venerdì 18 marzo 2022
Era in piazza con il cartello: “Soldato, lascia cadere la tua arma e sarai un vero eroe” Chi è Yelena Osipova, la nonna sopravvissuta a Leningrado e arrestata perché manifestava contro Putin
È stata arrestata dalla polizia mentre manifestava in piazza a San Pietroburgo contro il presidente Putin e la guerra in Ucraina. L’anziana, Yelena Osipova, è una figura piuttosto nota per essere sopravvissuta all’assedio nazista di Leningrado.
#Putin, la tua non è un operazione di #pace nei confronti degli #ucraini; devi mostrare ai #russi i tuoi #crimini commessi contro #bambini e #civili #inermi #ammazzati chirurgicamente in #UCRAINA ! Nemmeno #Dio Misericordioso potrà mai #perdonarti !
Chi è Yelena Osipova, la nonna sopravvissuta a Leningrado e arrestata perché manifestava contro Putin
Elena Del Mastro — 4 Marzo 2022
Chi è Yelena Osipova, la nonna sopravvissuta a Leningrado e arrestata perché manifestava contro Putin
Cappotto grigio, cappello in testa e un grande sciarpone a scacchi. In mano cartelli per la pace. Su uno dei due c’era scritto: “Soldato, lascia cadere la tua arma e sarai un vero eroe!”. Così Yelena Osipova, 80 anni, è scesa in piazza a San Pietroburgo, nella Russia di Putin, per dire basta alla guerra. È subito diventata il simbolo del movimento pacifista: Yelena è stata arrestata dalla polizia russa.
Yelena è un’artista e attivista per la pace. In Russia è molto nota e la sua storia si lega ad un altro momento drammatico della storia: l’assedio nazista di Leningrado, così si chiamava all’epoca San Pietroburgo, durante la Seconda Guerra Mondiale, a cui sarebbe sopravvissuta. Chi più di lei conosce l’orrore della guerra e probabilmente il suo grido è particolarmente sentito: non vuole rivedere quell’orrore.
Mentre era in piazza con gli altri manifestanti russi per la pace, due agenti l’hanno avvicinata e l’hanno portata via tra gli applausi degli altri pacifisti, scesi in piazza in migliaia. Complessivamente, dal 24 febbraio al 2 marzo, sono 7.032 le persone arrestate in Russia durante le proteste contro l’aggressione all’Ucraina, ha fatto sapere il sito indipendente Ovd-Info che si occupa della tutela dei diritti umani in Russia.
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Le immagini di quell’arresto hanno fatto il giro del mondo, diventando il simbolo di una protesta che si sta svolgendo in molti paesi. Durante una delle manifestazioni per la pace, il 3 marzo a Napoli, un gruppo di bambini ha esposto il cartello: “Yelena Osipova ha 80 anni ed è sopravvissuta all’assedio di Leningrado. È stata arrestata perché manifestava con questo cartello: ‘Soldato, lascia cadere la tua arma e sarai un vero eroe’. Yelena, lo mostriamo noi il tuo cartello”.
Призываем россиян уволить Путина, который ведет войну вторжения и военной оккупации суверенного государства, в которой он сеет хаос, разрушения, смерть и боль беззащитным мирным жителям и невинно умирающим детям!
https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/drittoerovescio/in-diretta-da-mosca-lideologo-di-putin_F311546701010C14
Sentite cosa dice e come risponde l'ideologo di #Putin il filosofo Alexandr #Dugin e capirete perché è indifendibile l'#invasione dell'#Ucraina ad opera dei #russi, cui viene fatto un #lavaggio di cervello #inaccettabile ! #dirittoerovescio
Le bugie e le #propagande #scorrette e #ingannevoli di #Putin vengono definitivamente #smascherate e dimostrano le infondatezze delle ragioni per cui #Mosca ha deliberatamente, illegalmente e ingiustificatamente invaso l'Ucraina con la frase ad effetto e #mendace del ministro degli esteri russo Serghiey #Lavrov : " Questa è una #operazione importante e speciale di #pace" ((#peccato però, che di fatto è una vergognosa, assurda, ingiustificabile, #imperdonabile, #micidiale, devastante, #distruttiva, rovinosa, #dolorosa, infausta e fatale #invasione #armata (#guerra) e #punitiva nei confronti dell'#UCRAINA e del suo #popolo #coraggioso, fiero e desideroso di voler determinare #democraticamente il proprio #futuro di stato #sovrano, #indipendente e con la sua indiscutibile #integrità #territoriale (#Crimea, #Donbass e #Lugansk = = >> #UCRAINA) #invasione di #guerra di cui Putin ed i #russi che lo appoggiano sono e saranno #responsabili moralmente, civilmente e #penalmente di #crimini contro l'#umanità commessi ai danni degli #incolpevoli #ucraini.)) 🔉🔉➡️➡️https://www.ilmessaggero.it/AMP/mondo/ucraina_corte_onu_cosa_dice_genocidio_donbass_russia_cina_votano_insieme-6567994.html
La #Corte #internazionale di #Giustizia ritiene che la #Russia deve «sospendere immediatamente l'operazione militare avviata il 24 febbraio 2022 sul territorio dell'Ucraina», ha detto la #presidente della Corte, Joan #Donoghue, in merito alle richieste di #Kiev di «misure provvisorie». La #delibera infatti è la risposta al #ricorso #urgente intrapreso dall'Ucraina lo scorso 26 febbraio, in cui si chiedeva una #sentenza d'urgenza della Corte sulle #accuse #infondate di Mosca riguardo i #presunti #crimini di #genocidio commessi nelle #regioni di Luhansk e Donetsk.
Chiediamo ai #russi di licenziare o mandare a casa #Putin, che sta conducendo una #guerra di #invasione e #occupazione #militare di uno #stato #sovrano l'#UCRAINA, in cui sta seminando #scompiglio, #distruzione, #morte e #dolore su #civili #indifesi e #bambini che #muoiono #innocentemente! #Putingohome #stopwar #stopcrimesofwar #stopkillingucrainianschildren #StopinvasionUkraine
Призываем россиян уволить Путина, который ведет войну вторжения и военной оккупации суверенного государства, в которой он сеет хаос, разрушения, смерть и боль беззащитным мирным жителям и невинно умирающим детям!
