domenica 30 gennaio 2022

#Quirinale2022>>> Letta: silente e bloccato dai problemi interni. Praticamente metà partito voleva Draghi e metà voleva Casini, più una piccola parte che voleva Amato. Ha detto di NO a tutte le altre proposte fatte.

🟢🔵 La mia analisi del giorno dopo 🔵🟢 Per eleggere il presidente servivano 505 voti. Nella più ampia configurazione possibile (vedi foto) il centrodestra “compatto” poteva contare su 459 voti (454 in realtà, ma cambia poco). Per farcela era necessario ovviamente lasciar scorrere le prime tre votazioni in cui serviva una maggioranza qualificata di 673 voti. Dopo non poche difficoltà nell’individuare il candidato migliore della coalizione il risultato è stato che la Casellati si è fermata a 382. È stata affossata da un corrente di Forza Italia e dai centristi di Toti. Ne mancavano 123, missione impossibile a questo punto. Quando non puoi più vincere, punti al pareggio. Vediamo quali erano gli obiettivi dei singoli e cosa hanno fatto: 🟢 Salvini: ha provato ad eleggere un candidato di area centrodestra o quantomeno super partes. Non ha volutamente proposto alcun nome targato Lega e si è speso per la coalizione, forse troppo, cercando di fare le nozze coi fichi secchi ma erano pochi ed alcuni anche avariati. Alla fine avrebbe accettato la Belloni proposta da Letta e Conte, ma l’hanno ritirata per la contrarietà di una parte del PD, di Renzi e di LEU. A quel punto, bocciata anche la Cartabia, sceglie di votare Mattarella (che non avrebbe mai accettato senza il consenso di tutti i partiti della maggioranza) quando ha capito che CSX e Forza Italia stavano per eleggere Casini. 🔴 Letta: silente e bloccato dai problemi interni. Praticamente metà partito voleva Draghi e metà voleva Casini, più una piccola parte che voleva Amato. Ha detto di NO a tutte le altre proposte fatte. ⚫️ Meloni: unico interesse andare subito ad elezioni per monetizzare i voti attuali. Ha fatto di tutto per distinguersi dal resto della coalizione. Nell’ordine: si è inutilmente intestata Nordio nella rosa dei tre nomi, bruciandolo in un amen. Quando il cdx ha deciso di votare scheda bianca, lei ha votato Crosetto e si è fatta dare 50 voti dall’area dei 5S più ostile a Salvini. Il suo presidente ideale era Draghi, l’unico con cui poteva sperare in una crisi da ingovernabilità che avrebbe potuto portare ad elezioni prima del 2023. 🔵 Tajani con mezza Forza Italia: Leale e coerente con Salvini. Nulla da dire se non che non è riuscito a tenere uniti i suoi, ma non essendo “l’unto del Signore” i miracoli non li può fare. ⚪️ L’altra mezza Forza Italia e “alleati” centristi (Toti e compagnia cantante): vogliono creare la “nuova DC” con Renzi e Calenda. Mettere una legge elettorale proporzionale per rendere ininfluenti Lega e FdI, per poi governare col centrosinistra. Hanno puntato tutto su Casini, gli è andata male ma sono stati vicinissimi al risultato. 🟡 5stelle: obiettivo principale, forse unico, evitare Draghi e la possibile conseguente fine anticipata della legislatura. Conte, seppur azzoppato dalla miriade di correnti interne, onestamente qualche tentativo di dialogo con Salvini l’ha fatto, ma è sempre stato richiamato all’ordine da Letta. ⁉️ In questo quadro i veti incrociati avrebbero mantenuto lo stallo ben oltre il record del 23esimo scrutinio. Il paese in questa crisi, ormai quella economica ha sopravanzato addirittura quella sanitaria, non si poteva permettere di aspettare all’infinito. Già dopo i primi tre giorni di voto c’era insofferenza diffusa. (Quelli che “sfaticati…quanto ci vuole ad eleggere un presidente?!?” sono però gli stessi che oggi dicono “dovevate insistere ad oltranza, che delusione!!!” vabbè). 🏁 Alla fine con la scelta di Mattarella non vince nessuno e perdono un po’ tutti. Probabilmente l’unico aspetto positivo è che ora c’è la consapevolezza che bisogna cambiare questa modalità di elezione inefficace ed antiquata. Farlo eleggere direttamente dagli elettori, a mio personale avviso, potrebbe essere la strada da seguire. Nota Finale: Se hai avuto la pazienza di leggere fino a qui mi farebbe piacere un tuo commento, nessuno verrà cancellato (a meno che sia estremamente offensivo, oltre la decenza umanamente tollerabile). Sentiti libero di scrivere pure “vergogna”, “buffoni” e “pagliacci” però per favore aggiungi anche quale sarebbe stata la tua soluzione “praticabile”. P.S.: ⚪️🟢⚪️ Umberto Bossi: eroico. Non servono altre parole. Ha avuto attestati, forse tardivi, di stima ed affetto da tutti.

Mezz'ora in più, Paolo Mieli inchioda Enrico Letta su Elisabetta Belloni: "Molto strano". Il leader Pd balbetta: si capisce tutto. Il pasticciaccio del PD.

