lunedì 3 febbraio 2025
" #PiazzaPulita, la toga rossa Albano contro Meloni supera ogni limite: "Non è che se viene eletta può fare come vuole..."
#PiazzaPulita, la toga rossa Albano contro Meloni supera ogni limite: "Non è che se viene eletta può fare come vuole..."
Magistrati, esponenti delle opposizioni, giornalisti d'area. A PiazzaPulita su La7tv Corrado Formigli allestisce un processo a senso unico a Giorgia Meloni sul caso Almasri. La premier, ovviamente, è già "condannata" per i suoi attacchi alle toghe dopo aver ricevuto un avviso di garanzia (insieme, va detto, a mezzo governo finito sotto indagine: il sottosegretario Mantovano e i ministri Nordio e Piantedosi).
In studio c'è anche Silvia Albano, giudice già finita alla ribalta per aver di fatto bloccato l'esecuzione del decreto del governo sul trasferimento di migranti irregolari nell'hot spot allestito in Albania.
"Alcuni giudici, fortunatamente pochi - ha tuonato Meloni poche ore fa in un video-messaggio - vogliono decidere la politica industriale, quella ambientale, quelle sull'immigrazione, la riforma della giustizia. Vogliono governare loro ma c'è un problema: se io sbaglio gli italiani mi mandano a casa, se sbagliano loro nessuno può fare o dire niente".
"Anche il governo, anche se viene eletto, anche la maggioranza di governo deve agire nei limiti della legalità", esordisce la Albano, che è anche presidente di Magistratura democratica, il sindacato "di sinistra" e più vicino al Pd all'interno dell'Associazione nazionale magistrati.
"L'articolo 1 della Costituzione dice che la sovranità appartiene al popolo che la esercita nei limiti previsti dalla Costituzione - prosegue il giudice -. La Costituzione prevede l'indipendenza dei magistrati proprio perché siano garanti della legalità anche riguardo alle azioni di governo. Non è che se qualcuno viene eletto può fare come vuole. Ci sono alcuni dei diritti fondamentali che sono inviolabili e la magistratura sta proprio lì a garantirli".
Anm, eletto Marco Patarnello: la toga della lettera contro Meloni
Vi ricordate il caso di Marco Patarnello esploso in ottobre per una sua mail nella posta elettronica dell’Associazione nazionale dei magistrati? Che riconosceva, segnalava e quant’altro ai suoi colleghi la «forza» e la «pericolosità» della premier Giorgia Meloni rispetto ai suoi predecessori perché inattaccabile sul piano personale, solida per la sue «visioni politiche», cioè per la sua leadership più consistente delle precedenti.
«Esponente di Magistratura Democratica», come sottolineò la premier in una immediata reazione polemica, quel magistrato è appena stato eletto dai colleghi nel nuovo comitato direttivo dell’associazione di categoria. Non col massimo dei voti - 688 come il collega Giuseppe Tango - né col minimo -74 voti di Natalia Ceccarelli - ma con 234, rimediando il 28esimo posto su 36. Sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione, Patarnello non gradì la reazione della premier, lamentando peraltro, come i colleghi intervenuti in sua difesa nella polemica, che le fosse sfuggito un altro passo della sua mail. Che era quello in cui egli aveva raccomandato ai colleghi di attrezzarsi bene nell’azione di contrasto che la premier si meritava. Bisognava evitare una “opposizione politica”.
Bastava e avanzava - si è visto nei fatti- un’azione di contrasto giudiziario, com’era quella concretizzatasi in ottobre, a mio avviso, con la bocciatura della prima operazione di collocamento temporaneo di immigrati clandestini, a noi destinati, nella struttura costruita appositamente in Albania.
A quella bocciatura ne sono seguite altre, l’ultima anche nelle competenze giudiziarie passate nel frattempo alla Corte d’Appello di Roma. Dove è stato sospeso il giudizio rinviando la controversia alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ma svuotando daccapo la struttura italiana in Albania. Che la Meloni rimane convinta di riuscire alla fine a fare funzionare, come promise chiudendo a dicembre la festa nazionale del suo partito al Circo Massimo.