We call on the Russians to fire Putin, who is waging a war of invasion and military occupation of a sovereign state in which he is wreaking havoc, destruction, death and pain on defenseless civilians and innocently dying children!
Continuano quasi #incessanti, #letali e #pesanti gli
#spietati e #incuranti di #bambini e di #civili inermi #ucraini, i #bombardamenti #aerei #russi 😭😿🖤
Regrann from @tg2rai @salvorosa3
Sono ormai evidenti e inconfutabili gli #episodi di #criminalità #dolorosi e ricorrenti, che i russi dello #zar novello stanno commettendo in #UCRAINA e per i quali è stato chiesto da più parti l'incriminazione per #crimini contro l'#umanità. Ormai #Putin non riesce a controllare più #nulla; ha licenziato 9 suoi generali accusati di poca incisività e scarsi risultati #militari concreti ed è sempre più #isolato e #condannato dalla stragrande, stragrande #maggioranza delle #nazioni del #mondo. Anche in Russia comincia ad avere moltissimi #nemici. Il #rublo è in caduta libera, le #borse valori sono chiuse da due settimane. C'è da chiedersi come e per quanto #tempo ancora potrà reggere a questo suo inesorabile #isolamento !?!? Si è cacciato in un #angolo, da dove assai difficilmente potrà uscirne da #vincitore, quasi sicuramente ne uscirà #sconfitto e #ridimensionato e con la #chimera, ahilui, irrealizzata di un nuovo super #impero #sovietico dominatore e signore del mondo intero !!!
Мы молимся о том, чтобы Московский Патриарх Кирилл раскаялся и пожалел, что в проповеди в день прощения оправдал, одобрил и одобрил несправедливую, болезненную и кровавую войну г-на Путина. Его очень серьезные и серьезные слова, одобряющие войну, никак не могут быть приняты ни одним православным христианином, евангелистом или католиком, потому что Евангелие Христа Иисуса говорит о мире, о любви к ближнему, о подставлении другой щеки и венца и о том, чтобы назвать блаженными миротворцы, потому что они будут названы детьми Божьими! Высокий представитель христианства, как и вы, добрый патриарх кирилл, не может и не должен ОПРАВДЫВАТЬ или даже аплодировать войне, что означает смерть и отрицание жизни и отрицание учения Господа нашего Иисуса Христа. Патриарх Кирилл, во имя Иисуса Христа Спасителя, испроси прощения за свои неприемлемые и гнусные слова, произнесенные в проповеди дня прощения, ибо в явном противоречии с учением Святаго Отца Всемогущего и Милосердного, дарующего тебе прощение, как и всем грешникам!
Группа SR + христиане объединились по всему миру
La non #guerra o #operazione di #pace di #Putin che non mostra gli #orrori del suo #esercito in 🇺🇦🇺🇦 #UCRAINA nelle televisioni e media della #Federazione #Russa per mostrare ai #russi che è tutto tranquillo e sereno in questa operazione di #pace, che però ha fatto e sta facendo migliaia e migliaia di #vittime innocenti tra i #bambini e i #civili #inermi #ucraini. Putin racconta ai russi quello che gli conviene e che non allarma i russi, ai quali viene rappresentato uno scenario pacifico e surreale, che però ahinoi non corrisponde a quello che succede in #UCRAINA. Un'altro aspetto #crudele, #vigliacco, #nefasto e ingiustificabile di un #regime retto da un #autocrate, #dittatore e menzognero, che crede di coprire e nascondere le sue #malefatte al suo popolo ! Chi semina vento raccoglie tempesta ! Il sonno della ragione genera morte !
Regrann from @guerraucrainarussia and @salvorosa3
Chiediamo ai #russi di licenziare o mandare a casa #Putin, che sta conducendo una #guerra di #invasione e #occupazione #militare di uno #stato #sovrano l'#UCRAINA, in cui sta seminando #scompiglio, #distruzione, #morte e #dolore su #civili #indifesi e #bambini che #muoiono #innocentemente! #Putingohome #stopwar #stopcrimesofwar #stopkillingucrainianschildren #StopinvasionUkraine
Призываем россиян уволить Путина, который ведет войну вторжения и военной оккупации суверенного государства, в которой он сеет хаос, разрушения, смерть и боль беззащитным мирным жителям и невинно умирающим детям!
We call on the Russians to fire Putin, who is waging a war of invasion and military occupation of a sovereign state in which he is wreaking havoc, destruction, death and pain on defenseless civilians and innocently dying children!