C'è una stranezza per Paolo Mieli. Ospite di Mezz'ora in più, il programma in onda su Rai 3 e condotto da Lucia Annunziata, il giornalista chiede chiarimenti a Enrico Letta. È infatti di queste ore la notizia che a proporre Elisabetta Belloni per il Quirinale sia stato proprio il Pd. Lo stesso partito che ha poi deciso di far naufragare la candidatura. "Ma io chiedo, nessuno ha avvertito questa donna? È strano tutto questo", incalza Mieli il segretario dem. Mezz'ora in più, Paolo Mieli inchioda Enrico Letta su Elisabetta Belloni: "Molto strano". Il leader Pd balbetta: si capisce tutto. Mezz'ora in Più @Mezzorainpiu Belloni, a capo dei servizi segreti, era stata avvertita di una possibile indicazione come presidente della Repubblica? "Nome era sui giornali, ma di lei e degli altri avevamo solo iniziato a parlare" @EnricoLetta #mezzorainpiu #Quirinale22 E la risposta lascia ancora più perplessi: "È la prima volta che a quell'ora, alle 18/18.30, finalmente dopo giorni ci siamo incrociati in una stanza dicendoci come volevamo andare avanti". "Ma il nome era già uscito, era pure sui giornali", controbatte a tempo record la firma del Corriere della Sera mentre Letta tenta di arrampicarsi sugli specchi: "Eh, era uscito sui giornali e non sarà stato un ragionamento concreto". E ancora: "Su tutti quei nomi che abbiamo fatto, visto che io sono sempre stato disponibile a fare un passo avanti, ero disposto a verificare con i gruppi parlamentari". Sarà, però il nome della Belloni è stato fermato proprio dal Pd dopo che il Movimento 5 Stelle e la Lega si erano esposti. A confermarlo, oltre che un retroscena del Corriere della Sera, Matteo Salvini: "Mi è stata proposta da Pd e M5s. Quando sono andato nell’ufficio di Conte mi sono stati fatti cinque nomi, dopo aver parlato con gli alleati sono tornato dicendo che uno aveva il sostegno della Lega perché aveva tutto per essere un ottimo presidente, credibile e super partes". Ossia la direttrice generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. Eppure nonostante le evidenze Letta tira dritto e rifiuta di essere additato come il responsabile di una candidatura promettente, ma naufragata. Qualche anima semplice potrebbe chiedersi se ne sia valsa la pena. Il sistema politico e istituzionale italiano si è come bloccato per più di un mese e alla fine, dopo tanto indaffararsi e tante parole al vento, si è ritornati alla casella di partenza. Tanto rumor per nulla... In verità, non è proprio così e questo mese non è passato invano: ci ha dato molti indizi per capire meglio la crisi di sistema in cui siamo piombati e, in prospettiva, qualche indicazione per uscirne prima o poi. E la soluzione trovata, imposta e quasi "estorta" a un recalcitrante Mattarella, darà al capo dello Stato, sempre nell'alveo del dettato costituzionale, qualche arma in più per accompagnare il sistema verso nuovi e più adeguati assetti politico-istituzionali. E soprattutto per far sì che le tanto annunciate riforme passino finalmente dalla potenza all'atto. I partiti, che per quanto sbilenchi e in crisi continuano ad essere i rappresentanti della "sovranità popolare", non hanno infatti semplicemente chiesto all'inquilino del Quirinale di restare al suo posto per un altro settennato. Gli hanno chiesto nuove e sottintese responsabilità: non è a cuor leggero, infatti, che in una democrazia si allunga così tanto una carica già di per sé non breve. È una legittimazione forte quella che Mattarella ha ottenuto e che ora deve far valere: non solo il riconoscimento di essere l'asse di equilibrio di un sistema fragile e diviso, ma quasi un invito a continuare quel lavoro iniziato una domenica di febbraio dell'anno scorso. Fu giusto un anno fa, infatti, che, di fronte a un'altra impasse del sistema, il Capo dello Stato fece un appello a tutti i partiti e si "inventò" la soluzione Draghi. Da allora di strada ne è stata fatta tanta, pur fra innegabili (inevitabili e direi anche proficue) conflittualità fra partiti tanto diversi fra loro. E si può dire che l'Italia si sia rimessa in carreggiata. Aver pensato però che quel lavoro, in alcuni punti solo abbozzato, possa ora procedere per forza inerziale, quasi come se alla guida ci possa essere un "pilota automatico", è stato un errore o un'ingenuità da parte dell'attuale premier. Altre parole, forse, dovevano essere usate in quella conferenza stampa prenatalizia in cui non ha nascosto l'ambizione (legittima) di succedere a chi lo ha chiamato a Palazzo Chigi un anno fa. Non era il momento per questo "trasloco", come in molti avrebbero voluto, a cominciare da Enrico Letta, né per esperimenti politici diversi. CONGELARE TUTTO Il fatto è che, se muovi oggi una pedina, il rischio concreto è che venga giù tutto l’edificio. È risultato altresì evidente in questi giorni che, senza la sponda di Mattarella, Draghi difficilmente avrebbe potuto continuare il suo lavoro: simul stabunt simul cadent. Congelare tutto è risultato perciò a un certo punto inevitabile, in un’ottica almeno di interesse nazionale. Lo si è capito dopo una settimana in cui altri equilibri sono stati cercati, certamente più consoni a una normale dialettica democratica. Il fatto che si siano consumati uno dopo l’altro dimostra, anche da questo punto di vista, che il tempo della “normalità” non è ancora arrivato. Dobbiamo farcene una ragione senza però arrenderci. Va dato atto a Matteo Salvini di aver tratto queste conclusioni rapidamente dopo che, non per colpa sua, aveva girato a vuoto per giorni interi. Il leader della Lega non si è dato pace in questo frangente: si è mosso freneticamente alla ricerca di una soluzione che rimettesse al centro la politica e, nello stesso tempo, garantisse le istituzioni. Le ha tentate tutte: dalla proposta di una rosa di centrodestra di nomi di spessore e “alto profilo”alla pista di “tecnici”autorevoli e riconosciuti. Di fronte alla opposizione pregiudiziale della sinistra, e in particolare del Pd, ha persino tentato (legittimamente come mostra la storia repubblicana) una soluzione di parte ma lo ha fatto scegliendo un nome di assoluta garanzia istituzionale: la Casellati è nientemeno che la seconda carica dello Stato e l’aria di sufficienza con cui la sinistra ha accolto la sua candidatura è stata nel suo caso assolutamente fuori luogo. Fallito anche questo tentativo, Salvini si è trovato di fronte a una non facile alternativa: o tener duro e salvare l’unità del centrodestra con una Giorgia Meloni tutta protesa verso le elezioni anticipate, ma con il rischio di mandare all’aria il governo, la stabilità e la ripresa del Paese in corso; oppure mostrare quel senso istituzionale che gli avversari non hanno e favorire la rielezione di Mattarella per il bene dell’Italia. La quale ha necessità di continuare sulla via delle riforme,anzi di radicalizzarle: da una riforma vera della giustizia a una riforma dello Stato e della legge elettorale solo un governo forte, garantito da un Capo dello Stato altrettanto forte, può vincere resistenze e sfondare i muri della conservazione, dare garanzie. Da oggi Mattarella ha tutta la legittimazione e l’autorevolezza per agire in questa direzione. Il Mattarella bis non potrà e non dovrà essere un normale e tranquillo settennato presidenziale.

