mercoledì 5 gennaio 2022

Bollette luce e gas, la prima stangata del 2022: le famiglie spenderanno 1.000 euro in più Il rincaro dei prodotti energetici determina un forte innalzamento dei prezzi, solo in parte mitigato dalle misure del Governo. Possibilità di rateizzazione. Chiediamo al governo di scongiurare l'aumento delle bollette della luce e del gas🆗👍👏👌✔️❗

Bollette luce e gas, la prima stangata del 2022: le famiglie spenderanno 1.000 euro in più Il rincaro dei prodotti energetici determina un forte innalzamento dei prezzi, solo in parte mitigato dalle misure del Governo. Possibilità di rateizzazione Chiediamo al governo di scongiurare l'aumento delle bollette della luce e del gas https://www.altroconsumo.it/azioni-collettive/petizione-energia Chiediamo al governo di scongiurare l'aumento delle bollette della luce e del gas Bollette luce e gas, il 2022 porta in dote due maxi-stangate. I nuovi, straordinari record al rialzo dei prezzi dei prodotti energetici all'ingrosso (quasi raddoppiati nei mercati spot del gas naturale e dell'energia elettrica nel periodo settembre-dicembre 2021) e dei permessi di emissione di CO2, avrebbero infatti portato a un aumento per il prossimo anno del 65% della bolletta dell'elettricità e del 59,2% di quella del gas. Per mitigare l'impatto degli aumenti su famiglie e imprese, l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) ha confermato l'annullamento transitorio degli oneri generali di sistema in bolletta e potenziato il bonus sociale alle famiglie in difficoltà, in base a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2022, con cui il Governo - oltre a ridurre l'Iva sul gas al 5% per il trimestre - ha stanziato le risorse necessarie agli interventi, con ciò consentendo di alleggerire l'impatto su 29 milioni di famiglie e 6 milioni di microimprese. Malgrado gli interventi, tuttavia, l'aumento per la famiglia tipo in tutela sarà comunque del +55% per la bolletta dell'elettricità e del +41,8% per quella del gas per il primo trimestre del 2022. Una stangata da quasi 1.000 euro in un anno, nonostante l'intervento del Governo che ha stanziato 3,8 miliardi di euro per calmierare i rincari. In un anno, la spesa per luce e gas per una famiglia tipo ammonterà a 2.383 euro, in crescita di 944 euro rispetto al 2021. In termini di effetti finali, spiega Arera, per la bolletta elettrica la spesa per la famiglia-tipo nell'anno scorrevole (compreso tra il 1 aprile 2021 e il 31 marzo 2022) sarà di circa 823 euro, con una variazione del +68% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno precedente (1 aprile 2020 - 31 marzo 2021), corrispondente a un incremento di circa 334 euro/anno. Nello stesso periodo, la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.560 euro, con una variazione del +64% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno precedente, corrispondente a un incremento di circa 610 euro/anno. Come detto, però, sono state attivate una serie di misure per aiutare le famiglie in difficoltà ad assorbire questi forti aumenti. Per 2,5 milioni di nuclei familiari aventi diritto, in base all'Isee, ai bonus sociali per l'elettricità e per 1,4 milioni che fruiscono del bonus gas, gli incrementi tariffari sono stati sostanzialmente compensati: gli importi definiti per il prossimo trimestre, grazie alle risorse messe a disposizione dalla legge di Bilancio, consentono alle famiglie in condizioni di difficoltà di proteggersi dall'incremento. L'Arera ha potenziato i bonus che, per il solo primo trimestre 2022, sosterranno le famiglie in difficoltà con circa 600 euro: 200 euro per l'elettricità (famiglia con 3-4 componenti) e 400 euro per il gas (famiglia fino a 4 componenti, con riscaldamento a gas in zona climatica D). Inoltre, sempre come previsto dalla legge di Bilancio, l'Autorità ha definito, per i clienti domestici che dovessero trovarsi in condizioni di morosità, le modalità di rateizzazione delle bollette di elettricità e gas emesse da gennaio ad aprile 2022, per un periodo massimo di 10 mesi e senza interessi. Per il sistema di rateizzazione è previsto un fondo di un miliardo di euro, con un meccanismo di anticipo alla filiera elettrica da attuarsi con la Csea, la Cassa per i servizi energetici e ambientali. https://photos.app.goo.gl/YC17q7TPB54mXioV8 https://photos.app.goo.gl/YC17q7TPB54mXioV8

mercoledì 15 dicembre 2021

Europa e Macron, la legge-vergogna: come faranno invadere l'Italia dagli immigrati, l'ultima Lorenzo Mottola