VladimirPutin #PutinIsaWarCriminal#stopwar #stopkillingukrainianchildren#stopinvasion #stopukrainianholocaust #putinacceptpeace #stopinvasionukraine #stopwar #StopPutin #StopPutinNOW #Putin #stopcrimesofwar #war #kremlin #kirill #fermatelaguerra #BASTA #CrimesAgainstChildren #StopAllaGuerra #StopWarCrimes #forzaucraina #forzazelensky Support Volodymyr Zelenskyj and his people Volodymyr Zelenskiy / Володимир Зеленський 💚🇺🇦 Volodymyr Zelensky fan Mospat PATRIARCA Patriarch Ecumenical Patriarchate Patriarch Ilia II #ukraine #Free #integrity #China XiJinping XiJinping习近平 #WeWantPeace #pace #paceinucraina #pacenelmondo #peace #peaceandlove #PeaceNotWar #peacemaker #siamotuttiucraini #weprayforukraine 👍👍👍🇺🇦🇺🇦🇺🇦✌️✌️✌️🇺🇦🇺🇦🇺🇦✌️✌️✌️☮️☮️☮️✌️✌️✌️🕊️🕊️🕊️👍👍👍❣️❣️❣️👍👍👍🇺🇦🇺🇦🇺🇦🌿🌿🌿✌️✌️✌️🇺🇦🇺🇦🇺🇦✌️✌️✌️🕊️🕊️🕊️🌱🌱🌱☮️☮️☮️🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏➡️➡️➡️Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori e non abbandonarci nella tentazione ma liberaci dal male. https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=4916234565129098&id=100002278096997
venerdì 4 marzo 2022
Guerra Russia-Ucraina, il Cremlino zittisce i media dissidenti. E da Youtube a Twitter fino ad Apple i brand globali vanno in guerra
https://tg24.sky.it/mondo/2022/03/04/facebook-russia
La disinformazione o informazione faziosa attuata da Putin al fine di non far vedere al popolo russo le atrocità e crudeltà commesse dalle forze armate russe ai danni dei civili e bambini inermi in Ucraina:*La Voce della verità e della giustizia :* Ecco qui i segnali di grande debolezza e di grossa difficoltà del dittatore, criminale di guerra, folle e ingiustificabile nuovo Zar e sognatore di sovrano del mondo Wladimir Putin che chiude i social media (Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Google, si etc.) affinché i russi non vedano e né sentano gli orrori dei bombardamenti aerei e dei missili russi sulle città ucraine, sugli ospedali, sui palazzi governativi e popolari, sui civili inermi e sui bambini ucraini innocenti morti sotto gli sguardi atterriti e sotto i languidi e impotenti occhi del mondo intero, che si chiede e interroga, con le lacrime agli occhi, perché e a chi giova, durante una pandemia terribile e con i relativi milioni di morti in corso, un uomo cinico, insensibile, freddo, calcolatore, senza cuore e con il sogno/progetto di padrone assoluto del mondo intero, al potere non non democraticamente da 22 anni e con cinque crudeli e distruttive guerre di invasione e occupazione alle spalle, possa avere acceso, infiammato e scatenato una guerra immanemente disastrosa, micidiale, devastante, distruttiva, rovinosa, dolorosa, infausta e fatale ai danni del popolo ucraino pacifico, laborioso, cristiano, coraggioso ed amante della libertà e la cui unica colpa è il pretendere di avere una patria UCRAINA, integra nei suoi territori, indipendente e libera di poter scegliere il proprio futuro !🇺🇦✌️🇺🇦✌️🇺🇦💚🇺🇦☮️🇺🇦☮️🇺🇦❣️🇺🇦🕊️🇺🇦🍀 We all ( whole world ) stand with Ukraine, its brave and most tenacious people and with its hero president Wolodymyr Zelensky ✌️💚💟♥️💪👏🏼👏🏼👍👍🙏☮️🕊️❣️🙏✌️❗ God save Ukraine ☮️🇺🇦❣️🙏🙏🙏
Mentre le autorità della Russia mettono il bavaglio ai principali media indipendenti, colpendo il canale televisivo Dojd e la stazione radio Echo of Moscow, che trasmetteva ininterrottamente dal 1990, le big dell'hi-tech da Youtube a Twitter fino ad Apple vanno in guerra contro Mosca. Spotify chiude gli uffici e Airbnb ha annunciato che offrirà gratuitamente alloggi ai 100.000 rifugiati in fuga dall’Ucraina
Le big dell’hi-tech da Youtube a Twitter fino ad Apple vanno in guerra contro Mosca, anche tagliando i servizi agli utenti russi o chiudendo le proprie sedi all’ombra del Cremlino. Mentre le autorità della Russia mettono il bavaglio ai principali media indipendenti, colpendo il canale televisivo Dojd e la stazione radio Echo of Moscow, che trasmetteva ininterrottamente dal 1990 ed era un simbolo di libertà dopo il crollo dell’Unione Sovietica nonché ora emblema del dissenso all’invasione decisa da Vladimir Putin. “L’ufficio del procuratore generale ha chiesto di bloccare l’accesso al canale televisivo online Dojd e alla stazione radio Echo of Moscow”, avevano annunciato le due emittenti negli scorsi giorni. E nelle scorse ore la radio indipendente ha annunciato la propria chiusura. “La maggioranza del consiglio di amministrazione di Ekho Moskvy – scrive sul proprio profilo Telegram il direttore Alexei Venediktov – ha preso la decisione di sciogliere la radio e il sito internet di Ekho Moskvy”.
Il tutto mentre le big dell’hi-tech continuano a prendere decisioni che colpiscono i media più vicini al Cremlino. YouTube ha sospeso diversi canali russi, tra cui quello del canale di stato Russia Today, impedendo loro di guadagnare dalla presenza sulla piattaforma: “È stata sospesa la capacità di un certo numero di canali di monetizzare, tra cui diversi canali russi legati alle recenti sanzioni”. La decisione è stata motivata da “circostanze straordinarie”. Farshad Shadloo, portavoce del sito, ha aggiunto che RT ed altri canali non saranno accessibili in Ucraina dopo “una richiesta del governo”. Anche Twitter, dopo il bando dell’Unione Europea, sta pensando di eliminare dalla sua piattaforma gli account di Russia Today e Sputnik, ha anticipato Politico citando un portavoce del social media. “Dovremo adeguarci alle sanzioni europee, questo comporterà di non pubblicare alcuni contenuti in Europa”, ha spiegato. Non è chiaro se Twitter intenda eliminare gli account tout court o limitarne i contenuti come hanno fatto già Google, Facebook e Tiktok. “Continuiamo a sostenere l’importanza di una rete libera. Soprattutto in tempo di guerra”, ha detto il portavoce. Netflix, invece, non rispetterà in Russia l’obbligo di trasmettere in diretta venti canali locali.
L’isolamento tecnologico di Mosca è ampliato anche dalla decisione di Spotify: il gigante dello streaming musicale ha dichiarato di aver chiuso i suoi uffici in Russia e di aver rimosso dal suo servizio i contenuti sponsorizzati dallo Stato russo. La mossa è arrivata in risposta all’attacco “non provocato contro l’Ucraina”, ha affermato la società in una nota, aggiungendo di aver adottato diverse misure. Inoltre, il gigante dello streaming ha affermato di aver esaminato “migliaia di episodi di podcast dall’inizio della guerra” e di aver limitato la capacità degli utenti di trovare podcast di proprietà e gestiti da organi di informazione legati allo Stato russo”. Spotify ha affermato che all’inizio della settimana aveva rimosso tutti i contenuti dalle testate giornalistiche sponsorizzate dallo stato russo RT e Sputnik all’interno dell’Unione Europea e in altri mercati. Ma manterrebbe il suo servizio aperto agli utenti russi. “Riteniamo che sia della massima importanza che il nostro servizio sia disponibile in Russia per consentire un flusso globale di informazioni”, ha affermato Spotify.