sabato 29 gennaio 2022

GLI ITALIANI VOTANO A DESTRA E SI RITROVANO TRE PRESIDENTI DI SINISTRA: LA RIVOLTA È UN DOVERE

La maggioranza degli italiani vota partiti che vogliono il cambiamento, e si ritrova con la più oscena e sfacciata restaurazione. La legislatura che era iniziata con i populisti al governo finisce con Mattarella al Quirinale, Draghi a Palazzo Chigi e Amato a presiedere la Consulta. Il popolo italiano è a maggioranza di destra, ma non può esprimere non solo il governo, nessun potere dello Stato. E’ chiaramente uno Stato illegittimo perché non rappresenta la volontà popolare. Il governo è abusivo, sia perché guidato da un premier non eletto, sia perché nato grazie ad un rovesciamento della volontà dei cittadini-elettori. Un governo che sta portando avanti la destrutturazione etnica dell’Italia importando clandestini e uccidendo italiani. Ne sono morti più di centocinquantamila perché hanno tagliato la sanità e sperperato soldi nell’accoglienza dei clandestini. E ora, vogliono compiere il passo successivo, renderci come mandrie marchiate: Senza alcun mandato politico, hanno aperto i porti alle Ong. I porti, secondo il bizzarro accordo di Malta dovevano ruotare, stanno ‘ruotando’ solo quelli italiani. In nessuna democrazia compiuta questo potrebbe accadere. Ma, ormai, è tutto il Sistema ad essere sostanzialmente illegale. Al Quirinale c’è un presidente della Repubblica nominato da un Parlamento giudicato incostituzionale dalla stessa Corte della quale faceva parte l’attuale PdR Mattarella. Quella Corte che, mentre lo giudicava tale, ne ha permesso la sopravvivenza: e, caso strano, uno di loro è finito al Colle. Riconfermato ora da un altro Parlamento che non rappresenta la volontà popolare, solo perché gli attuali parlamentari sanno che non saranno mai più rieletti: hanno votato per il loro stipendio, non per altro. Non è un semplice voto di scambio: è un colpo di Stato. Dal PdR fino all’ultimo dei parlamentari, la classe politica al potere è tutta illegittima. E’ tutta illegale. Ogni decisione di questo governo, avallata da questo Parlamento, è illegale e non va rispettata. Abbiamo ogni diritto di ribellarci nei confronti di un ordinamento ingiusto. Perché se è vero che ogni persona soggetta a un ordinamento giuridico e il cittadino è soggetto all’obbligo politico, cioè al dovere fondamentale di obbedire alle leggi, questo obbligo è annullato dal diritto di resistenza.E all’esistenza. Questo regime mette a rischio l’esistenza stessa del popolo italiano. La filosofia individua tre condizioni sine qua non perché la disobbedienza alle leggi sia lecita: -ingiuste (non corrispondente a principi di giustizia) -illegittime (emanata da chi non abbia il potere legittimo) -invalide (contraria alla Costituzione vigente) Le leggi emanate dal Parlamento attuale rispondono, almeno, a due di questi requisiti. Resistere alle leggi di Conte e soci è un diritto. Anzi: è un dovere di ogni Patriota. Ognuno di noi, con i suoi messi, deve lavorare perché questi servi di regimi stranieri vengano spazzati via. Sic semper tyrannis.

martedì 25 gennaio 2022

Letta e la sinistra vogliono un presidente della Repubblica super partes, adesso che non hanno i numeri. Ma gli ultimi due presidenti della Repubblica erano entrambi del PD, quindi non super partes. Allora a sinistra c'è qualcosa che non va e non convince🤔🤔🤔❓❗❗❓🤬🤔😠🤦

