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venerdì 10 dicembre 2021

BABY GANG DI IMMIGRATI A CACCIA DI RAGAZZINI ITALIANI: LI PESTANO E RAPINANO DAVANTI ALLE SCUOLE

https://voxnews.info/2021/12/08/baby-gang-di-immigrati-a-caccia-di-ragazzini-italiani-li-pestano-e-rapinano-davanti-alle-scuole/ La Lombardia sta diventando territorio occupato. Dite grazie ai ricongiungimenti familiari. I figli degli immigrati sono la più grande minaccia verso il nostro futuro. “Quello di ieri è solo l’ultimo episodio, il più grave, di un’escalation che continua da settimane. Ormai per i ragazzi il pensiero di andare a scuola è diventato un incubo proprio per la presenza di questi ragazzi che li prende di mira a caccia di telefoni, catenine e soldi”. Sono ancora una volta i genitori ad accendere i riflettori sugli episodi di bullismo e le aggressioni con cui si trovano a fare i conti diversi studenti saronnesi nelle ultime settimane. Il problema è alla fermata del pullman in via Varese ma anche allo scalo ferroviario di piazza Cadorna dove gruppi di ragazzi aspettano i coetanei la mattina prima di andare a scuola. “Sono veri e propri agguati – spiegano i genitori – aspettano i ragazzi li isolano e gli prendono quello che hanno di valore a volte il telefono a volte una collana o i contanti”. L’ultimo episodio ieri mattina quando un ragazzo che ha cercato di “salvare” il telefono è stato preso a pugni “nessuno è intervenuto per aiutarlo quando è stato aggredito in via Varese – continuano i genitori – il primo sostegno l’ha avuto in classe dall’insegnante che ha dato l’allarme”. Sull’episodio sono in corso le indagini dei carabinieri a cui la famiglia ha sporto denuncia come hanno fatto diverse altre famiglie nelle ultime settimane per episodi analoghi. I ragazzi parlano di un gruppo di studenti stranieri che gravitano tra la stazione di piazza Cadorna e la fermata di via Varese: “E’ un incubo quotidiano che rende pesante andare a scuola proprio per la paura di un nuovo attacco, di una nuova aggressione”. Del problema delle baby gang a Saronno ha parlato anche il Corriere della Sera in un’inchiesta qualche settimana fa e si sono occupate più volte anche i carabinieri della compagnia cittadina che hanno realizzato fermi in due diverse occasioni prima dell’estate e lo scorso autunno. A far emergere il problema nell’agenda cittadina era stato l’esposto di un papà presentato alla polizia locale a pochi giorni dalla fine dell’anno scolastico. Il genitore descrive le indicazioni avute dalle vittime: “I ragazzi che sono stati purtroppo coinvolti in questi spiacevoli incontri (quasi giornalieri) raccontato di un gruppo di giovani stranieri tra i 15 e i 17 anni”. La banda sarebbe formata da 5/6 ragazzi. VERIFICA LA NOTIZIA Il modus operandi è sempre lo stesso: i ragazzi vengono presi di mira alle fermate dei pullman “seguiti e avvicinati da alcuni dei componenti della banda che li strattonano per verificare la presenza di catenine d’oro o altri oggetti di valore”. A mettere in guardia gli studenti anche un insegnante dell’Itis Riva che ha raccontato agli alunni quanto “successo ad un suo alunno che ha subito il furto della collanina d’oro”. “Durante la rapina il ragazzo è stato picchiato, successivamente questo ragazzo ha rincorso i componenti della baby gang per recuperare il suo oggetto di valore, nel percorso di fuga un criminale è finito contro un auto che percorreva la strada vicino al Santuario cadendo a terra, ma è stato subito portato via dagli altri componenti della gang”. Il genitore segnala la presenza dei membri della gang anche sui pullman extraurbani che accompagnano a casa i ragazzi.

mercoledì 8 dicembre 2021

Ricolfi magistrale: la sinistra oggi non difende i deboli, ma censura il linguaggio, l’arte, il passato