Intanto è arrivata anche la ciliegiona sulla torta - per non parlare di altro forse più appropriato - col rapido trasferimento di un esposto dell’avvocato Luigi Li Gotti al tribunale dei ministri da parte del capo della Procura di Roma per l’affare Almasri. Col solito contorno delle distinzioni leguleiche fra “l’avviso di garanzia” ricevuto, ostentato e proclamato al pubblico dalla premier Meloni, dopo averne riferito al presidente della Repubblica, e la “comunicazione giudiziaria” definita dall’associazione nazionale dei magistrati.
Il tutto di una opinabile obbligatorietà, almeno nei tempi rapidi in cui tutto si è svolto per mettere sotto indagine mezzo governo, essendo stati iscritti nel registro degli indagati, oltre alla presidente del Consiglio, i ministri dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il sottosegretario a Palazzo Chigi con la delega dei servizi segreti, Alfredo Mantovano. Tutti sospettati di favoreggiamento del generale libico, perseguito dalla Corte internazionale dell’Aia, e di peculato, avendolo riportato a Tripoli con un volo di Stato. La obbligatorietà opinabile potrebbe sembrare un ossimoro. E forse lo è. Ma di ossimori si è riempito il nostro sistema istituzionale a furia di gestirlo con forzature, che consentono a storici e giuristi di affiancare la Costituzione scritta a quella materiale, o viceversa.
Un ossimoro è anche quella che a me sembra un’opposizione giudiziaria, dovendo essere la giurisdizione neutra politicamente. Una opposizione è avvertita anche da chi nei sondaggi sta facendo salire il gradimento del governo e scendere quello della magistratura. Lo ricorda spesso il ministro della Giustizia Carlo Nordio, già magistrato per una vita, convinto anche per questo che supererà l’eventuale, anzi scontato referendum confermativo, la riforma a lui intestata, all’esame del Parlamento, perla separazione delle carriere dei giudici e dei pubblici ministeri e tutto il resto.
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lunedì 13 gennaio 2025
#LINAPALMERINI >Il giornalismo militante non ha più pudore. Vanno bene le opinioni ma un buon giornalista le notizie le pubblica, non le nasconde. Giampaolo Pansa sostenne che il giornalismo di informazione fosse sempre più malato di faziosità politica. La disinformazione esiste.
mercoledì 20 novembre 2024
Analisi del voto amministrativo in Emilia Romagna e in Umbria. Cosa ci dicono (davvero) i risultati delle urne. Un esercito sfibrato, disilluso, stanco e sfiduciato. È l'IDENTIKIT della base del partito che ha fatto man bassa
Regionali, centrodestra battuto due volte "ma la maggioranza resta solida"
Analisi del voto amministrativo in Emilia Romagna e in Umbria.
Cosa ci dicono (davvero) i risultati delle urne.
Un esercito sfibrato, disilluso, stanco e sfiduciato.
È l'IDENTIKIT della base del partito che ha fatto man bassa
a queste elezioni regionali in Emilia Romagna e Umbria. Vale a dire il partito degli astenuti.
Ovvero chi ha scelto di non andare alle urne. Cioè oltre un cittadino su due tra coloro che hanno
diritto di voto.
I risultati che ci restituiscono i seggi non sono un colpo di scena. Anzi.
La diserzione l'ha fatta da padrone come da pronostici. Così come da pronostico è stato eletto presidente il candidato del centrosinistra Michele de Pascale, che ha staccato la sfidante più diretta, Elena Ugolini, appoggiata dal centrodestra. E, sempre come ipotizzabile, l'astensionismo ha favorito i partiti con un elettorato più radicato sul nostro territorio, tradizionalmente rosso.