Quirinale, quando la sinistra impose i suoi presidenti 24 Gennaio 2022 - 15:47 La prima elezione di Napolitano e il tentativo di spedire Prodi al Colle dimostrano quanto la sinistra non abbia mai cercato una reale convergenza col centrodestra. E anche il caso Mattarella lo conferma Avatar di Francesco Curridori Francesco Curridori 3 Quirinale, quando la sinistra impose i suoi presidenti Il prossimo presidente della Repubblica? “Deve essere condiviso e super partes” è stato l'imperativo categorico della sinistra giallorossa di questi ultimi giorni. Un imperativo che nasconde due caratteristiche essenziali del nuovo Capo dello Stato: 'super partes' significa 'di sinistra', mentre 'condiviso' significa scelto 'dalla sinistra'. A dirlo sono i precedenti. Nella Seconda Repubblica il centrosinistra ha sempre avuto i numeri per indicare il candidato ma, fatta eccezione per il 1999 quando Carlo Azeglio Ciampi fu eletto al primo turno, non vi è mai stata una reale condivisione col centrodestra nella scelta del nuovo inquilino del Quirinale. Nel 2006, infatti, dopo un iniziale tentativo di Massimo D'Alema di salire al Colle, la sinistra impose il nome di Giorgio Napolitano, nonostante le dichiarazioni dei leader dell'epoca lasciassero pensare che fosse possibile giungere a una scelta condivisa. "Mi pare evidente che il metodo che dobbiamo seguire è quello che abbiamo seguito con Cossiga prima e con Ciampi dopo. Verifichiamo la possibilità di una candidatura di larga convergenza democratica che consenta di avere un presidente della Repubblica con un consenso larghissimo, accentuando così quel suo profilo di rappresentante dell'unità del paese e garante della stabilità delle istituzioni”, dichiarò a Repubblica l'allora segretario dei Ds Piero Fassino. Un ragionamento simile fu fatto anche da Massimo D'Alema che, al Corriere della Sera, disse: “Qui dobbiamo cercare il massimo di convergenza possibile”. Ovviamente l'ex premier sperava che tale convergenza lo portasse al Colle, ma non fu la ritrosia del centrodestra a sbarrargli la strada bensì le divisioni all'interno del suo stesso partito. Alla quarta votazione fu eletto Giorgio Napolitano senza i voti del centrodestra proprio perché l'ex presidente della Camera non era certamente una figura super partes. Nella Prima Repubblica era stato il dirigente del Pci che intratteneva i rapporti con Mosca, mentre nella Seconda aveva promosso, insieme a Livio Turco, una riforma dell'immigrazione che avrebbe di fatto spalancato le porte del nostro Paese ai migranti di ogni provenienza. Nel 2013 la scelta del nuovo Capo di Stato cadde a pochi giorni dalle elezioni Politiche che avevano sancito l'exploit del M5S e paralizzato il Parlamento. Un accordo di governo tra centrodestra e centrosinistra, accertata l'indisponibilità dei grillini a dialogare col Pd, era dunque inevitabile. Pier Luigi Bersani inizialmente propose Franco Marini che fu accettato dal centrodestra, ma impallinato da Matteo Renzi (e non solo). L'allora segretario del Pd, trovatosi in grandissima difficoltà, per uscire rapidamente dal pantano, nel corso di una direzione del partito propose Romano Prodi. "C'è un solo candidato, per noi, al Quirinale, vi propongo di votarlo”, disse ricevendo l'unanimità del consenso dei presenti. Com'è noto, poi, arrivò la bocciatura per mano dei 101 franchi tiratori. A distanza di tanti anni, però, non colpisce tanto il tradimento dei parlamentari Pd quanto la sfrontatezza di chi riteneva di poter far passare l'ex leader dell'Ulivo come un uomo non divisivo. Parliamo di Rosy Bindi che all'epoca ebbe l'ardire di affermare:"Io inviterei il Pdl a riflettere su questo: se c'è una possibilità di dialogo istituzionale vero in questo Paese, questa può cominciare proprio con Romano Prodi alla presidenza della Repubblica". La bugia era talmente grossa da rendere inevitabile il niet da parte del centrodestra e così si arrivò alla rielezione di Napolitano. Anche nel 2015, come ha ricordato anche il direttore Augusto Minzolini in un suo editoriale, il Pd ruppe ogni possibilità di dialogo imponendo il nome di Sergio Mattarella che, infatti, fu eletto senza l'appoggio del centrodestra. Tre esempi concreti che dimostrano come il centrosinistra oggi predichi bene, ma nel recente passato abbia razzolato malissimo...

martedì 11 gennaio 2022

A BREVE, L'ITALIA e GLI ITALIANI NON SARANNO PIÙ IN GRADO DI CONTROLLARE L'IMMIGRAZIONE INCONTROLLATA E SELVAGGIA🤔🤔😭😭😢 PERCHÉ LEGGETE E VISIONATE I LINK SOTTO !⬇️⬇️⬇️