https://www.secoloditalia.it/2021/11/ricolfi-magistrale-la-sinistra-oggi-non-difende-i-deboli-ma-censura-il-linguaggio-larte-il-passato/ Ricolfi magistrale: la sinistra oggi non difende i deboli, ma censura il linguaggio, l’arte, il passato. Luca Ricolfi inizia la sua collaborazione con Repubblica con un lungo articolo sulle “varianti” del politicamente corretto. Per andare a parare a una conclusione che il sociologo mette in premessa: la sinistra non si occupa più di questioni sociali. Ha cominciato la sinistra americana, e quella italiana ha scimmiottato malamente l’originale. Ricolfi è noto per le sue intemerate contro la sinistra antipatizzante alla quale da anni non risparmia critiche. Ricolfi: il politicamente corretto vuole censurare il linguaggio All’inizio, nei primi anni Ottanta, il politicamente corretto – spiega Ricolfi – voleva riformare il linguaggio. “Fu così che venne bandita la parola “negro” (sostituita con nero), e per decine di altre parole relativamente innocenti (come spazzino, bidello, handicappato, donna di servizio), vennero creati doppioni più o meno ridicoli, ipocriti o semplicemente astrusi: operatore ecologico, collaboratore scolastico, diversamente abile, collaboratrice familiare”. LEGGI ANCHE Anche la torta di mele è razzista. Il delirio della cancel culture invade pure la cucina... Marilyn con la gonna al vento: immagine sessista. La cancel culture si abbatte sulla statua dell'attrice I social e le offese. Ricolfi: poi venne il misgendering Poi è intervenuta la prima variante: internet. Sui social gli haters offendono e vengono offesi inaugurando l’era della suscettibilità. E arriviamo alla seconda mutazione e cioè “l’espansione della dottrina del “misgendering” in tutti gli ambiti”. “Che cos’ è il misgendering? – scrive Ricolfi – È chiamare qualcuno con un genere che non gli va, ad esempio maschile se è o si sente una donna (o viceversa); o plurale maschile (cari colleghi) se ci si riferisce a un collettivo misto. Secondo le versioni più demenziali della correttezza politica in materia di generi, assai diffuse nelle università americane – continua Ricolfi – i professori dovrebbero chiedere ad ogni singolo allievo come preferisce essere indicato: he, she, zee, they, eccetera. Gli epigoni meno dotati di senso del ridicolo, da qualche tempo attivi anche in Italia, aggiungono regole di comunicazione scritta tipo usare come carattere finale l’asterisco * (cari collegh*), la vocale u (gentilu ascoltatoru), o la cosiddetta schwa”. La cancel culture e la gogna per chi non si allinea La terza mutazione è la cosiddetta cancel culture “secondo cui tutta l’arte e la letteratura, compresa quella del passato, andrebbe giudicata con i nostri attuali parametri etici, e censurata o distrutta ogniqualvolta vi si trovano espressioni, immagini, o segni potenzialmente capaci di turbare la sensibilità di qualcuno”. La quarta mutazione – prosegue Ricolfi – è quella che determina la gogna per chi non si allinea a questi standard: “professori, scrittori, dipendenti di aziende, comuni cittadini perdono il lavoro, o vengono sospesi o sanzionati, non perché abbiano commesso scorrettezze nell’esercizio della loro professione, ma perché in altri contesti, o in passato, hanno espresso idee non conformi al pensiero dell’élite dominante. Non solo: nella politica delle assunzioni, in particolare nelle facoltà umanistiche, vengono esclusi gli studiosi non allineati all’ortodossia politica dominante”. La identity politics crea discriminazioni C’è infine la quinta mutazione, che Ricolfi giudica come la più pericolosa. “È la cosiddetta identity politics. Un complesso di teorie, filosofie, rivendicazioni, secondo cui quel che conta veramente non è che persona sei ma a quale minoranza oppressa appartieni. Da qui derivano le idee più strampalate, ad esempio che per tradurre un romanzo di una autrice nera tu debba essere nera (è successo). Che per parlare di donne tu debba essere donna; per parlare di omosessualità essere omosessuale; per parlare dell’Islam essere islamico; per parlare dell’Africa essere africano. Se osi parlare di qualcosa senza essere la cosa stessa sei accusato di «appropriazione culturale»”. E’ così che si compie la parabola della cultura liberal e progressista: anziché sconfiggere le discriminazioni con l’eguaglianza, si capovolge nel suo contrario: instaurare l’eguaglianza attraverso le discriminazioni. https://www.secoloditalia.it/2021/11/ricolfi-magistrale-la-sinistra-oggi-non-difende-i-deboli-ma-censura-il-linguaggio-larte-il-passato/

giovedì 14 ottobre 2021

Le #FFOO scoprono ogni giorno non non aventi diritto al #Redditodicittadinanza, #imbarazzo per #Conte, #DiMaio e #Movimento5Stelle. Ventenne #spacciatore arrestato a Canicattì: una scoperta sconvolgente

 https://www.liberoquotidiano.it/news/terra-promessa/29049392/reddito-cittadinanza-chi-prendeva-soldi-milano-non-proprio-fannulloni-vergogna-conte-di-maio.amp

SUSSIDIO SBAGLIATO

Reddito di cittadinanza, truffa in posta per regalare soldi agli immigrati: il M5s come spiega questa vergogna?


Passano i giorni, le settimane e i mesi, ma le notizie sui furbetti del reddito di cittadinanza rimangono una costante. E ogni volta hanno l’effetto di un ceffone in piena faccia a chi lo ha elaborato in maniera così lacunosa, ovvero a Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. La magica tesserina per “abolire la povertà” continua a finire nelle mani di tante persone che non ne hanno bisogno, ma che trovano svariati modi per avvalersene, truffando a tutti gli effetti lo Stato.

 

 

La Polizia ha infatti smascherato più di 50 persone che non sapevano neanche parlare l’italiano e che puntualmente si presentavano agli uffici postali di Milano per incassare il reddito di cittadinanza. Ovviamente nessuno di questi ne aveva diritto, come si è appurato grazie a un’indagine condotto dal compartimento della Polizia postale e delle comunicazioni di Milano. Non solo, perché è stato scoperto e smantellato una vera e propria organizzazione criminale che si avvaleva di stranieri per ricevere il sussidio grillino.

 

 

In pratica venivano fatte entrare in Italia persone provenienti da Romania, Austria e Germania, dopodiché venivano istruite per recarsi agli uffici postali di Milano e ritirare la card del reddito di cittadinanza tramite la presentazione di documenti falsi. Dopo oltre un anno di indagini, sono state arrestate due persone trovate in possesso di documentazione falsa e carte prepagate.