Europa e Macron, la legge-vergogna: come faranno invadere l'Italia dagli immigrati, l'ultima Lorenzo Mottola 14 DIC 2021 "Un risultato storico" (Giuseppe Conte, all'epoca premier); "L'Europa s' è desta" (La Repubblica). "Da oggi l'Italia non è più sola" (Luciana Lamorgese, ministro dell'Interno). Era il 19 settembre del 2019 e mezzo Paese - cioè la metà legata a Pd e M5S - salutava con queste parole la presunta firma degli accordi di Malta, intesa tra i Paesi Ue che avrebbe dovuto sancire l'avvio di una politica "aperta" da parte dell'Europa sull'immigrazione. Una politica che diventava possibile perché, sostenevano politici e commentatori di sinistra, Matteo Salvini aveva lasciato il Viminale e il governo, aprendo così la via del dialogo dopo la stagione dei "porti chiusi" molto criticata anche da Parigi e Berlino. Le nazioni del nord si impegnavano ad accogliere costantemente una quota fissa dei profughi che si presentano ai confini dell'Unione come richiedenti asilo o semplici clandestini, in attesa di una completa revisione delle leggi comunitarie in materia di immigrazione. Sono passati due anni e non solo quell'accordo - come Libero ha documentato in passato - non è mai stato applicato (i profughi sbarcati sono rimasti praticamente tutti nei nostri centri osi sono dati alla macchia) ma ora Bruxelles si prepara a varare una riforma delle regole di Schengen che va nella direzione diametralmente opposta a quella auspicata. Invece di prevedere redistribuzioni, verranno facilitati i respingimenti da nord verso il Paesi di primo approdo. Ulteriore beffa: questo meccanismo è sostenuto soprattutto da Emmanuel Macron (a gennaio entreremo nel semestre francese alla presidenza della commissione). Se vi stavate chiedendo a cosa portasse il trattato firmato poche settimane tra Roma e Parigi, venduto come una svolta epocale nelle nostre relazioni internazionali, ecco la risposta: sostanzialmente non serve a nulla. Leggi anche: Enrico Letta, vendere l'Italia all'Ue. Suicidio targato Pd: ecco perché gli euro-falchi ci massacreranno I dettagli del nuovo quadro normativo dovrebbero essere chiariti oggi, quando - salvo sorprese - arriverà il via libera del collegio dei commissari Ue. Ma qualcosa è già filtrato: i Paesi in caso di "movimenti secondari massicci" potranno sospendere Schengen e introdurre controlli e pattugliamenti alle frontiere per evitare che, per esempio, i migranti passino dall'Italia in Francia (cosa che peraltro già avveniva a Ventimiglia). A imprimere un'accelerata ai lavori per l'approvazione della riforma è stata la crisi ai confini tra Bielorussia e Polonia. Perché questo meccanismo diventi legale, tuttavia, occorrerà comunque il via libera del Parlamento e quello del Consiglio europeo. Di conseguenza non è affatto detto che la legge non si areni, soprattutto nell'ultima fase. Le trattative sono in corso ed è probabile che già il sedici dicembre al vertice Ue convocato proprio per discutere di immigrazione qualche Paese cerchi di porre sul tavolo la questione. Il summit era stato convocato a cercare un'intesa in favore delle nazioni di primo approdo come Italia e Spagna dopo tanti tentativi andati a vuoto. La situazione potrebbe ribaltarsi a nostro sfavore. Leggi anche: Giorgia Meloni? Ecco chi vuole presidente della Repubblica: attenzione alle sue parole. Quirinale, segreto svelato? Coincidenza curiosa: proprio il giorno successivo, diciassette dicembre, Matteo Salvini sarà in aula a Palermo per difendersi dall'accusa di sequestro di persona per aver cercato di fermare lo sbarco della Sea Watch con alcune centinaia di clandestini. La Francia secondo le nuove regole potrebbe farlo, noi no. Anche nel passaggio all'Europarlamento, comunque, c'è chi si prepara allo scontro. «Siamo a un passo dal cosiddetto show down in materia di immigrazione illegale», spiega Nicola Procaccini eurodeputato Fratelli d'Italia, «La riforma condannerebbe gli Stati di primo ingresso, come l'Italia, a trasformarsi in un enorme campo profughi. Sul confine esterno si pretende che l'Italia (come la Spagna o la Grecia) accolga tutti gli immigrati che sbarcano illegalmente; nello stesso tempo si alzano barriere all'interno dell'UE affinché nessun immigrato si azzardi ad andare in Francia o in Germania. Siamo all'ipocrisia che diventa istituzione». Leggi anche: Tg1, troupe sequestrata e pestata dalla senatrice romena: "Finirete a Norimberga", il video-choc