Luigi deBonis de "L'InformazioneDeveEssereSempreOggettivaEveritiera.it"📝✍️⌨️🗒️🖊️✏️✒️📒📓📔📝📰🗞️📰🗞️📰🗞️📰🗞️🤔🤔🤔👍🤔📰🗞️ *:* *Forse dovremmo ridere😂🤣😅😂🤣😂, ridere tantissimo* 😂😄😁🤣 😹😹😹🤣🤣🤣🤣😹😂🤣😂😂 *oppure coscientemente, impotententemente e oggettivamente ci sarebbe da piangere, anche tantissimo, da riflettere🤔🤔🤔🤔😲🤐😟🤔🤔😳😲🤔, da chiedersi il perché di tutto questo e chi c'è dietro e ci guadagna su e in tutto questo?* ❗❓❓❓?❗❓😭😭😭😭😭😭😭🤔🤔🤔🤔🤔🤔 *Vi proponiamo di seguito alcuni filmati/servizi giornalistici davvero molto, molto* *interessanti* ,>>> ((((su cui NON si può fare finta di niente per la gravità e assurdità dei fatti gravissimi narrati e documentati, rispetto ai quali il pensiero UNICO e dominante del politically correct dei radical chic, del globalismo, falso buonismo e pseudo filantropismo ideologico minimizza, sfugge o ne nega l'esistenza e, se proprio deve discuterne, ne parla dicendo che questi temi/questioni/problemi NON esistono oppure sono marginali, irrilevanti e assolutamente NON preoccupanti)))) <<< *e altrettanto importanti* su alcuni temi e QUESTIONI, che davvero rischiano di *distruggere* l'Italia e gli italiani, diventando un *punto di non ritorno,* che *rimpiangereno* . TUTTI QUANTI !!! **Aprite, cliccandoci sopra, guardate e commentate questi link /video che trattano i suddetti temi, questioni e problemi gravissimi !* !👍👍🤔🤔⬇️⬇️⬇️ https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/immigrati-quartieri-fuori-controllo-qui-e-partito-il-branco-di-capodanno_F311546601001C28 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/il-branco-di-capodanno-ecco-come-ci-hanno-aggredito_F311546601001C27 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/ladri-di-case-una-casa-cantoniera-occupata_F311546601001C24 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/ladri-di-case-anche-se-sono-vuote-non-si-puo-rientrare_F311546601001C23 Ladri di case - La vigilessa occupatrice https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/ladri-di-case-la-vigilessa-occupatrice_F311546601001C21 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/ladri-di-case-il-barbiere-abusivo-che-fa-la-bella-vita_F311546601001C20 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/ladri-di-case-labusivo-non-paga-mi-incateno-per-disperazione_F311546601001C19 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/ladri-di-case-fuori-controllo-non-pagano-e-aggrediscono_F311546601001C18 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/ladri-di-case-labusivo-con-la-pistola-non-paga-e-aggredisce_F311546601001C17 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/ladri-di-case-il-signor-renzo-vive-ancora-sul-terrazzo_F311546601001C16 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/ladri-di-case-per-colpa-di-un-abusivo-vivo-ancora-sul-terrazzo_F311546601001C14 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/poche-regole-e-niente-chiusure-in-svezia-il-virus-non-fa-piu-paura_F311546601001C08 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/virus-sud-africa-dice-no-allemergenza-cosi-superiamo-omicron_F311546601001C07 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/virus-chi-ha-bloccato-le-cure-a-casa_F311546601001C06 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/virus-gismondo-gestione-incoerente-troppa-confusione_F311546601001C05 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/vaccini-reazioni-avverse-dopo-la-dose-non-abbandonateci_F311546601001C04 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/virus-affari-e-tangenti-sotto-accusa-luomo-degli-ospedali--in-puglia_F311546601001C03 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/caos-mascherine-torna-lobbligo-ma-sono-tutte-sicure_F311546601001C09 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/ladri-di-case-una-casa-cantoniera-occupata_F311546601001C24 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/quartarepubblica/violenze-di-capodanno-la-testimonianza-di-una-turista-tedesca_F311546301001C24 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/quartarepubblica/quando-il-violentatore-e-straniero-la-sinistra-tace_F311546301001C23 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/controcorrente/ecco-a-voi-il-molnupiravir_F311549301006C03 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/virus-ce-chi-dice-no-alle-nuove-regole_F311546601001C11 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/quartarepubblica/capodanno-violenze-sessuali-di-gruppo-a-milano_F311546301001C19 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/quartarepubblica/violenze-sessuali-a-milano-la-matrice-islamica_F311546301001C22 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/quartarepubblica/sono-stranieri-i-responsabili-delle-violenze-a-milano_F311546301001C25 https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/quartarepubblica/capodanno-violenze-a-milano_F311546301001C20

lunedì 10 gennaio 2022

"Per fortuna avevo i pantaloncini...". Il racconto della ragazza molestata da un gruppo di stranieri in Duomo 10 Gennaio 2022 - 22:48