Uffici moscoviti chiusi anche dal colosso tedesco Siemens, che ha sospeso tutto il business e le consegne a Mosca. Tra i primi a muoversi c’era stata Apple che aveva annunciato lo stop della vendita dei propri prodotti alla Russia, accogliendo così l’appello che gli era stato rivolto nei giorni scorsi dal governo di Kiev. Dalla scorsa settimana sono inoltre limitati i servizi di Apple Pay. Inoltre Rt e Sputnik “non si possono più scaricare dall’App Store fuori dalla Russia”, ha spiegato la società di Cupertino, sottolineando che sono state anche disabilitate le Apple Maps in Ucraina “come misura di sicurezza per i cittadini ucraini”. Intel e Amd, che producono microprocessori, avrebbero informato verbalmente i partner russi che aderiranno alle sanzioni decise dagli Stati Uniti. Airbnb, invece, ha annunciato che offrirà gratuitamente alloggi ai 100.000 rifugiati in fuga dall’Ucraina.
giovedì 3 marzo 2022
Ucraina, Papa: "Imploriamo Dio per la pace, gli uomini non ne sono capaci"
https://www.agensir.it/quotidiano/2022/3/2/ucraina-cattolici-in-preghiera-per-implorare-la-pace-e-la-protezione-della-madonna-maratona-online-dalle-14-alle-21-da-7-citta-diverse/
Chi semina vento raccoglie tempesta ! Il silenzio sulla guerra fa male quanto le bombe. Giornata internazionale della Pace ! Who Seeds wind shall harvest storm ! La forza non vince mai contro il potere dell’amore. In questo momento di grande fermento e agitazione nel mondo, la più grande forza da non sottovalutare è quella che viene dall’amore. Nessuna civiltà potrà essere considerata tale se cercherà di prevalere sulle altre ! “La non violenza è la più forte arma mai inventata dall’uomo” ! La vera pace si ottiene attraverso la comprensione e il rispetto reciproci per il benessere di entrambe le parti !
APPELLO a Paavi Franciscus #patriarchkirill #epifanij Ecumenical Patriarchate vputin.team #VladimirPutin #Vladimir Volodjmjr Zelinskji #russia #Ucraina #peace United Nations PATRIARCA Patriarcat Orthodoxe des Nations Russian Embassy in the Philippines RUSSIAN MILITARY NEWS PORTAL #pace #bastaguerre #bastadittatura NATO forces #russiangov #russianarmy #ukraina #UcrainaLibera #nowar #NoALaGuerra #criminicontrolumanità #criminidiguerra #PutinIsaWarCriminal #Putingohome #Putinswar #NoPutin UNHCR Italia - Agenzia ONU per i Rifugiati
In questi sette giorni d'invasione russa in Ucraina, non possiamo non vedere i tantissimi civili ucraini inermi ammazzati chirurgicamente dai missili e aerei russi; non possiamo ignorare i milioni di profughi ucraini costretti ad abbandonare le loro case per mettersi in salvo nei Paesi di confine, che stanno dimostrando tantissima umanità nell'accoglienza; non possiamo fare finta di niente guardando città e paesi ucraini (ospedali, palazzi governativi, quartieri popolari e campagne) devastati da questa guerra ingiustificabile, anacronistica e assurda, voluta non dai russi, popolo pacifico e laborioso, ma dal presidente o meglio dittatore Putin per diventare il padrone assoluto e permanente del mondo intero o perlomeno metterlo ai suoi piedi. Le immagini e i video giornalieri di stragi, distruzione, morti, sopravvissuti terrorizzati, bambini che piangono, gente che scappa dalla disperazione dalle proprie case, sangue di innocenti nelle strade e nei quartieri popolari distrutti da missili e da caccia russi, sono ampiamente ben documentati non solo da giornalisti freelance con obiettività e equidistanza (orrori e crudeltà di una guerra ingiustificabile) ma anche da cellulari e smartphone dei residenti ucraini, che il presidente russo Vladimir Putin non vuole far vedere ai suoi concittadini russi in Russia per timore di una rivolta grande e pericolosa dei suoi concittadini contro la sua ineffabile, crudele e ingiusta guerra di occupazione dell'Ucraina (strategia della disinformazione per controllarla a proprio piacimento). Putin, giustificando tutto questo suo disastro, dice che si sente e si sentiva minacciato dalla NATO, che in questi 20 anni di potere del nuovo zar, però è rimasta tacita e inattiva, non intervenendo anche in situazioni di aggressioni russe tese a provocarla, mentre Lui lo zar imperversava e spadroneggiava in tutti i mari del mondo, in tutti i continenti, dove tacitamente e con sue truppe di mercenari (armate Wagner) destabilizzava Paesi sovrani per portarli nella sua sfera di competenza o protezione o addirittura ne invadeva ed annetteva territori (alcuni esempi Cecenia, Ossezia, Yussezia, Yacuzia, Armenia, Tagikistan, Azerbaijan, Crimea, Donbass, Lugansk, Mali, Libia ed altri Paesi africani e asiatici). Come si può vedere non agiva né da crocerossina e né da beato costruttore di pace, anzi. Ora in questo contesto chiaro e di 20 anni aggressioni e occupazioni militari russe, ci chiediamo preoccupati e sperando che giustizia sia fatta secondo le numerose risoluzioni ONU: Putin nei prossimi colloqui di pace con gli ucraini avrà pure il coraggio di pretendere il riconoscimento di #Crimea, #Donbass e #Lugansk come territori definitivamente russi e pretendere che quel che resta dell'Ucraina diventi uno stato cuscinetto e di neutralità, come la Svizzera, dopo averla distrutta fisicamente, demograficamente, socialmente, economicamente, dissanguata e umiliata ❓❓❓❓⁉️⁉️
*#Dio salvi l'#Ucraina intera e il suo popolo coraggioso e tenacissimo !!! Ci uniamo in #preghiera a sostegno e protezione di questo meraviglioso e battagliero popolo, che sta difendendo valorosamente, con tenacia e abnegazione la sua terra🇺🇦, invasa non dai #russi, popoli pacifici, amici e fratelli degli #ucraini, ma da un despota e #dittatore #irresponsabile e cinicamente #cattivo, mosso da #pericolosi #progetti, simili a quelli di #Hitler nel 1939, e dalle forze del #male, che imperversano in questo periodo in e su tutta la #terra e che non prevarranno mai sul #bene !!! #Viva l'#Ucraina libera, indipendente, sovrana e integra in tutti i suoi territori, sottratti illegalmente e contro le #risoluzioni dell'#ONU da un #Putin, che ormai è #isolato dal #mondo intero !l! Viva anche l'encomiabile e valoroso #Presidente Volodymyrzelenskyyprivatepage Vladymyr Zelensky Volodymyr Zelensky cui siamo vicini anche fisicamente e a cui diamo tutto il nostro #plauso e #sostegno, affinché possa #guidare il #popolo ucraino alla #vittoria #finale contro l'#invasore, #prepotente e #antidemocratico Putin !!!✌️✌️✌️✌️🇺🇦🇺🇦🇺🇦🇺🇦🇺🇦☮️☮️☮️🇺🇦🇺🇦🇺🇦💪💪💪🗽🗽🗽🕊️🕊️💚💟♥️✌️✌️✌️❣️🙏🙏🙏⏪⏪⏪ Firmato➡️ Cittadini, pacifisti e atlantisti Europei contro la politica invasionista, terroristica e imperialista di VladimirPutin *
domenica 20 febbraio 2022
La Cina avverte la Russia: "Nessuno è al di sopra del diritto internazionale" + Crisi Ucraina, Zelensky: difenderemo Paese con o senza partner. G7: da Mosca sfida a mondo
https://www.agi.it/estero/news/2022-02-19/ucraina-cina-mosca-non-violi-legge-internazionale-15695051/amp
AGI - La Cina non vuole la guerra in Ucraina e in nome di “una soluzione pacifica che garantisca sicurezza e stabilità in Europa” chiede agli alleati occidentali di fare qualche passo verso la Russia sulla controversia intorno all’allargamento della Nato. Mentre a Mosca ricorda: “Nessuno è al di sopra del diritto internazionale”.