venerdì 10 dicembre 2021

BABY GANG DI IMMIGRATI A CACCIA DI RAGAZZINI ITALIANI: LI PESTANO E RAPINANO DAVANTI ALLE SCUOLE

https://voxnews.info/2021/12/08/baby-gang-di-immigrati-a-caccia-di-ragazzini-italiani-li-pestano-e-rapinano-davanti-alle-scuole/ La Lombardia sta diventando territorio occupato. Dite grazie ai ricongiungimenti familiari. I figli degli immigrati sono la più grande minaccia verso il nostro futuro. “Quello di ieri è solo l’ultimo episodio, il più grave, di un’escalation che continua da settimane. Ormai per i ragazzi il pensiero di andare a scuola è diventato un incubo proprio per la presenza di questi ragazzi che li prende di mira a caccia di telefoni, catenine e soldi”. Sono ancora una volta i genitori ad accendere i riflettori sugli episodi di bullismo e le aggressioni con cui si trovano a fare i conti diversi studenti saronnesi nelle ultime settimane. Il problema è alla fermata del pullman in via Varese ma anche allo scalo ferroviario di piazza Cadorna dove gruppi di ragazzi aspettano i coetanei la mattina prima di andare a scuola. “Sono veri e propri agguati – spiegano i genitori – aspettano i ragazzi li isolano e gli prendono quello che hanno di valore a volte il telefono a volte una collana o i contanti”. L’ultimo episodio ieri mattina quando un ragazzo che ha cercato di “salvare” il telefono è stato preso a pugni “nessuno è intervenuto per aiutarlo quando è stato aggredito in via Varese – continuano i genitori – il primo sostegno l’ha avuto in classe dall’insegnante che ha dato l’allarme”. Sull’episodio sono in corso le indagini dei carabinieri a cui la famiglia ha sporto denuncia come hanno fatto diverse altre famiglie nelle ultime settimane per episodi analoghi. I ragazzi parlano di un gruppo di studenti stranieri che gravitano tra la stazione di piazza Cadorna e la fermata di via Varese: “E’ un incubo quotidiano che rende pesante andare a scuola proprio per la paura di un nuovo attacco, di una nuova aggressione”. Del problema delle baby gang a Saronno ha parlato anche il Corriere della Sera in un’inchiesta qualche settimana fa e si sono occupate più volte anche i carabinieri della compagnia cittadina che hanno realizzato fermi in due diverse occasioni prima dell’estate e lo scorso autunno. A far emergere il problema nell’agenda cittadina era stato l’esposto di un papà presentato alla polizia locale a pochi giorni dalla fine dell’anno scolastico. Il genitore descrive le indicazioni avute dalle vittime: “I ragazzi che sono stati purtroppo coinvolti in questi spiacevoli incontri (quasi giornalieri) raccontato di un gruppo di giovani stranieri tra i 15 e i 17 anni”. La banda sarebbe formata da 5/6 ragazzi. VERIFICA LA NOTIZIA Il modus operandi è sempre lo stesso: i ragazzi vengono presi di mira alle fermate dei pullman “seguiti e avvicinati da alcuni dei componenti della banda che li strattonano per verificare la presenza di catenine d’oro o altri oggetti di valore”. A mettere in guardia gli studenti anche un insegnante dell’Itis Riva che ha raccontato agli alunni quanto “successo ad un suo alunno che ha subito il furto della collanina d’oro”. “Durante la rapina il ragazzo è stato picchiato, successivamente questo ragazzo ha rincorso i componenti della baby gang per recuperare il suo oggetto di valore, nel percorso di fuga un criminale è finito contro un auto che percorreva la strada vicino al Santuario cadendo a terra, ma è stato subito portato via dagli altri componenti della gang”. Il genitore segnala la presenza dei membri della gang anche sui pullman extraurbani che accompagnano a casa i ragazzi.

