domenica 20 febbraio 2022
La Cina avverte la Russia: "Nessuno è al di sopra del diritto internazionale" + Crisi Ucraina, Zelensky: difenderemo Paese con o senza partner. G7: da Mosca sfida a mondo
https://www.agi.it/estero/news/2022-02-19/ucraina-cina-mosca-non-violi-legge-internazionale-15695051/amp
AGI - La Cina non vuole la guerra in Ucraina e in nome di “una soluzione pacifica che garantisca sicurezza e stabilità in Europa” chiede agli alleati occidentali di fare qualche passo verso la Russia sulla controversia intorno all’allargamento della Nato. Mentre a Mosca ricorda: “Nessuno è al di sopra del diritto internazionale”.
Per certi aspetti, quello del ministro degli Esteri cinese Wang Yi è stato l’intervento più sorprendente alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, sul cui palco centrale al Bayerischer Hof oggi si sono alternati il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, la vice presidente americana Kamala Harris, il premier britannico Boris Johnson e il capo di Stato ucraino, Volodymyr Zelensky.
“L’Ucraina deve essere un ponte che unisce Est e Ovest e non una linea di fronte per una competizione tra diverse potenze”, scandisce Wang Yi – in videocollegamento – e “nessun Paese, neanche una superpotenza, è al di sopra del diritto internazionale, né può sostituire le regole internazionali con le proprie”. Parole sorprendentemente chiare, da parte del capo della diplomazia di Xi Jinping, cui preme sottolineare che Pechino intende giocare “un ruolo costruttivo per la pace”.
I messaggi sono rivolti a tutte le parti in causa: da una parte, scandisce Wang, “anche le preoccupazioni della Russia devono essere rispettate”, e sarebbe necessario un “adattamento” della Nato. “Se ci sarà un allargamento dell’Alleanza atlantica ci sarà davvero garanzia della pace? È una domanda che i nostri amici in Europa si devono porre seriamente”, si chiede il ministro di Xi, facendo capire quale potrebbe essere il punto d’incontro del negoziato.
Dall’altra parte – questa volta il destinatario è Mosca - “il principio dell’inviolabilità dei confini vale per tutti i gli Stati che aderiscono alle Nazioni Unite, l’Ucraina non rappresenta un’eccezione”.
In un certo senso, Wang Yi ha proposto una sorta di road map: “Sia la Russia che gli europei e gli Usa si sono detti d’accordo che gli accordi di Minsk debbano essere la base per una soluzione: su questo bisogna ora concentrarsi”.
In altre parole: “Perché le parti non possono sedersi ad un tavolo, condurre colloqui dettagliati ed elaborare un piano per mettere in atto le intese di Minsk?”, scandisce Wang.
“Questo è quello che si dovrebbe fare, invece di aumentare le tensioni e provocare il panico. Ora tutti i Paesi dovrebbero assumersi responsabilità ed impegnarsi per una soluzione pacifica”.
Wang Yi, sia pure tra i sorrisi, non pare fare sconti al Cremlino: “La sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale di ciascun Paese devono essere protette e rispettate. Si tratta di una delle normi fondanti dei rapporti internazionali”. D’altronde, “si è tornati ad una mentalità da Guerra fredda”, ma è sbagliato riportare indietro le lancette della storia.
La chiave per superare i conflitti è il multilateralismo: “Per trasformare il mondo in un posto migliore, i Paesi devono lavorare insieme, in un clima fondata sulla cooperazione, non sulla competizione”, così ancora il ministro di Pechino, secondo il quale “bisogna lavorare mano nella mano”, mentre “la sicurezza di un Paese non deve avvenire a costo di un alto, così come non è accettabile che qualcuno formi dei blocchi militari”.
La questione, Wang Yi non se lo nasconde, ha anche il colore dei conti: dopo la pandemia “l’economia mondiale si sta riprendendo lentamente, e per avviarci verso un progresso sostenibile ci appelliamo a tutti i Paesi ad agire insieme”.