Chi pensava che la rabbia e la preoccupazione crescente nei cittadini - provati anche dalle recenti alluvioni - spingessero la massa al voto ha evidentemente sbagliato. Forse proprio lo sconforto avvertito dinnanzi alle criticità hanno giocato un ruolo di peso nella decisione di starsene a casa, o preferire una passeggiata alla cabina elettorale.
Fatto sta che la disaffezione dell'elettorato è un leitmotiv in crescendo. E non solo in Emilia Romagna e Umbria.
La bravura della SCHLEIN è stata quella di accorgersi degli sbagli (i tantissimi suoi errori), studiare l’ambiente intorno a lei, metabolizzare il nuovo ruolo e invertire finalmente la rotta. Si è così passati dalle interviste sull’armocromista personale all’attivismo nelle fabbriche, da una rivoluzione soft – parente stretta del mantenimento di uno status quo – alla concretezza fuori dai riflettori. Per esempio, durante questa campagna elettorale per le regionali, mentre Salvini giochicchiava su Instagram vestito da Trump, Schlein si presentava alle acciaierie di Terni per parlare con gli operai; mentre Meloni si arrampicava sugli specchi per spiegare una manovra imbarazzante, lei faceva presidi in piazza con i cassintegrati. La vittoria di Schlein parte proprio da questa consapevolezza: per ri-convincere gli astenuti di sinistra non bisogna scimmiottare la destra, ma recuperare i terreni perduti che un tempo erano di propria appartenenza cominciando proprio dal mondo del lavoro.
A questo punto Giuseppe CONTE, con l'ennesimo buco nell' acqua collezionato, se vuole recuperare il MOVIMENTO5STELLE e recuperare il suo elettorato che ormai è confluito in massa nel PARTITO DEMOCRATICO deve abbandonare definitivamente l'alleanza con la Elly SCHLEIN e deve portare avanti riprendendolo il suo programma e progetto politico che il MOVIMENTO aveva alla sua nascita e durante il suo periodo d'oro con un elettorato al 33%. Insomma se vuole risorgere e ritornare in auge e a contare nel panorama politico italiano deve assolutamente svincolarsi e rompere con il PD che altrimenti lo fagociterà tutto. Questo vale anche per Fratoianni, Bonelli, Magi, Renzi e Calenda fagocitati anche essi dal PD. Tra l'altro in questo pseudo campo largo o larghissimo questi partiti del CENTROSINISTRA hanno poco, pochissimo in comune.
Il CENTRODESTRA di GOVERNO deve ingegnarsi a fare buone leggi inattaccabili dalla magistratura rossa che fa politica; deve essere più presente tra la gente e comunicare più efficacemente con i cittadini; evitare i gossip che il 90% della stampa e TV (quasi tutta di sinistra) utilizza benissimo per screditare in malo modo il governo di Giorgia Meloni, i suoi ministri e i suoi parlamentari; aumentare ad esempio di almeno 30€ mensili le pensioni ( non di soli 3,5€ mensili) e spiegare bene e ripetutamente a tutti gli italiani le riforme varate e da varare. Anche perché le numerose BUGIE a difesa dell' immigrazione incontrollata, che ha reso insicure tutte le zone abitate d'Italia (sulla relazione che esiste tra il numero di clandestini in Italia e i loro numerosissimi reati) di SCHLEIN e Compagni fanno più presa sulla gente e convincono gli elettori a votarli nonostante i disastri amministrativi in Emilia Romagna (soldi NON spesi per mettere in sicurezza il territorio) e nonostante il buon governo regionale degli ultimi 5 anni della presidente uscente TESEI che ha lavorato bene nella Regione Umbria. Purtroppo in Italia, grazie ai suddetti giornali e TV politicizzati, che fanno informazione faziosa, di parte, il voto si indirizza a favore di partiti che usano le fake news per fare politica ed accaparrarsi i voti. Ecco perché l'astensionismo sta dilagando paurosamente. Firmato Alessandro de Clericis de " Il Giornale ControCorrente.it "
sabato 16 novembre 2024
#Elezioni #regionali #emiliaromagna #umbria 17/18 NOVEMBRE #elezioniregionali2024 #iononvotoPD #IoNonVotoPd #IoNonVotoMovimento5Stelle #IoNonVotoSinistra perché NON fanno gli interessi né dell' Italia e né degli Italiani, ma quelli dell' #Europa #immigrazionista senza #controlli e dei #Globalisti #Woke e #Gender #follementecorretti (Leggete Luca RICOLFI bravissimo sociologo di sinistra).