mercoledì 8 dicembre 2021

Ricolfi magistrale: la sinistra oggi non difende i deboli, ma censura il linguaggio, l’arte, il passato

https://www.secoloditalia.it/2021/11/ricolfi-magistrale-la-sinistra-oggi-non-difende-i-deboli-ma-censura-il-linguaggio-larte-il-passato/ Ricolfi magistrale: la sinistra oggi non difende i deboli, ma censura il linguaggio, l’arte, il passato. Luca Ricolfi inizia la sua collaborazione con Repubblica con un lungo articolo sulle “varianti” del politicamente corretto. Per andare a parare a una conclusione che il sociologo mette in premessa: la sinistra non si occupa più di questioni sociali. Ha cominciato la sinistra americana, e quella italiana ha scimmiottato malamente l’originale. Ricolfi è noto per le sue intemerate contro la sinistra antipatizzante alla quale da anni non risparmia critiche. Ricolfi: il politicamente corretto vuole censurare il linguaggio All’inizio, nei primi anni Ottanta, il politicamente corretto – spiega Ricolfi – voleva riformare il linguaggio. “Fu così che venne bandita la parola “negro” (sostituita con nero), e per decine di altre parole relativamente innocenti (come spazzino, bidello, handicappato, donna di servizio), vennero creati doppioni più o meno ridicoli, ipocriti o semplicemente astrusi: operatore ecologico, collaboratore scolastico, diversamente abile, collaboratrice familiare”. LEGGI ANCHE Anche la torta di mele è razzista. Il delirio della cancel culture invade pure la cucina... Marilyn con la gonna al vento: immagine sessista. La cancel culture si abbatte sulla statua dell'attrice I social e le offese. Ricolfi: poi venne il misgendering Poi è intervenuta la prima variante: internet. Sui social gli haters offendono e vengono offesi inaugurando l’era della suscettibilità. E arriviamo alla seconda mutazione e cioè “l’espansione della dottrina del “misgendering” in tutti gli ambiti”. “Che cos’ è il misgendering? – scrive Ricolfi – È chiamare qualcuno con un genere che non gli va, ad esempio maschile se è o si sente una donna (o viceversa); o plurale maschile (cari colleghi) se ci si riferisce a un collettivo misto. Secondo le versioni più demenziali della correttezza politica in materia di generi, assai diffuse nelle università americane – continua Ricolfi – i professori dovrebbero chiedere ad ogni singolo allievo come preferisce essere indicato: he, she, zee, they, eccetera. Gli epigoni meno dotati di senso del ridicolo, da qualche tempo attivi anche in Italia, aggiungono regole di comunicazione scritta tipo usare come carattere finale l’asterisco * (cari collegh*), la vocale u (gentilu ascoltatoru), o la cosiddetta schwa”. La cancel culture e la gogna per chi non si allinea La terza mutazione è la cosiddetta cancel culture “secondo cui tutta l’arte e la letteratura, compresa quella del passato, andrebbe giudicata con i nostri attuali parametri etici, e censurata o distrutta ogniqualvolta vi si trovano espressioni, immagini, o segni potenzialmente capaci di turbare la sensibilità di qualcuno”. La quarta mutazione – prosegue Ricolfi – è quella che determina la gogna per chi non si allinea a questi standard: “professori, scrittori, dipendenti di aziende, comuni cittadini perdono il lavoro, o vengono sospesi o sanzionati, non perché abbiano commesso scorrettezze nell’esercizio della loro professione, ma perché in altri contesti, o in passato, hanno espresso idee non conformi al pensiero dell’élite dominante. Non solo: nella politica delle assunzioni, in particolare nelle facoltà umanistiche, vengono esclusi gli studiosi non allineati all’ortodossia politica dominante”. La identity politics crea discriminazioni C’è infine la quinta mutazione, che Ricolfi giudica come la più pericolosa. “È la cosiddetta identity politics. Un complesso di teorie, filosofie, rivendicazioni, secondo cui quel che conta veramente non è che persona sei ma a quale minoranza oppressa appartieni. Da qui derivano le idee più strampalate, ad esempio che per tradurre un romanzo di una autrice nera tu debba essere nera (è successo). Che per parlare di donne tu debba essere donna; per parlare di omosessualità essere omosessuale; per parlare dell’Islam essere islamico; per parlare dell’Africa essere africano. Se osi parlare di qualcosa senza essere la cosa stessa sei accusato di «appropriazione culturale»”. E’ così che si compie la parabola della cultura liberal e progressista: anziché sconfiggere le discriminazioni con l’eguaglianza, si capovolge nel suo contrario: instaurare l’eguaglianza attraverso le discriminazioni. https://www.secoloditalia.it/2021/11/ricolfi-magistrale-la-sinistra-oggi-non-difende-i-deboli-ma-censura-il-linguaggio-larte-il-passato/