_https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/quartarepubblica/capodanno-violenze-a-milano_F311546301001C20 Francesca Galici de il Giornale.it scrive : "Per fortuna avevo i pantaloncini...". Il racconto della ragazza molestata da un gruppo di stranieri in Duomo 10 Gennaio 2022 - 22:48 Una delle due studentesse molestate a Milano ha raccontato cos'ha vissuto in quei momenti, accerchiata dal branco di stranieri insieme all'amica Francesca Galici "Per fortuna avevo i pantaloncini...". Il racconto della ragazza molestata a Milano Ospite di Quarta Repubblica, una delle ragazze vittime delle molestie di capodanno ha raccontato la sua versione dei fatti, quello che ha vissuto in quegli attimi in piazza del Duomo. "Quando sono caduta a terra è stato tutto così veloce, ho pensato ‘mio Dio stanno per stuprarmi’. Vedevano che piangevo, li supplicavo di fermarsi ma non si fermavano, ridevano. Quelle mani erano così aggressive, con forza le infilavano tra le gambe. Non posso immaginare cosa sarebbe accaduto, se non avessimo avuto i pantaloncini", ha raccontato la ragazza. Le studentesse tedesche erano arrivate a Milano il 31 dicembre per festeggiare il capodanno ma quella che nelle loro intenzioni sarebbe stata una festa, si è trasformato in un incubo. "Eravamo a Milano per due giorni io e la mia amica. Siamo venute dalla Germania per capodanno, abbiamo pensato di andare in piazza Duomo a vedere i festeggiamenti. C’erano tante persone, la musica, i fuochi d’artificio. Era prima di mezzanotte. A un certo punto, ci siamo trovate in mezzo alla folla e la mia amica mi ha detto 'qualcuno mi ha toccato'", ha detto la ragazza raggiunta telefonicamente. Poi ha aggiunto: "Abbiamo cercato di spostarci, ma poi qualcuno ha toccato anche a me, il sedere, e all’improvviso ci hanno spinto il mezzo il gruppo. Sono caduta a terra, hanno iniziato a toccarmi in tanti, tenendomi ferma. Mi hanno aperto la giacca, mi hanno alzato la gonna, hanno cominciato a mettere le dita tra le mie gambe. Grazie a Dio che per il freddo avevo messo dei pantaloncini sotto la gonna. Ricordo che giravo la testa velocemente e vedevo una mano, poi l’altra, così tante mani sul mio corpo, sul mio seno, tra le gambe, sul sedere. Non so quante mani avevo addosso, ma erano tante. Penso fossero 30 uomini, non lo so forse 50, non si fermavano e mi hanno strappato via il reggiseno e mi toccavano il seno. Ero nuda, ero nel panico, ho cercato di proteggere il mio corpo da tutte quelle mani". Alla specifica domanda su cosa dicessero e in che lingua parlassero, la ragazza ha detto: "Parlavano tra loro. Non ricordo bene, ma ho sentito che parlavano in arabo. Non so se tutti, ma sentivo una lingua araba. Non so come ho trovato la forza di alzarmi da terra. Solo alla fine, solo dopo almeno 10 minuti credo, siamo riuscite a scappare verso le transenne. È quella la parte che si vede nel video che è stato pubblicato, ma le cose peggiori erano accadute prima. Quando eravamo a terra in mezzo a quella folla, abbiamo sempre cercato di stare unite tenendoci la mano". In merito alla polemica sul presunto mancato intervento della polizia italiana, la ragazza tedesca ha dichiarato: "Abbiamo cercato di spiegare cosa era successo, ma nessuno parlava inglese. I poliziotti italiani non sono intervenuti. Quando ci siamo divincolate, abbiamo raggiunto le transenne, ci spingevano contro, c’erano almeno 5 poliziotti che vedevano. Non so perché non sono intervenuti, non so se hanno cosa stava succedendo, forse no". Quindi, la studentessa ha aggiunto: "Non potevano vederci quando eravamo a terra in mezzo al gruppo, ma poi quando eravamo alle transenne, sì. Chiedevano aiuto, urlavamo stavamo, guardando verso di loro: 'Aiutateci! Aiutateci!'. La cosa scioccante, quando siamo uscite dalla calca, è che ci hanno detto solo: 'Mettetevi la mascherina'. Noi stavamo piangendo, loro ci hanno detto solo questo: 'Mettetevi la mascherina'". La giornalista Valentina Furlanetto, il direttore del riformista Sansonetti ( giornalisti che simpatizzano per il PD e compagni e per la sinistra ) sono inascoltabili in trasmissione (Quarta Repubblica del 10 gennaio) quando minimizzano la gravità dell'accaduto, quando difendono spudoratamente questo #Branco #gang di trenta Stranieri di seconda generazione, quasi tutti magrebini e alcuni albanesi e rumeni, quando quasi giustificano il loro operato con la frase o disco rotto: lo fanno anche gli italiani e comunque si tratta semplicemente di uomini non giustificabili e non di stranieri, ponendo l'accento che ciò è NORMALE o comunque NON da destare eccessiva preoccupazione, dimenticando però, che questi fenomeni violenti, assai diffusi, (((anche se i politically correct o radical chic di sinistra cercano di oscurare e quasi proteggere questa gente in nome di un antirazzismo da tutelare e celebrare))) e impuniti di gang o bande di immigrati di seconda generazione, ormai da tempo e frequentemente, rendono le città e i paesi italiani insicuri, pericolosi e con un degrado sociale e culturale assai pericoloso, al punto che le ragazze italiane NON sono più libere e sicure di uscire da sole, perché vengono molestate o violentate e rischiano la vita. *Non capiamo il perché la sinistra italiana e il PD e compagni si ostinino e persistano a difendere e a proteggere questi migranti di seconda generazione, che non si sono integrati e non lo faranno mai, perché loro rispettano e seguono solo i loro usi, le loro tradizioni e la loro cultura, che non sono compatibili con usi, costumi e tradizioni Europee.* Bene dicono Toni Capuozzo ed Hoara borselli che smontano tutte le teorie e le tesi difensive del pensiero unico del politicamente corretto e/o radical chic. Se al posto delle ragazze molestate e stuprate suddette, si trovassero le femministe, le giornaliste buoniste di sinistra o loro figlie, vorremmo tutti vedere se continuerebbero a proteggere e difendere queste GANGS a bande di immigrati di seconda generazione, che purtroppo CONTINUANO IMPUNEMENTE a DELINQUERE e a RENDERE *insicure e degradate tante città italiane*!! *Quando la sinistra smetterà di difendere l'indifendibile ???*. Avatar di Francesca Galici_