Per certi aspetti, quello del ministro degli Esteri cinese Wang Yi è stato l’intervento più sorprendente alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, sul cui palco centrale al Bayerischer Hof oggi si sono alternati il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, la vice presidente americana Kamala Harris, il premier britannico Boris Johnson e il capo di Stato ucraino, Volodymyr Zelensky.
“L’Ucraina deve essere un ponte che unisce Est e Ovest e non una linea di fronte per una competizione tra diverse potenze”, scandisce Wang Yi – in videocollegamento – e “nessun Paese, neanche una superpotenza, è al di sopra del diritto internazionale, né può sostituire le regole internazionali con le proprie”. Parole sorprendentemente chiare, da parte del capo della diplomazia di Xi Jinping, cui preme sottolineare che Pechino intende giocare “un ruolo costruttivo per la pace”.
I messaggi sono rivolti a tutte le parti in causa: da una parte, scandisce Wang, “anche le preoccupazioni della Russia devono essere rispettate”, e sarebbe necessario un “adattamento” della Nato. “Se ci sarà un allargamento dell’Alleanza atlantica ci sarà davvero garanzia della pace? È una domanda che i nostri amici in Europa si devono porre seriamente”, si chiede il ministro di Xi, facendo capire quale potrebbe essere il punto d’incontro del negoziato.
Dall’altra parte – questa volta il destinatario è Mosca - “il principio dell’inviolabilità dei confini vale per tutti i gli Stati che aderiscono alle Nazioni Unite, l’Ucraina non rappresenta un’eccezione”.
In un certo senso, Wang Yi ha proposto una sorta di road map: “Sia la Russia che gli europei e gli Usa si sono detti d’accordo che gli accordi di Minsk debbano essere la base per una soluzione: su questo bisogna ora concentrarsi”.
In altre parole: “Perché le parti non possono sedersi ad un tavolo, condurre colloqui dettagliati ed elaborare un piano per mettere in atto le intese di Minsk?”, scandisce Wang.
“Questo è quello che si dovrebbe fare, invece di aumentare le tensioni e provocare il panico. Ora tutti i Paesi dovrebbero assumersi responsabilità ed impegnarsi per una soluzione pacifica”.
Wang Yi, sia pure tra i sorrisi, non pare fare sconti al Cremlino: “La sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale di ciascun Paese devono essere protette e rispettate. Si tratta di una delle normi fondanti dei rapporti internazionali”. D’altronde, “si è tornati ad una mentalità da Guerra fredda”, ma è sbagliato riportare indietro le lancette della storia.
La chiave per superare i conflitti è il multilateralismo: “Per trasformare il mondo in un posto migliore, i Paesi devono lavorare insieme, in un clima fondata sulla cooperazione, non sulla competizione”, così ancora il ministro di Pechino, secondo il quale “bisogna lavorare mano nella mano”, mentre “la sicurezza di un Paese non deve avvenire a costo di un alto, così come non è accettabile che qualcuno formi dei blocchi militari”.
La questione, Wang Yi non se lo nasconde, ha anche il colore dei conti: dopo la pandemia “l’economia mondiale si sta riprendendo lentamente, e per avviarci verso un progresso sostenibile ci appelliamo a tutti i Paesi ad agire insieme”.
Aperture e avvertimenti dal palco di Monaco. Qui è il premier britannico Boris Johnson a chiedere alla Russia di “abbassare i toni prima che sia troppo tardi”. Mosca “non avrebbe assolutamente nulla da guadagnare da questa impresa catastrofica e avrebbe tutto da perdere, e se invaderà l’Ucraina sarò la distruzione di uno Stato democratico”, insiste BoJo. “Ecco perché dobbiamo stare saldamente insieme”.
Ma in caso di attacco, “le sanzioni devono essere il più dure possibile”. L’altro punto cruciale toccato dal premier britannico è proprio quello della Nato, che “non può rinunciare alla politica della porta aperta”, motivo per cui ha aperto le sue porte “a quattordici Stati dopo il 1999”.
D’altronde, è lo stesso Scholz a cercare di gettare acqua sul fuoco in tema Nato: Mosca, dice il cancelliere parlando al Bayrischer Hof, ha trasformato la questione di una possibile adesione dell’Ucraina alla Nato in un “casus belli”. Ebbene, “questo è un paradosso: non è in agenda nessuna decisione” sull’adesione o meno dell’Ucraina all’Alleanza atlantica, scandisce Scholz, pur insistendo che “non è negoziabile il diritto degli Stati a scegliere la loro alleanza”.
