2021a a a Una manifestazione sacrosanta. E però con un difetto: la data. Perché sabato 16 ottobre, il giorno in cui i sindacati uniti scenderanno in piazza a Roma al grido di «mai più fascismi», cade anche la vigilia del ballottaggio delle Amministrative nella Capitale. In momento nel quale, teoricamente, dovrebbe vigere il silenzio elettorale. E che, invece, rappresenterà un'occasione di scontro tra sinistra e destra. «Sabato prossimo saremo in piazza a Roma uniti per dare una indicazione al Paese e all'Europa: Cgil, Cisl e Uil sono uniti per cambiare questo Paese e invito tutte le forze democratiche a unirsi a noi» ha detto Maurizio Landini cercando di estendere la partecipazione nella maniera più ecumenica possibile. D'altronde, la protesta contro la violenza non può essere materia di una parte politica ma dovrebbe unire tutto l'arco costituzionale. Vero. Ma in quel condizionale sta tutto il problema. Perché nonostante l'assalto alla Cgil portato dalle frange estremiste dei no green pass sia stato condannato praticamente da ogni esponente politico, le sfumature delle varie dichiarazioni hanno riportato in auge la solita contrapposizione tra antifascisti e presunti fascisti. Prima delle elezioni... Violenze no pass, il sospetto inquietante di Crosetto sul corteo "Prima delle elezioni..." Violenze no pass, il sospetto inquietante di Crosetto sul corteo Basti pensare alla sfida dialettica di ieri tra Enrico Letta e Giorgia Meloni, con la seconda che ha definito «squadrismo» l'agguato di sabato ma ha aggiunto di non aver chiara quale fosse la «matrice politica» delle violenze. E il segretario Pd che ha replicato invitando la leader di Fratelli d'Italia a «evitare ogni ambiguità» e definire chiaramente fascisti gli assalitori della sede nazionale della Cgil. C'è di più: perché la campagna elettorale che volge al termine è stata segnata - come e più delle precedenti - dalle polemiche sulla presunta ritrosia di FdI e Lega a tagliare i ponti con le frange più «nere» dell'elettorato . Oltre che dalle accuse di aver in qualche modo «coperto» politicamente i contestatori del green pass. Cosa accadrà se esponenti dei partiti della Meloni e Salvini decidessero di partecipare alla manifestazione dei sindacati? Magari nulla. Ma forse è più probabile che si ripeta quanto successo ieri al governatore della Puglia Michele Emiliano, «respinto» alla sede della Cgil a Nardò nonostante sia del Pd e solo perché, recentemente, ha ribadito la sua amicizia al locale sindaco, Pippi Mellone, di destra. Non a caso tanto Forza Italia che Salvini hanno già escluso la propria presenza: "Ho visto che nonostante ci siano i ballottaggi la sinistra organizza delle manifestazioni il sabato. Ma come? Prima del voto non bisognerebbe stare in silenzio?" ha attaccato il leader della Lega. La manifestazione, insomma, da momento di riconciliazione nazionale contro un pericolo eversivo si trasformerà nel raduno di una parte politica direttamente coinvolta, il giorno dopo, nei due principali ballottaggi comunali, a Roma e Torino. Con applausi all'«amico» Roberto Gualtieri e fischi all'«antisemita» Enrico Michetti. Che il cuore della piazza batta da una parte piuttosto che dall'altra, peraltro, è confermato anche dall'elenco degli organizzatori. Accanto a Cgil, Cisl e Uil, infatti, non è stata coinvolta l'Ugl, sindacato «di destra», nonostante il segretario generale Paolo Capone sia stato tra i primi a solidarizzare con Landini e a definire «gesto vile» l'assalto dei manifestanti. Arruolare anche l'ex Cisnal avrebbe rappresentato un segnale di vera «unità nazionale». Peccato. Dago-bomba sulla Lamorgese. L'ordine era chiaro, retroscena politico sugli scontri Dago-bomba sulla Lamorgese. "L'ordine era chiaro", retroscena politico sugli scontri

Questo è un #plotone contro la #Meloni". #Crosetto lascia lo studio di #Formigli

 

"Questo è un plotone contro la Meloni". Crosetto lascia lo studio di Formigli

L'imprenditore ha lasciato la trasmissione di La7 in aperta polemica. "Quando tutti sparano su persone che non possono difendersi, non è giornalismo né democrazia", ha detto prima di abbandonare la diretta

"Questo è un plotone contro la Meloni". Guido Crosetto se ne va da Formigli

"Questo è un plotone di esecuzione nei confronti di Giorgia Meloni e del centrodestra". Così, ieri sera Guido Crosetto ha deciso di abbandonare lo studio di Piazzapulita, dove da più di un'ora si stava discutendo della controversa inchiesta di Fanpage su Fratelli d’Italia e Lega. Nello studio di La7, i toni del confronto e dei servizi trasmessi erano palesemente monocordi, ostili ai suddetti partiti e ai loro leader. Dunque – arrivato il momento di prendere la parola – l’imprenditore ed ex sottosegretario alla Difesa ha preferito andarsene in aperta polemica con l'impostazione del talk show.

"Io ascolto da un’ora la trasmissione. Man mano che la sentivo andare avanti mi chiedevo: 'Che cosa ci faccio qua? '. Perché io ho una grandissima stima nei confronti del giornalismo, ancora più della politica con la p maiuscola e della democrazia. E penso che la democrazia si fondi sul confronto, non sui plotoni d’esecuzione. Quando vedo dei plotoni d’esecuzione dico che sarebbe giusto che si difendessero le persone che poi vengono uccise", ha dichiarato Crosetto, unico ospite in studio a prendere le difese di Giorgia Meloni e del centrodestra. Davanti a lui, la sardina Mattia Santori (ora tra le fila del Pd) e il vicesegretario dem Giuseppe Provenzano, che nei giorni scorsi aveva addirittura definito la leader di Fratelli d’Italia "fuori dall’arco democratico". Poco prima, in apertura di trasmissione, aveva preso la parola pure Romano Prodi.

Incalzato dal conduttore Corrado Formigli, che lo invitava a spiegare meglio la propria contestazione, Crosetto ha aggiunto: "Il plotone d’esecuzione è quello che è stato sinora la trasmissione, nei confronti di Giorgia Meloni e dell’intero centrodestra (…) Io sono inadatto nel recitare il ruolo di foglia di fico e faccio l’unica cosa che può fare una persona che si sente inadatta. La saluto, mi scuso e me e vado". A quel punto, l’imprenditore si è alzato dal tavolo della discussione e si è incamminato verso l'uscita dello studio. Trattenuto con fastidio dal padrone di casa, che gli rinfacciava di aver voluto fare una "uscita di scena teatrale", Crosetto ha tenuto il punto. E ha ribadito: "Quando tutti sparano su persone che non possono difendersi, non è giornalismo né democrazia, secondo me".

Poco più tardi, mentre in diretta su La7 proseguiva la discussione, l’ex sottosegretario alla Difesa è tornato a motivare il suo gesto con un tweet. "Non dividetevi, come al solito, tra squadre di tifosi per commentare il mio gesto. Non ha nulla di politico. È altro. Riguarda il modo di fare le cose. Anche di contrapporsi. Mi è costato molto farlo e ho deciso 5 minuti prima di alzarmi. Mi scuso con Piazzapulita", ha scritto.