domenica 9 gennaio 2022

LA SINISTRA NASCONDE LA VIOLENZA SULLE DONNE A MILANO 😠😠😠😭😭😭

I migranti aggrediscono gli italiani? La sinistra difende solo gli stranieri ! "Le ragazze aggredite mentre l'assessore alla sicurezza della giunta PD del comune Milano faceva i selfie coi vigili" 9 Gennaio 2022 - 06:00 L'ex vicesindaco ha denunciato la violenza di Capodanno: la sinistra non se n'è accorta 😠😠😠😭😭😭😡😡😡🤔🤔🤔❗ di Paola Fucilieri https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=142395988216623&id=114246517698237&m_entstream_source=timeline LA SINISTRA NASCONDE LA VIOLENZA SULLE DONNE A MILANO Gennaio 9, 2022 Politica -+-= DOMENICO BONVEGNA domenico_bonvegna@libero.it >>> SENTIRE LA CONSIGLIERE REGIONALE DELLA #Lombardia Carmela ROZZA del #partitodemocratico #PD , VLADIMIR LUSSURIA E LA #SINISTRAITALIANA IN GENERE, DIFENDERE A SPADA TRATTA LE GANGS MAGREBINE E NON SOLO (STRANIERE), CHE IMPERVERSANO E DELINQUONO IMPUNEMENTE, NON SOLO NELLA #MILANO DEL SINDACO #PD #SALA , MA ANCHE E ORMAI IN TUTTA ITALIA, NON FA ONORE NÉ AL #PARTITODEMOCRATICO NÉ ALLA #SINISTRA, CHE CONTINUANO AD ETICHETTARE IL TEMA DEL DELINQUERE DILAGANTE DI BANDE DI STRANIERI, per lo più islamici e magrebini, naturalizzati ITALIANI di seconda generazione, COME UN FENOMENO NORMALE e COMPRENSIBILE, oltre che GIUSTIFICABILE, IN QUANTO DISAGIATI, DA COMPRENDERE, DA GIUSTIFICARE SEMPRE, IN QUANTO NON INTEGRATI E PERCHÉ POVERI E INDIGENTI. LA SINISTRA NON VUOLE CAPIRE CHE È UN PROBLEMA CULTURALE E CHE QUESTA GENTE NON VUOLE ASSOLUTAMENTE INTEGRARSI ED ACCETTARE LE NOSTRE LEGGI VIGENTI, I NOSTRI COSTUMI E LE NOSTRE TRADIZIONI ! "LA logica manichea in base alla quale gli stranieri sono sempre buoni e vittime e gli italiani sempre cattivi e intolleranti non ha aderenza con la realtà, con il vissuto quotidiano delle nostre comunità". Si tratta di un "atteggiamento ideologico" di chi evidentemente non riesce a cogliere la problematicità dell'integrazione tra stili di vita differenti "e l'artificiosità di certe vagheggiate società multiculturali". La sinistra ha perso ancora una volta la possibilità di provare a capire il disagio che serpeggia nelle città, nei quartieri, nelle periferie, solamente per rimanere fedele alle proprie costruzioni teoriche a favore dei migranti, contro ogni evidenza. "Ma, in tal modo, la sinistra divorzia dal sentimento popolare, non lo interpreta più, un po' dispiace per loro, per la loro tradizione politica, che un tempo sapeva indubbiamente essere più vicina ai problemi della gente". Il silenzio sulle ragazze molestate e fatte oggetto di violenza in piazza Duomo a Milano nella notte di Capodanno, tra loro due tedesche, è stato rotto dopo sette giorni dalle istituzioni e quindi dai Media nazionali. Grazie all’ostinato lavoro dell’ex vicesindaco Riccardo De Corato di FdI si è potuto arrivare a questa vergognosa vicenda. Senza il suo impegno, forse non se ne parlerebbe affatto. Lo scrive Alberto Giannoni sul Giornale del 9 gennaio, (“Quei tabù ‘sinistri’ che nascondono la città violenta”) A questo punto il giornalista si interroga perché tanta indifferenza sulla vicenda. “La sinistra si è limitata a una pigra reazione protocollare”. Per giorni si è chiesto un intervento del ministro Lamorgese, mentre il sindaco Sala ha atteso il 7 gennaio per formulare una condanna. Dei vari intellettuali, “influencer”, delle femministe radicali, sempre pronti a intervenire, non c’è traccia. Ma da che cosa dipende questa scarsa reattività? Si pensi a cosa sarebbe successo se le violenze invece di essere realizzate da giovani magrebini, avessero avuto una matrice politica di estrema destra. Per Giannoni la sinistra ha un doppio ritardo e un doppio tabù da eliminare, “sulla sicurezza della città, in generale, e sui problemi dell’integrazione in particolare”, “Non può e non vuole vedere che l’insicurezza è un dramma in molte aree di Milano (ha il terrore di apparire ‘securitaria’, cioè di destra) e non riesce a vedere fino in fondo i problemi legati a fenomeni migratori incontrollabili e non regolati (ha il terrore di apparire ‘xenofoba’)”. Ecco perché gli imbarazzi e i silenzi. Cinque anni fa, ero intervento su un episodio analogo avvenuto proprio nella notte di Capodanno a Colonia in Germania. Allora ne hanno parlato tutti i giornali, ma anche lì dopo alcuni giorni. Il titolo di allora, forse un po’ forzato era: “L’Occidente castrato e paralizzato dal timore di passare per razzista e islamofobo”. E mi pare che anche per l’episodio milanese si possa mantenere lo stesso titolo e peraltro, replicare gli stessi commenti. In quel testo citavo alcuni interventi più o meno significativi come quello di Marina Corradi, giornalista, donna, che si domandava: “se riaccadesse in una nostra città, come penseremmo alle nostre figlie, alle nostre sorelle, quando rincasano la sera?”. Adesso posso scrivere è accaduto. Certo ci saranno quelli che diranno che, in fondo, non è morto nessuno. “Ma pensiamo alla umiliazione e al terrore di quelle ragazze, di quelle donne: L’aggressione di Colonia tocca un ganglio vitale del nostro vivere insieme: la dignità e la libertà che l’Occidente riconosce, dopo secoli di travagli e di lotte, alle donne. Qualcosa che per noi ormai è pressoché scontato. Tanto che a Colonia l’altra notte la stessa polizia ha tardato, interdetta, a capire che cosa davvero stesse succedendo, e a intervenire. Non avevano mai visto una cosa simile. Erano preparati, in giorni come questi, a un attacco, ma non questo. Eppure, se ci pensate, anche questo è un attacco a noi, alla nostra cultura e libertà: che dobbiamo difendere senza isterie ma con assoluta fermezza. Perché nessuno può pensare che sia possibile vivere e lavorare in Europa e passare sopra al rispetto della intangibile dignità