#Elezioni #regionali #emiliaromagna #umbria 17/18 NOVEMBRE #elezioniregionali2024
#iononvotoPD #IoNonVotoPd #IoNonVotoMovimento5Stelle #IoNonVotoSinistra perché NON fanno gli interessi né dell' Italia e né degli Italiani, ma quelli dell' #Europa #immigrazionista senza #controlli e dei #Globalisti #Woke e #Gender #follementecorretti (Leggete Luca RICOLFI bravissimo sociologo di sinistra).
@MassimGiannini @DAVIDPARENZO @TizianaPanella2 @diMartedi @corradoformigli @la_giando @il_cappellini @LaStampa @Corriere @repubblica @fanpage #LillyGruber @La7tv Il @pdnetwork @ellyesse daAnni DIFENDONO l'#immigrazione #incontrollata che ha reso l'Italia #insicura e minacciata!
Il #giudizio o #parere di #AndreaSCANZI #tuttologo, #scarsopolitologo e #sapientone del @ilfattoquotidianoit e militante del @movimento5stelle di @giuseppeconte_ufficiale più che "#giornalista😂👎" onnipresente in tutti i #talk-show #politici di tutti i #canali #TV con predilezione per il @partitodemocratico di @ellyesse (che ruba i voti al @movimento5stelle ) va rispettato ed ascoltato, ma ha scarsa e squallida rilevanza politica e sociale, perché oltre ad essere fazioso e di parte si rivela nella stragrande maggioranza dei casi inopportuno, non veritiero e volto solo a screditare, senza merito, l'operato del BUON #GOVERNO di @giorgiameloni e della SUA OTTIMA SQUADRA POLITICA che sta facendo BENE nonostante le poche risorse economiche e finanziarie rimaste nelle casse dello stato, dopo gli sprechi di miliardi di euro con bonus vari e politiche assistenzialiste sbagliate dei precedenti governi #giallorossi e #piddini . Piuttosto SCANZI dica a @giuseppeconte_ufficiale di rompere definitivamente l'alleanza con il @partitodemocratico di #Schlein👎 altrimenti il #Pd svuoterà tutto l'elettorato dei #cinquestelle . Agli #elettori dell'Emilia Romagna e Umbria che andranno al voto regionale domenica e lunedì p.v. consigliamo fortemente di andare a #votare in massa e di non NON votare assolutamente né per i #candidati del @partitodemocratico né per quelli del @movimento5stelle di cui conosciamo bene i progetti politici amministrativi che ignorano i #problemi della #sicurezza dei cittadini derivati dal #buonismo falso di detti partiti che promuovono e incoraggiano l'immigrazione clandestina e irregolare che produce, come sappiamo, delinquenza, spaccio, stupri, accoltellamenti, rapine, furti, occupazioni abusive di case e degrado sociale e insicurezza ormai in tutta Italia. #ElezioniEmiliaRomagna #ElezioniUmbria #elezioniregionali2024 #elezioniemiliaromagna #ElezioniUmbria .
https://x.com/Asor81310025/status/1857861956490744314
https://x.com/Asor81310025/status/1857858922423419054
sabato 28 settembre 2024
??P. Democratico: il DDL SICUREZZA del governo@Meloni sono NORME di inciviltà, nulla per la sicurezza ·Una legge liberticida, che reprime il dissenso!