In effetti il vero messaggio che Monaco invia al signore del Cremlino non riguarda tanto l’adesione o meno di Kiev alla Nato – che parrebbe tutto sommato una questione affrontabile (ancora oggi il cancelliere ha ribadito che la Germania contribuirà in prima fila a sostenere “la stabilità finanziaria” dell’Ucraina), quanto la compattezza dell’Alleanza atlantica in questa crisi.
“Se Mosca vuole meno Nato ai suoi confini ne avrà di più. Se la Russia vuole spaccare la Nato, avrà una Nato ancora più unita”: difficile fraintendere le parole del segretario generale Jens Stoltenberg, qui a Monaco.
“Le guerre possono essere preservate solo se i confini non vengono più spostati. Questo è il principio che deve essere garantito in Europa, niente giustifica i movimenti di truppe in Russia”, gli fa eco Scholz.
“Siamo pronti a negoziare: ma distinguiamo dalle richieste inaccettabili da quelle accettabili”, ribadisce, spiegando che “abbiamo bisogno della maggior diplomazia possibile, ma non bisogna essere ingenui”. Ossia: Vladimir Putin ricordi che “ogni ulteriore violazione dell’integrità territoriale dell’Ucraina avrò prezzi molto alti per la Russia, economici, politici e geostrategici”.
Il Cremlino sbaglierebbe a illudersi, è il mantra di Monaco: “L’Ue e la comunità transatlantica sono pienamente allineate”, ha detto di prima mattina la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: “Abbiamo risposto con una sola voce e un solo messaggio”.
lunedì 7 febbraio 2022
Sanremo: l’ironia dei paladini del politicamente corretto è più “tossica” di quella che dicono di combattere
Sanremo, il cortocircuito finale: avete mai notato quanto sia offensiva l'ironia dei social ambasciatori del politically correct? Una pioggia di appellativi come "drogati", "narcisisti", "maschi alfa tossici" sulle teste di chi ha l'ardire di presentarsi all'Ariston senza make up. Ma una delle principali battaglie di questi coraggiosi attivisti non si combatteva proprio verso il rispetto dell'altro e per l'abolizione di stupide etichette basate su aspetti meramente esteriori e superficiali? In teoria, sì. In pratica, l'impressione è che stiano solo creando nuove categorie (migliori?)
Sanremo come LOL: chi ride è fuori. Prendendo sardonicamente atto che le canzoni di questa edizione, anno del Signore 2022, non siano pervenute (su 25 brani in gara, se va bene ricorderemo giusto lo jodel di Mahmood), non ci resta che prestar fede alla tradizionale sbertucciata di massa di conduttori, (super) ospiti e artisti in gara. Dopo due anni di pandemia, uno direbbe, ce lo meriteremmo pure questo hobby ricreativo e nazionalpopolare. Invece. Invece, come chi nella vita ha scelto lo sciagurato mestiere dell’autore comico oramai ben sa, anche noi oggi saggiamo con mano il niet imposto dai trend sui social, dai disclaimer sui trigger di sensibilità, dal fatto che se uno porta gli occhiali, non è bello che tu glielo dica. Non sai come li vive, il trauma che (non) potrebbe celarsi dietro a quelle lenti bifocali. Questo si applica anche, naturalmente, a tematiche di maggiore impatto social(e) come l’orientamento sessuale, non sia mai il bodyshaming o la spossante prassi di stuprar parole con asterischi (su Instagram, c’è perfino chi ne piazza uno in “ob*sità” - provate a leggerlo così, ad alta voce, fidatevi - perché, nel multiverso in cui ci tocca vivere, fosse mai una condizione clinica, no no, magari qualcuno s’offende). Di base, ci accolliamo tutto, sperando che passi presto. Come un temporale estivo (o le cinque serate di Sanremo una volta l’anno e via la paura). Eppure, dell’ironia si deve pur fare. Soprattutto su un carrozzone come la kermesse festivaliera. E allora come porsi? Vediamo nel dettaglio il sublime e strategico sarcasmo dei paladini del politically correct, quelli che rinuncerebbero perfino a qualche manciata di K (follower, beninteso) pur di non (rischiare di) offendere qualcuno. Andiamo a scoprire come procede il loro #laughwashing. Perché preparatevi: qui ridiamo noi.
Ecco, sono lontani i tempi delle meravigliose vignette satiriche di Spinoza (che resistono, per fortuna), quelle in cui a ogni cantante in gara a Sanremo veniva assegnata un’immagine (più descrizione). Solo pochi anni fa, ai tre piccoli tenorin de Il Volo (poi vincitori di quell’edizione) fu assegnata la cartina politica di Ustica. Ma non si scherza su queste cose, ci sono morte delle persone, e se fosse capitato a tua cugina di terzo grado da parte di trisavola, eh, rideresti? Ci si stringe il cuore ad ammettere che sì, quell’associazione era diabolicamente perfetta. Oggi, invece, è tutto bello, top, super fliud, pure le stecche, pare, “normalizzano” (parola orrenda!) il brutto canto all’italiana facendoci sentire meno stronzi quando stoniamo Single Ladies sotto la doccia. Grazie, artisti dalle corde vocali tremule. Pensiero ben gentile, non dovevate. Nemmeno da parte dei nostri timpani. Ma non si può dire ché mica si può offendere così “qualcuno che non conosci”, asserendo qualcosa di orribile: il vero. E allora come uscire da questo impasse?
