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martedì 19 ottobre 2021
"I #ricchi votano a #sinistra, i #poveri a #destra, ma hanno smesso di andare a votare".
https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/29105826/giulio-sapelli-ballottaggio-astensione-poveri-votano-destra.amp
Giulio Sapelli sul ballottaggio: "Sapete dov'erano i poveri che votano a destra?", l'errore fatale
18 OTT 2021
Uno dei grandi vincitori delle ultime amministrative è stato l'astensionismo. L'affluenza, infatti, è rimasta al di sotto del 50% e questo, secondo il professore di Storia economica Giulio Sapelli, si può spiegare solo in un modo: "I ricchi votano a sinistra, i poveri a destra ma hanno smesso di andare a votare". Il che spiegherebbe pure il trionfo del centrosinistra nelle maggiori città al voto, a partire dalla Capitale. Secondo lui, inoltre, solo alcuni candidati tra quelli che hanno vinto possono essere definiti di sinistra. Non è il caso per esempio di chi ha primeggiato a Roma e Milano: "Gualtieri ha solo il passato di sinistra, Sala non lo è per nulla. I ricchi votano per l’establishment e per le conferme. I poveri un tempo votavano contro, l’anti-establishment poteva essere di sinistra come di destra. Ora il collegamento è solo tra classi medio-alte, che non si curano più di ultimi e penultimi".
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Quello che sta succedendo in questo momento nel nostro Paese non va sottovalutato, secondo Sapelli: "Bisogna stare attenti all’emarginazione di questi tempi, perché i penultimi possono dare vita a gilet gialli". Il professore, poi, ha aggiunto che in Italia esiste una "scollatura classista molto forte" e che dal voto emerge una forte "divisione tra città e campagna".
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Uno dei principali problemi del centrodestra al momento, stando all'opinione di Sapelli, sta nella mancanza di una figura come quella di Silvio Berlusconi: "La Lega purtroppo non è un partito di centro. Il voto rafforza il Partito democratico, ma non l’asse con il Movimento 5 Stelle". E proprio in riferimento a quest'ultimo punto, ha aggiunto: "Max Weber insegna che il tempo è fondamentale: per la coalizione di governo Pd-M5s servirebbe tempo che il Movimento forse non ha, vista l’emorragia di voti che rischia di far scomparire i grillini".
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venerdì 15 ottobre 2021
"Cantiamo Bella Ciao”. Con la scusa del #fascismo, la sinistra sabato violerà il silenzio elettorale ! Gli italiani non sono *fessi* e dimostreranno che la #faziosità della #sinistra non paga e non pagherà !
https://www.secoloditalia.it/2021/10/cantiamo-bella-ciao-con-la-scusa-del-fascismo-la-sinistra-sabato-violera-il-silenzio-elettorale/
“Cantiamo Bella Ciao”. Con la scusa del #fascismo, la #sinistra sabato violerà il silenzio elettorale
lunedì 11 Ottobre 11:39 - di Lucio Meo
I #sindacati propongono, la sinistra e il #Pd, si accodano con entusiasmo alla manifestazione “contro i #fascismi” fissata, guarda caso, a Roma, sabato 16 ottobre, il giorno prima del #ballottaggio per l’elezione a sindaco tra Roberto #Gualtieri ed Enrico #Michetti. Un’occasione ghiotta, a prescindere dalla partecipazione, che si immagina aperta a tutti, per sparare a palle incatenate contro le presunte connivenze della #destra con i #manifestanti che sabato scorso hanno preso d’assalto la sede della #Cgil. Una suggestione cavalcata perfino per Michetti dalle farneticanti affermazioni di giornaliste di sinistra, come Lilli #Gruber, querelata dal diretto interessato. Ovviamente non è in discussione la manifestazione in sè e il valore di testimonianza contro l’estremismo e la #violenza emersa sabato dal corteo No Green Pass, ma la data stessa, come ha sottolineato ieri Fabio #Rampelli. Farla due giorni dopo o una settimana dopo cosa avrebbe cambiato??
In queste ore sui social l’appello è a scendere in piazza con bandiere e canti nel nome di “Bella Ciao”, per bloccare i fascismi, ma anche un po’ i Michetti…
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La manifestazione contro i “fascismi” indetta dai #sindacati
Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato ieri, per #sabato 16 ottobre a #Roma, una grande manifestazione nazionale e antifascista per il lavoro e la democrazia. Per i tre segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, “l’assalto squadrista alla sede nazionale della Cgil è un attacco a tutto il sindacato confederale italiano, al mondo del lavoro e alla nostra democrazia. Chiediamo che le organizzazioni neofasciste e neonaziste siano messe nelle condizioni di non nuocere sciogliendole per legge”. “E’ il momento – concludono #Landini, #Sbarra e #Bombardieri – di affermare e realizzare i principi e i valori della nostra #Costituzione. Invitiamo, pertanto, tutti i cittadini e le forze sane e democratiche del Paese a mobilitarsi e a scendere in piazza sabato prossimo”. I sindacati, ovviamente, il problema del #silenzio #elettorale non se lo sono neanche posto.
Le ragioni di #Salvini, che non ci sarà
Matteo Salvini ha annunciato che il suo partito non sarà presente alla manifestazione del 16 ottobre anche in virtù del silenzio elettorale: “Ho visto che, nonostante ci siano i ballottaggi, la sinistra organizza delle manifestazioni il sabato prima del voto: ma come, non bisognerebbe stare in silenzio? Noi saremo con i gazebo delle libertà e della giustizia”.
#Letta e il silenzio elettorale che non vale…
“Sabato 16 noi saremo tutti in piazza a manifestare per il diritto di manifestare e di riunirsi in sindacati, per manifestare contro ogni violenza come quella di cui sono stati vittima la Cgil e la sua sede. Chiediamo alle forze dell’ordine di essere efficaci nell’evitare che si ripetano fatti del genere. In Parlamento presenteremo una mozione per sciogliere i movimenti fascisti”, ha detto il segretario del #Pd Enrico Letta, a margine della sua visita alla sede nazione della Cgil assaltata da alcuni #neofascisti la sera del 9 ottobre, senza fare alcun riferimento al silenzio elettorale.
La manifestazione in cui i sindacati uniti scenderanno in piazza a Roma sabato prossimo è altamente inopportuna per la commistione con il momento elettorale". Lo sottolinea all'Adnkronos il presidente emerito della Corte costituzionale Cesare Mirabelli che sul rischio di propaganda indiretta si esprime così: "E' inevitabile che abbia un effetto riflesso, come tutti gli avvenimenti che accadono prima del #voto. Anche se formalmente sabato sono i sindacati a lanciare l'iniziativa, la radice è #politica. C'è un'alta inopportunità non per il contenuto che è sacrosanto ma per il contesto, che finisce per svilire il contenuto stesso".
Sarebbe stato meglio posticipare la manifestazione di qualche giorno?? "Questo è l'elemento di inopportunità: farla il giorno prima delle elezioni. Anche se l'inopportunità è una valutazione che non ha ricadute giuridiche - risponde Mirabelli - potrebbe rompere il silenzio elettorale trasformando una manifestazione di carattere sindacale in una di propaganda elettorale".
(di Roberta Lanzara)
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