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⚠️Il DDL SICUREZZA del governo Meloni risponde ad una forte e imponente richiesta di legalità, sicurezza e giustizia da parte della stragrande maggioranza degli italiani che non si sentono più sicuri né in casa né fuori. Altro che norme liberticide di cui parlano Elly Schlein e compagni di sinistra !⬇️⬇️ Leggi qui sotto ⬇️⬇️⚠️
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Silvia Sardone | 🟥 Il Pd trova la brillante idea di scendere in piazza contro il ddl sicurezza e dunque a difesa dei delinquenti. 😭 😭
Il PD riesce sempre a stare dalla parte sbagliata e non perde occasione per dimostrarsi come il partito più anti popolare e il più fedele servo dell'Unione europea anche quando questa va contro gli interessi dell' Italia.... È un partito pieno di contraddizioni e di confusione, con una leader che dice tutto e il contrario di tutto, un partito che ignora volutamente quello che succede in Italia; anche se evidente, parla di sensazione o addirittura nega l'esistenza di problemi come la dilagante e pesante insicurezza in tutte le città italiane ad opera di immigrati che delinquono, spacciano, rubano, rapinano, accoltellano, occupano case, stuprano e vagano senza meta ormai in tutto il Belpaese, diventato il Bruttopaese grazie a questo enorme degrado.
Un riformismo e progressismo (??) mai riusciti, un leaderismo che non ha lasciato traccia. Il Partito Democratico sconta tutti i suoi problemi, storici, e genetici. Forse è proprio il caso di lasciar perdere, di fermarsi e finire qui il lavoro o l'esperienza di un partito che forse non è mai nato, perché pieno di contraddizioni e contrapposizioni interne.
Rosy Bindi il 1 ott 2022 diceva apertamente che il partito non ha più senso, un'idea che condividono in molti nell'area intellettuale di riferimento.
Per salvare il Pd, diceva la ex presidente del Pd Rosy Bindi, bisogna «essere tutti pronti a mettersi a disposizione, fino allo scioglimento dell'esistente, per costruire un campo progressista coinvolgendo quelle realtà sociali che già interpretano il cambiamento e non trovano rappresentanza politica».
⚠️Il DDL SICUREZZA del governo Meloni risponde ad una forte e imponente richiesta di legalità, sicurezza e giustizia da parte della stragrande maggioranza degli italiani che non si sentono più sicuri né in casa né fuori. Altro che norme liberticide di cui parlano Elly Schlein e compagni di sinistra !⬇️⬇️ Leggi qui sotto ⬇️⬇️⚠️
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https://x.com/LegaSalvini/status/1723286712783179900
lunedì 26 agosto 2024
Ius scholae, in Italia ne beneficerebbero oltre 300mila ragazzi senza cittadinanza. La maggioranza vive al Nord e ha origini romene e albanesi. Tra le altre nazionalità interessate quella cinese e marocchina. Perché no? Esattamente No assolutamente NO ad ideologie suicide della sinistra No alla cittadinanza italiana facile e regalata. Tantissimi immigrati di 2^ e 3^ generazione non si sentono per nulla italiani anzi odiano gli italiani. La cittadinanza italiana deve essere una conquista meritata e consapevole del rispetto delle leggi, tradizioni e cultura italiana. Non si diventa cittadini italiani con un semplice pezzo di carta!