Aperture e avvertimenti dal palco di Monaco. Qui è il premier britannico Boris Johnson a chiedere alla Russia di “abbassare i toni prima che sia troppo tardi”. Mosca “non avrebbe assolutamente nulla da guadagnare da questa impresa catastrofica e avrebbe tutto da perdere, e se invaderà l’Ucraina sarò la distruzione di uno Stato democratico”, insiste BoJo. “Ecco perché dobbiamo stare saldamente insieme”.
Ma in caso di attacco, “le sanzioni devono essere il più dure possibile”. L’altro punto cruciale toccato dal premier britannico è proprio quello della Nato, che “non può rinunciare alla politica della porta aperta”, motivo per cui ha aperto le sue porte “a quattordici Stati dopo il 1999”.
D’altronde, è lo stesso Scholz a cercare di gettare acqua sul fuoco in tema Nato: Mosca, dice il cancelliere parlando al Bayrischer Hof, ha trasformato la questione di una possibile adesione dell’Ucraina alla Nato in un “casus belli”. Ebbene, “questo è un paradosso: non è in agenda nessuna decisione” sull’adesione o meno dell’Ucraina all’Alleanza atlantica, scandisce Scholz, pur insistendo che “non è negoziabile il diritto degli Stati a scegliere la loro alleanza”.
In effetti il vero messaggio che Monaco invia al signore del Cremlino non riguarda tanto l’adesione o meno di Kiev alla Nato – che parrebbe tutto sommato una questione affrontabile (ancora oggi il cancelliere ha ribadito che la Germania contribuirà in prima fila a sostenere “la stabilità finanziaria” dell’Ucraina), quanto la compattezza dell’Alleanza atlantica in questa crisi.
“Se Mosca vuole meno Nato ai suoi confini ne avrà di più. Se la Russia vuole spaccare la Nato, avrà una Nato ancora più unita”: difficile fraintendere le parole del segretario generale Jens Stoltenberg, qui a Monaco.
“Le guerre possono essere preservate solo se i confini non vengono più spostati. Questo è il principio che deve essere garantito in Europa, niente giustifica i movimenti di truppe in Russia”, gli fa eco Scholz.
“Siamo pronti a negoziare: ma distinguiamo dalle richieste inaccettabili da quelle accettabili”, ribadisce, spiegando che “abbiamo bisogno della maggior diplomazia possibile, ma non bisogna essere ingenui”. Ossia: Vladimir Putin ricordi che “ogni ulteriore violazione dell’integrità territoriale dell’Ucraina avrò prezzi molto alti per la Russia, economici, politici e geostrategici”.
Il Cremlino sbaglierebbe a illudersi, è il mantra di Monaco: “L’Ue e la comunità transatlantica sono pienamente allineate”, ha detto di prima mattina la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: “Abbiamo risposto con una sola voce e un solo messaggio”.
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#Putin uses Hitler's method. History goes back gentlemen, we have not learned at all. Nationalism, failed as its predecessor. Western countries must immediately make an alliance that will constitute one state. Tweet - #TheWesternAlliance
RispondiEliminaEcco la lettera di Lavrov ai parlamentari italiani: "Le azioni dell'Ue non resteranno senza risposta"
RispondiEliminaREDAZIONE 02 MAR 2022
Il ministro degli esteri russo ha fatto recapitare una missiva intimidatoria ai deputati della commissione Difesa. "Cittadini e strutture europee saranno ritenuti responsabili di qualsiasi conseguenza" delle armi inviate a Kyiv
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La maschera "pacifista" dell'Europa è caduta, ora che Bruxelles ha armato Kyiv contro Mosca: a rischio c'è l'integrità territoriale della Russia. È il mondo al contrario, la versione rovesciata della guerra in Ucraina raccontata dalla macchina della propaganda russa. E che martedì anche i parlamentari della commissione Difesa della Camera si sono ritrovati davanti, perché il ministro ministro degli esteri Sergey Lavrov ha fatto recapitare loro una lettera tramite l'ambasciatore russo in Italia che riscrive la storia.