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CULTURE
Sanremo: l’ironia dei paladini del politicamente corretto è più “tossica” di quella che dicono di combattere
5 febbraio 2022
Sanremo, il cortocircuito finale: avete mai notato quanto sia offensiva l'ironia dei social ambasciatori del politically correct? Una pioggia di appellativi come "drogati", "narcisisti", "maschi alfa tossici" sulle teste di chi ha l'ardire di presentarsi all'Ariston senza make up. Ma una delle principali battaglie di questi coraggiosi attivisti non si combatteva proprio verso il rispetto dell'altro e per l'abolizione di stupide etichette basate su aspetti meramente esteriori e superficiali? In teoria, sì. In pratica, l'impressione è che stiano solo creando nuove categorie (migliori?)
di Grazia SambrunaGrazia Sambruna
S
anremo come LOL: chi ride è fuori. Prendendo sardonicamente atto che le canzoni di questa edizione, anno del Signore 2022, non siano pervenute (su 25 brani in gara, se va bene ricorderemo giusto lo jodel di Mahmood), non ci resta che prestar fede alla tradizionale sbertucciata di massa di conduttori, (super) ospiti e artisti in gara. Dopo due anni di pandemia, uno direbbe, ce lo meriteremmo pure questo hobby ricreativo e nazionalpopolare. Invece. Invece, come chi nella vita ha scelto lo sciagurato mestiere dell’autore comico oramai ben sa, anche noi oggi saggiamo con mano il niet imposto dai trend sui social, dai disclaimer sui trigger di sensibilità, dal fatto che se uno porta gli occhiali, non è bello che tu glielo dica. Non sai come li vive, il trauma che (non) potrebbe celarsi dietro a quelle lenti bifocali. Questo si applica anche, naturalmente, a tematiche di maggiore impatto social(e) come l’orientamento sessuale, non sia mai il bodyshaming o la spossante prassi di stuprar parole con asterischi (su Instagram, c’è perfino chi ne piazza uno in “ob*sità” - provate a leggerlo così, ad alta voce, fidatevi - perché, nel multiverso in cui ci tocca vivere, fosse mai una condizione clinica, no no, magari qualcuno s’offende). Di base, ci accolliamo tutto, sperando che passi presto. Come un temporale estivo (o le cinque serate di Sanremo una volta l’anno e via la paura). Eppure, dell’ironia si deve pur fare. Soprattutto su un carrozzone come la kermesse festivaliera. E allora come porsi? Vediamo nel dettaglio il sublime e strategico sarcasmo dei paladini del politically correct, quelli che rinuncerebbero perfino a qualche manciata di K (follower, beninteso) pur di non (rischiare di) offendere qualcuno. Andiamo a scoprire come procede il loro #laughwashing. Perché preparatevi: qui ridiamo noi.
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Ecco, sono lontani i tempi delle meravigliose vignette satiriche di Spinoza (che resistono, per fortuna), quelle in cui a ogni cantante in gara a Sanremo veniva assegnata un’immagine (più descrizione). Solo pochi anni fa, ai tre piccoli tenorin de Il Volo (poi vincitori di quell’edizione) fu assegnata la cartina politica di Ustica. Ma non si scherza su queste cose, ci sono morte delle persone, e se fosse capitato a tua cugina di terzo grado da parte di trisavola, eh, rideresti? Ci si stringe il cuore ad ammettere che sì, quell’associazione era diabolicamente perfetta. Oggi, invece, è tutto bello, top, super fliud, pure le stecche, pare, “normalizzano” (parola orrenda!) il brutto canto all’italiana facendoci sentire meno stronzi quando stoniamo Single Ladies sotto la doccia. Grazie, artisti dalle corde vocali tremule. Pensiero ben gentile, non dovevate. Nemmeno da parte dei nostri timpani. Ma non si può dire ché mica si può offendere così “qualcuno che non conosci”, asserendo qualcosa di orribile: il vero. E allora come uscire da questo impasse?
Semplicissimo: c’è pur sempre la droga. Spieghiamo meglio: gli artisti in gara a Sanremo vengono tuttora sarcasticamente suddivisi in categorie bizzarre, nate dal conio della fantasia dei telespettatori (e arguti social media manager di pagine da centinaia di migliaia di views). Su una di queste, presa a campione, leggiamo la seguente descrizione di una band in concorso all’Ariston: “Ora tocca a Le Vibrazioni: vabbè, i soliti tossici”. E giù a ridere. Di cosa, di grazia? A parte il fatto che il frontman del gruppo ha raccontato, più di una volta e anche in un libro, di aver sofferto di dipendenze pesanti (da eroina, cocaina, non certo dai fiori di Bach) e in molte interviste tuttora parla dell’argomento come di una battaglia che deve allenarsi a combattere giorno per giorno: per i suoi figli, la famiglia, la musica ecc. Visto che “sensibilizzare” è il trend del momento (tanto che una conduttrice di colore si dimentica di fare il suo lavoro durante l’evento più importante dell’anno, solo per ricordarci la pigmentazione della sua pelle. E infatti esclusivamente per questo, ora, ci ricorderemo di lei), viene da chiedersi quanta “sensibilità” e “rispetto” ci sia nel definire in questo modo “una persona che nemmeno conosci” e, insieme, gli altri componenti della band che potrebbero anche sentirsela di dire: “Come ti permetti, scusa?”. Il grasso, l’omosessualità, il patriarcato, il qualsiasicosawashing no, ma la droga è ufficialmente sdoganata come argomento super LOL? Chi l’ha deciso? Riteniamo che, in un mondo giusto - dunque non certo quello in cui viviamo -, debba esserci una minima di equilibrio: o si può scherzare su tutto senza ricevere teste di cavallo a domicilio, oppure su nulla. Perché alcune cose non sono meno gravi (o offensive) di altre solo perché ve lo dice un hashtag, bimbi.
Altro fenomeno parimenti curioso che abbiamo visto nascere, crescere e correre su Instagram (e non solo) in questa santa settimana festivaliera è la facilità con cui chiunque si presenti sul palco senza make up, fiorazzi alle maniche o almeno l’ombra di uno strass polvere di stelle, venga ingabbiato, per direttissima, nella spassosa categoria “Maschio alfa tossico” (o variazioni sul tema): qui troviamo, tra i pochi, Fabrizio Moro, Rkomi, Le Vibrazioni al completo e Giovanni Truppi, per esempio. Ma cosa significa “maschio alfa tossico”? Significa che i burloni del web, quelli del politicamente corretto, stanno dando a “persone che non conoscono” dei sessisti, maschilisti, patriarcali, possibilmente anche violenti e suprematisti, donna schiava cucina e chiava. Il tutto a partire da cosa? Dall’outfit, troppo nero, decisamente basic, niente lustrini o eyeliner sfumato, che mestizia. Non vi pare un filo poco basarsi su una giacchetta per definire una persona? Di più, per metterle un’etichetta (pure) offensiva? Non sono proprio questi i temi che, sulla carta, per quanto con diversi complementi oggetto, infiammano i più indefessi attivisti del politically correct? Eppure…
Eppure, le cose stanno così: il pubblico da casa annuisce, badando bene a non postare una risata sul dodecalogo di temi potenzialmente offensivi per la cugina leggermente in sovrappeso di qualcheduno, mentre sui social si schiaffano gli appellativi “tossici”, “drogati”, “tipici narcisisti” e così via - vi risparmiamo, per carità, i morbidissimi commenti su Gianluca Grignani pre e post esibizione in duetto con Irama al Festivàl -, e giù a ridere. Forse sarebbe il caso di fare i conti con un fatto: gli esseri umani sono, intrinsecamente, meschini. E ora buona finale di Sanremo a tutti, politicamente corretti e non. Che tanto, a ben vedere, alla stessa razza s’appartiene. E, con rispetto parlando, non è che sia 'sta gran bella razza. Adesso “normalizzate” questo. Lol.