martedì 23 novembre 2021

Isee, bonus e sussidi: come dichiarare il falso, tenersi i soldi e non rischiare nulla. Legge di Pd e M5s, "truffa legalizzata"

https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/28370129/isee-bonus-sussidi-false-dichiarazioni-nessun-rischio-legge-pd-m5s-truffa-legalizzata.html 20 novembre 2021 *Si può dichiarare il falso, intascarsi bonus e sussidi vari senza rischiare nulla. Merito, spiega Italia Oggi, della modifica dell'articolo 75 del DdPR 445/2000 apportata dall'articolo 264 del decreto legge 34/2020. In altre parole: del governo giallorosso formato da Pd, M5s e LeU con Giuseppe Conte premier. "Dichiarare il falso, per avere diritto alle prestazioni sociali e agli aiuti economici, si può - si legge -. E se poi si viene scoperti non succede proprio niente, basta che ci siano di mezzo minori o situazioni familiari di particolare disagio". In questo caso, spiega l'articolo, "si conservano i sussidi economici e le altre prestazioni". Sconcertante. Dura trovare lavoro guardando la tv. Reddito ai fannulloni, sale in cattedra Luca Zaia: i grillini sono accerchiati. La modifica della legge interviene sulle dichiarazioni sostitutive di certificazioni o di notorietà richieste ad esempio per accedere a un sussidio economico o una prestazione di assistenza domiciliare da parte dei servizi sociali comunali. Solo dopo aver ottenuto l'assegno, l'ente pubblico è chiamato a controllare le dichiarazioni sostitutive. Fino al 19 maggio 2020, in presenza di false autocertificazioni, scattavano due tipi di punizioni: la sanzione penale e la decadenza dei benefici. Ma dalla modifica della legge "anche in caso di falsa dichiarazione fa salvi gli interventi, anche economici, in favore dei minori e per le situazioni familiari e sociali di particolare disagio". Quindi, in questi casi, "i soldi sono trattenuti e non devono essere restituiti e non c'è nessun risarcimento da pagare". Con evidente danno a chi di quei soldi avrebbe effettivamente bisogno in quanto "vero" indigente. Un fallimento assoluto. Dati alla mano, Vespa fa a pezzi Conte e Di Maio: l'errore che può costare loro caro. Tra l'altro, suggerisce Italia Oggi, il caso di "situazioni familiari e sociali di particolare disagio" è "passibile di letture molto elastiche, non essendoci alcuna definizione vincolante di quale sia il disagio familiare o sociale e di quando questo non sia 'ordinario', ma 'particolare'. Si deve, poi, considerare che tale profili di disagio, per la sua vaghezza, comprendono, se non tutte, quasi tutte le possibili situazioni di tutti coloro che si rivolgono a i servizi sociali comunali". In sostanza, conclude il quotidiano, "è come se tutte le regole, comprese quelle sull'Isee, che prevedono requisiti per accedere a una prestazione sociale abbiano una deroga a favore di soggetti in situazioni particolarmente disagiate". *

giovedì 11 novembre 2021

Novemila romeni “fantasma”: estorsione e Reddito di cittadinanza illecito. Sventata una truffa da 60 milioni Operazione della Gdf di Cremona e Novara su disposizione della procura di Milano: 19 arresti. La banda si presentava ai Caf con i codici fiscali di cittadini che non vivono in Italia