di ogni uomo e di ogni donna. Questa misura che abbiamo conquistato, e che in molti modi viene oggi insidiata, non si può proprio perdere”. (Marina Corradi, La misura che non si può perdere, 8.1.16 Avvenire) Allora c’è stato come oggi, di fronte a una umiliazione di massa, ancora glissa e devia la questione o addirittura si cerca di assolvere gli autori del crimine sessista. Se ne lamentava di questo Gemma Gaetani, sul quotidiano Libero: “Sono stanca, da donna, di vedere che ogni giorno che passa la realtà viene sempre più mistificata. Si direbbe e si dice di tutto, pur di decolpevolizzare un immigrato, magari clandestino, magari musulmano, che commette un reato. Magari, lo stesso reato che se venisse commesso da un italiano, un belga, un cattolico, un buddhista, non verrebbe edulcorato da nessuna supercazzola giustificatoria”. Io sono stanca. Su quanto accaduto a Colonia, i fatti parlano chiaro […]Ciò che, da donna, mi stanca e indigna maggiormente – continua la Gaetani – è quando gli attori della mistificazione sono, addirittura, donne. Laura Boldrini ha evitato, commentando in ritardo i fatti di Colonia, di nominare la parola «immigrati». Per difendere a tutti i costi un’accoglienza indiscriminata che si sta rivelando più catastrofica dell’ultima salpata del Titanic, ha omesso il fatto che gli aggressori erano immigrati. Se fossero stati neonazisti, fascisti, italiani berlusconiani in vacanza, cattolici in gita di fede, lo avrebbe taciuto?”. (Gemma Gaetani, “Da Kyenge a Ferrero, la sinistra vergognosa che prova a assolvere gli immigrati di Colonia”, 11.1.16 Libero). In un commento sui fatti di Colonia, non so quanto esagerato, il giornalista, Maurizio Blondet, riferendosi agli immigrati siriani in Germania, poteva scrivere: “L’UE è femmina. Dunque, stuprabile”, allora Blondet per commentare l’aggressione sessuale di massa dei medio-orientali, utilizzava l’analisi di John Laughland, filosofo della politica e profondo critico della postmodernità. “L’Europa in generale, e soprattutto la Germania, coltivano da decenni la femminizzazione della cultura politica e sociale. L’Unione Europea si definisce oggi soltanto in termini di virtù femminee: la pace, la non-violenza, la rinuncia ad una politica di potenza, la fine di tutte le gerarchie in politica, il consenso, l’omosessualità. Per le virtù cosiddette mascoline, coraggio, onore, non c’è più posto. Il concetto di paternità politica, che si esprime attraverso concetti come patria, è stato bandito dal discorso post-nazionale ed anti-nazionale della costruzione europea”. Inoltre, si può leggere, “Lo “scontro di civiltà” (detto con ironia) fra l’Europa e l’Islam ha mostrato tutta la sua ridicola virulenza proprio nella relazione sessuale: la scoperta che i giovani maschi siriani, invece di essere grati e buoni da poveri profughi educati e riconoscenti, abbrancano le donne e se le fanno. Ora, dice Laughland, se “gli attentati terroristici resteranno senza dubbio eventi eccezionali, il rapporto uomo-donna riguarda la vita quotidiana”. Da affrontare ogni giorno. Come?”. Intanto se c’è qualche capo di Stato europeo che si oppone “con virile energia alla accoglienza senza limiti – come Victor Orban – è stato demonizzato dai media e dai politici donneschi e dai castrati di corte: che rude omaccione! fascista, retrogrado, politicamente scorretto, non è cieco alla “cultura islamica”, è “discriminatorio”; è autoritario; ai confini “usa la violenza”; ma noi ci vendichiamo e gli togliamo i finanziamenti UE”. Esagerazioni? Siamo già all’Eurabia? Come scriveva in un pamphlet dieci anni fa la studiosa egiziana Bat Ye’Or? Sicuramente sullo stesso tema, molte risposte poteva darle anche Ayaan Hirsi Ali, in “Nomade”, dal significativo sottotitolo: “Perchè l’Islam non è una religione per donne”. Ali è una donna somala protagonista insieme al regista olandese Teo Van Gogh di Submission, un documentario che denunciava l’oppressione delle donne islamiche. Per questo il regista viene assassinato da un fanatico musulmano e lei stessa deve rifugiarsi negli Usa, vivendo sotto scorta. Finora abbiamo parlato di donne. E gli uomini, esclusi i violentatori, che figura fanno? La loro figura è penosa, sia allora che oggi per i fatti di Milano. Dove erano gli uomini tedeschi? La risposta ancora a Blondet: “La polizia tedesca ha una sola preoccupazione esistenziale: non somigliare alle SS. Il che significa che è castrata per lungo addestramento. Svirilizzata, vestita di colori ridicoli per non parere militare, aveva bisogno lei stessa di esser protetta. Evidentemente intimorita non solo dalle belve sessuali, ma – ancor più – dal terrore delle superiori che impongono il politicamente corretto […]”. ANCHE FEDERICO RAMPINI, EX #REPUBBLICA ORA #CORRIEREDELLASERA BACCHETTA E REDARGUISCE IL PD E LE SINISTRE CHE Continuano a difendere l'indifendibile con il metodo e la logica del politically correct e dei radical chic. ECCO PERCHÉ MOLTISSIMI ITALIANI, CHE VOTAVANO #PD, ORA NON LO VOTANO PIÙ ! DOMENICO BONVEGNA domenico_bonvegna@libero.it https://www.facebook.com/114246517698237/posts/142396534883235/ Il silenzio sulle ragazze molestate e fatte oggetto di violenza in piazza Duomo a Milano nella notte di Capodanno, tra loro due tedesche, è stato rotto dopo sette giorni dalle istituzioni e quindi dai Media nazionali. Grazie all’ostinato lavoro dell’ex vicesindaco Riccardo De Corato di FdI si è potuto arrivare a questa vergognosa vicenda. Senza il suo impegno, forse non se ne parlerebbe affatto. Lo scrive Alberto Giannoni sul Giornale del 9 gennaio, (“Quei tabù ‘sinistri’ che nascondono la città violenta”) A questo punto il giornalista si interroga perché tanta indifferenza sulla vicenda. “La sinistra si è limitata a una pigra reazione protocollare”.