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AMADEUS FESTIVAL RAI SANREMO 2022
domenica 6 febbraio 2022
Draghi fiuta il disastro. Il retroscena sul governo: ora cerca una via d’uscita da Palazzo Chigi
Caro direttore, the Day After. Irascibile, deluso, fisicamente provato: così appare SuperMario dopo che, da mesi, era convinto di aver preso la carrozza per il Quirinale. Ma Draghi è anche molto irritato con i suoi Grisù che, nelle ore più drammatiche delle votazioni per il Colle, gli hanno suggerito inutili telefonate melliflue ai leader dei partiti per autoproporsi. E poi il premier è pure risentito contro Sergio Mattarella, il quale lo aveva più volte illuso, così come l’intero Paese, sul proprio trasferimento ai giardinetti di Villa Ada. Peccato che nel frattempo tutto l’apparato del Colle, con spettacolare astuzia mediatica (saluti di commiato alle Cancellerie europee, visita di congedo al Papa, per non parlare degli "appelli spontanei" di vari artisti - Benigni in testa - fino alla fiction del trasloco), lavorava sotto traccia per la sua riconferma, senza destare alcun sospetto né in Draghi né nel suo entourage.
E ora Mattarella può riprendere addirittura il suo settennato, a partire dalla giustizia, come fosse la prima volta. SuperMario invece sa che deve trovare una via d’uscita, conscio che il suo "governo dei migliori" fa acqua da tutte le parti, che i piani operativi del Recovery plan sono ancora tutti in alto mare e che difficilmente, con l’aria che tira in Europa, riuscirà a far slittare le scadenze del Pnrr al 2030. E, visto che nessuno più di lui "fiuta" i trend della politica monetaria, sembra si sia dato un obiettivo: con lo spread che a marzo probabilmente volerà a 250 e con l’aumento del tasso d’inflazione - che, dopo le recenti uscite rigoriste della Fed e della Bce, metterà l’Italia nelle condizioni di non poter più pagare il suo debito -, Draghi troverà il modo, a causa delle persistenti liti tra i partiti del suo Esecutivo e del rischio di una manovra restrittiva da 50 miliardi, di chiamarsi fuori.
Meglio le elezioni per un vero chiarimento politico. E proprio perché il treno Italia sta deragliando, ha consigliato al suo modesto ministro dell’Economia Daniele Franco, "Alexa" per gli amici, di annullare la conferenza stampa con il collega tedesco Christian Lindner di passaggio a Roma. Un modo semplice per evitare domande imbarazzanti, come sulla decapitazione dell’Ad di Mps, Guido Bastianini, o su alcune spese del Governo, come i 50 milioni di euro stanziati dal ministro Giovannini, del Mit, per l’ennesimo studio di fattibilità del Ponte di Messina. O ancora, l’aumento della bolletta energetica che, come denuncia il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, rischia di far chiudere centinaia di aziende, con migliaia di posti di lavoro che saltano nell’indifferenza generale.
Pur rendendosi conto dell’inadeguatezza dei suoi ministri tecnici (Franco, Cingolani, Colao, Bianchi, Lamorgese e il solito Giovannini), il premier ha preso coscienza della sua debolezza e per ora non riuscirà neppure a fare un rimpasto, che pure auspicava; d’altronde, come diceva Andreotti, «se ne muovi solo uno, viene giù tutto», a meno che non riesca a fare come il "Divo", che si prese nel 1990 ben cinque interim in un colpo solo (Sergio Mattarella, Mino Martinazzoli, Riccardo Misasi, Calogero Mannino e Carlo Fracanzani).
La fibrillazione nei partiti si tocca con mano. Luigi Di Maio è ormai in uscita dai 5 Stelle, dove Conte ha comunque preso la leadership e si sta preparando a chiedere una nuova investitura agli iscritti, forte del fatto che sarà lui a compilare le liste, non acconsentirà alla deroga di più mandati ed è deciso a cancellare tutti quei parlamentari non in regola con i pagamenti, partendo dal recordman Daniele Del Grosso. A Di Maio, che rischia di perdere per strada anche la componente che fa capo a Sibilia e Liuzzi, non resta che trovare, come lui stesso dice, una nuova strada fuori dal Movimento, cercando di costruire un ipotetico catenaccio intorno a Draghi con cui è in ricambiata sintonia.
Ma se i Cinque Stelle sono in evaporazione, Forza Italia sta per esplodere, con la pattuglia di ministri (Gelmini, Carfagna, Brunetta) ininfluenti tanto nel partito come nel Governo. Da poche ore, riservatamente, alcuni parlamentari della Lombardia e del Veneto stanno iniziando a raccogliere le firme da inviare a Berlusconi per sfiduciare la "zarina salviniana" Licia Ronzulli dal suo incarico formale di coordinatrice dei rapporti con gli alleati e da quello informale di Catone sui media e sul centralino telefonico di Arcore, visto l’imbarazzante flop della vicenda Quirinale. Un vero cadeau diretto al Cavaliere il quale, digerita la conferma di Mattarella, spera presto nella nomina a senatore a vita. Sarebbe un bel finale che forse solo con Pier Ferdinando Casini come presidente della Repubblica avrebbe potuto essere portato a termine, anche perché gli uffici del Quirinale, tutti ringalluzziti ed eccitati dal bis, stanno già studiando i cavilli per escludere questa ipotesi. I gattopardi sanno bene cos’è il potere e se lo tengono stretto.
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