https://www.lastampa.it/cronaca/2021/11/11/news/estorsione-e-reddito-di-cittadinanza-illecito-9mila-denunciati-in-un-indagine-della-gdf-1.40908728 Novemila romeni “fantasma”: estorsione e Reddito di cittadinanza illecito. Sventata una truffa da 60 milioni Operazione della Gdf di Cremona e Novara su disposizione della procura di Milano: 19 arresti. La banda si presentava ai Caf con i codici fiscali di cittadini che non vivono in Italia MILANO. Oltre 9mila persone sono state denunciate dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cremona e Novara su disposizione della Procura della Repubblica di Milano, che stanno dando esecuzione a 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei membri di una associazione a delinquere finalizzata alle estorsioni ed al conseguimento di erogazioni pubbliche, tra cui, in particolare, il reddito di cittadinanza. Gli arresti e le perquisizioni condotte nelle province di Cremona, Lodi, Brescia, Pavia, Milano, Andria, Barletta e Agrigento, hanno consentito di sventare una truffa di oltre 60 milioni di euro relativa a indebite percezioni del reddito di cittadinanza. Si tratta di un’attività criminale studiata a tavolino da una banda di romeni, in tandem con alcuni italiani - in parte complici, in parte vittime di estorsione - in alcuni Caf-Centri di assistenza fiscale abilitati alle pratiche per le richieste di sussidio. L’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli accusa gli arrestati di essersi presentati nei Caf con i codici fiscali di centinaia di cittadini romeni per volta, sostenendo che queste persone esistessero, fossero residenti in Italia da 10 anni e avessero i titoli per usufruire del Reddito di cittadinanza. Nessuno di loro vive però in Italia. In alcuni casi gli italiani erano consapevoli e assecondavano la truffa dietro un compenso di 10 euro, riconosciuto loro dall’Inps, per ogni pratica, in altri casi venivano minacciati.

domenica 7 novembre 2021

Italia approdo di ogni disperazione, basta sbarchi: Gasparri suona la sveglia a Mattarella e Lamorgese

07 novembre 2021 Maurizio Gasparri dice basta agli sbarchi di migranti sulle coste d’Italia. Il senatore e componente del Comitato di Presidenza di Forza Italia alza la voce dopo che a Trapani è approdata la nave Sea Eye 4 che ospitava a bordo oltre 800 clandestini: “Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro dell’interno Luciana Lamorgese nelle ultime ore hanno fatto capire che l'Italia non può essere l'approdo di ogni disperazione. Ed allora le istituzioni italiane unite reagiscano. Dobbiamo dire - prosegue Gasparri - basta a questi sbarchi continui di clandestini, basta alla prepotenza di sedicenti Ong che con la loro azione alimentano il traffico degli scafisti e creano danni all'Italia. Queste organizzazioni stanno aiutando, come nel passato, coloro che in cambio di soldi organizzano una tratta di persone”. https://www.iltempo.it/politica/2021/11/07/news/maurizio-gasparri-basta-sbarchi-italia-approdo-disperazione-sveglia-mattarella-lamorgese-29359082/ Altra invasione di #clandestini in #Sicilia, Salvini all'assalto: a #Lamorgese e #DiMaio va bene così?? https://www.iltempo.it/politica/2021/11/07/news/maurizio-gasparri-basta-sbarchi-italia-approdo-disperazione-sveglia-mattarella-lamorgese-29359082/ Il senatore azzurro è una furia e va avanti: “Se ha ragione Mattarella a dire che anche in Africa e altrove si devono assumere iniziative, se la Lamorgese ha detto che l’Europa non fa nulla, si riuniscano subito i partiti di maggioranza e i ministri interessati per lanciare un monito alle istituzioni europee. O si condivide l'azione di contrasto e di contenimento dell'emergenza immigrazione oppure l’Europa non può venirci a vessare per un tassista o per un bagnino. O europei sempre o europei mai. Noi vogliamo essere europei sempre, soprattutto quando c'è da tutelare la legalità in Italia. Basta sbarchi. Europa sveglia. Mattarella e Lamorgese - conclude la nota di Gasparri - passino dalle parole ai fatti”. Basta belle e filantropiche parole; è ora di passare ai fatti concreti e fermare questa invasione di clandestini e migranti economici e climatici, che metteranno a soqquadro le società civili e i popoli europei, ma soprattutto ( in questo caso ) la società civile e il popolo italiano, messi già alla prova dalla pandemia e dal conseguente impoverimento di milioni di Italiani e dalla conseguente perdita di milioni di posti di lavoro !! Sergio Mattarella ad Algeri: l'Europa e l'Africa facciano la loro parte e non lascino sola l'Italia a sobbarcarsi tutti i migranti e clandestini e i relativi costi di mantenimento !! È ora di collaborare ed agire con i fatti e non a parole !!