"Le azioni dell'Unione europea non resteranno senza risposta. La Russia continuerà a perseguire i suoi interessi nazionali a prescindere dalle sanzioni e dalla loro minaccia", si legge. Ma i toni intimidatori non finiscono qui: "I cittadini e le strutture della Ue coinvolti nella fornitura di armi letali e di carburante e lubrificanti alle Forze Armate Ucraine saranno ritenuti responsabili di qualsiasi conseguenza di tali azioni nel contesto dell'operazione speciale militare in corso".
“I soldati russi violentano le donne ucraine. Sappiamo che avviene, lo raccontano sottovoce tanti tra coloro che scappano dalle zone occupate. È un problema grave, ancora non capiamo quanto sia diffuso. Ma siamo già a conoscenza di casi specifici”, racconta Sapozhko, come riportato dal Corriere della Sera.
RispondiEliminaContinuano e peggiorano ulteriormente le #nefandezze, le #crudeltà e i #crimini di #guerra dell'#armata #Rossa di #Putin in #UCRAINA 🇺🇦🇺🇦🇺🇦🌿☮️🕊️😭😭😭 anche ai danni e sulle #donne #ucraine ➡️➡️➡️ https://www.huffingtonpost.it/esteri/2022/03/20/news/soldati_stuprano_impiccano-8998679/
Chiediamo ai #russi di licenziare o mandare a casa #Putin, che sta conducendo una #guerra di #invasione e #occupazione #militare di uno #stato #sovrano l'#UCRAINA, in cui sta seminando #scompiglio, #distruzione, #morte e #dolore su #civili #indifesi e #bambini che #muoiono #innocentemente! #Putingohome #stopwar #stopcrimesofwar #stopkillingucrainianschildren #StopinvasionUkraine
Призываем россиян уволить Путина, который ведет войну вторжения и военной оккупации суверенного государства, в которой он сеет хаос, разрушения, смерть и боль беззащитным мирным жителям и невинно умирающим детям!
We call on the Russians to fire Putin, who is waging a war of invasion and military occupation of a sovereign state in which he is wreaking havoc, destruction, death and pain on defenseless civilians and innocently dying children!
Il #Patriarca di #Mosca #kirill, oltre ad #approvare e #GIUSTIFICARE la #guerra di #invasione #VladimirPutin, ( né #CRISTO, nessun #vangelo e nessun #vero #cristiano approva e giustifica la guerra, considerata #espressione tipica, #vanto e #manifestazione autentica dell'#Anticristo) non vede e non vuole vedere gli #orrori della #follia #omicida e #distruttiva dei #soldati #russi di Putin, al quale si è sottomesso ed ha sottomessa anche la #Chiesa #ortodossa di #Mosca, sposandola sacrilegamente e imperdonabilmente a #Satana e allontanandola da Dio Padre Santo, Onnipotente e Misericordioso !!! @patriarchkirill @mospat_official @metropolitanhilarion @russian__government @federation_russian
Ecco come la #televisione pubblica #russa e la #stampa di #Putin raccontano, mentendo ai #russi, l'#invasione, i #morti inermi e le #distruzioni indicibili in #UCRAINA, addebitando le colpe di questa #guerra di #occupazione ingiustificabile agli #ucraini : La #menzogna di #Mosca regna sovrana ▶️▶️https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/zonabianca/propaganda-di-guerra-una-giornata-davanti-alla-tv-russa_F311546901012C16
RispondiElimina👏👏👏✌️✌️✌️✌️✌️✌️▶️▶️▶️ @zelenskiy_official @ukraine_ua_official @ukrainsolders @ukrainesoldiersupdate @ukrainegovernment @ukrainepeopleunit @ukrainian_armedforces >>>>A large group of pacifist European citizens write to Ukrainian President Zelensky, the brave and heroic Ukrainian people and very strong and heroic Ukrainian soldiers, as follows: We invite and encourage you to continue fighting for the defense of your glorious Ukrainian homeland and for restore Ukraine's territorial integrity with Crimea and Donbass. In the peace negotiations, Crimea and Donbass must absolutely not be granted to Russia, because these provinces are Ukrainian territory, which international law has always recognized to Ukraine with various UN resolutions. In the 21st century, violent assaults and invasions against sovereign states by arrogant states unaware of international law are no longer tolerable. In today's world, the law of the beefier is unacceptable.
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