https://images.app.goo.gl/eq39JHfupDRPTEGZ8
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Roma - "Danimarca e Svezia sospendono Schengen. Nell'est europeo tanti hanno assunto misure piu' severe alle frontiere e invece a Milano si danno quattrocento euro a chi accoglie clandestini. Bisognerebbe riflettere sulla situazione del nostro Paese". Lo dice il senatore Maurizio Gasparri (FI)
"Perfino l'appello del Papa alle parrocchie, di accogliere degli immigrati, e' caduto nel vuoto- sottolinea- Evidentemente c'e' preoccupazione nel nostro Paese. Approdo di migliaia e migliaia di clandestini trasportati su ordine di Renzi dalle nostre navi militari, che invece dovrebbero essere utilizzate per combattere gli scafisti e garantire sicurezza nel Mediterraneo. Non sono bastate decine e decine di morti nel mediterraneo, causate dalla politica dei trasporti facili di Renzi, a far cambiare idea al nostro governo. La presa d'atto di quanto avviene nel nord Europa dovrebbe indurre, ad esempio, ad andarci cauti con la nuova legge sullo ius soli. La contesteremo in Senato. Perche' regalare la cittadinanza a persone che non dimostrino di aver assimilato i nostri principi democratici e costituzionali sarebbe un grave errore. Del resto e' questa la sinistra. Quella di Renzi che trasporta clandestini in Italia, che vuole regalare la cittadinanza a tutti, che da' i soldi agli immigrati nelle citta' e li nega ai pensionati e agli italiani poveri. Il dovere del centrodestra e' combattere e contrastare questa sinistra per difendere gli italiani e i loro diritti".
https://www.google.com/search?q=con%20lo%20ius%20soli%20incentivo%20a%20partire%20in%20Italia%20e%20Sala%20parto%20del%20mondo%20intero%20&hl=it&tbs=rimg:CXxTPxcixInMYRurKjBHMhfHsgIAwAIA2AIB4AIA&udm=2&client=tablet-android-hena&sa=X&ved=0CEEQuIIBahcKEwiAv7G_qpKIAxUAAAAAHQAAAAAQIg&biw=800&bih=1280&dpr=1#vhid=9UMylBSZEkXACM&vssid=mosaic
Ius scholae, in Italia ne beneficerebbero oltre 300mila ragazzi senza cittadinanza. La maggioranza vive al Nord e ha origini romene e albanesi. Tra le altre nazionalità interessate quella cinese e marocchina. Perché no? Esattamente No assolutamente NO ad ideologie suicide della sinistra No alla cittadinanza italiana facile e regalata. Tantissimi immigrati di 2^ e 3^ generazione non si sentono per nulla italiani anzi odiano gli italiani. La cittadinanza italiana deve essere una conquista meritata e consapevole del rispetto delle leggi, tradizioni e cultura italiana. Non si diventa cittadini italiani con un semplice pezzo di carta!
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Non "NO".
Non automaticamente, il che svilirebbe ulteriormente il valore dell'essere Cittadino!
Oggi è prevista, insieme ad altri requisiti, la maggiore età ed un giurmanto, secondo la formula:
“Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato”
Il motivo della maggiore età è evidente: solo chi è responsabile delle proprie azioni può giurare, altrimenti l'impegno non vale nulla!
Se si vuole sostituire la maggiore età con la "maturità" io non ho nulla in contrario, anzi, sarei assolutamente favorevole ad estendere l'obbligo ANCHE ai figli di italiani.
In questo modo, solo i "maturi" che giurano ESPLICITAMENTE diventano cittadini e godono dei diritti civili, tra cui quello di voto.
Sarebbe una rivoluzione che restituirebbe alla cittadinanza il suo valore DISTINTIVO, che , invece le misure proposte dalla sinistra tendono a sminuire.
Purtroppo richiederebbe modifiche costituzionali che ritengo non siano praticamente possibili, oltre al fatto che sarebbe certamente osteggiata dagli stessi che dicono di volere lo ius scolae solo come grimaldello per introdurre lo ius soli se non prioprio eliminare l'istituto della cittadinanza.
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A mio avviso NO.
Piuttosto bisognerebbe estendere il concetto dello ius scolae limitando la cittadinanza - e quindi il diritto al voto - solamente a chi ha raggiunto un determinato traguardo di formazione che dovrebbe coincidere con l'apprendimento minimo dei diritti e dei doveri del cittadino, dei principi fondamentali del diritto e di un minimo di storia fino alla contemporaneità.
Dovrebbe quindi certificare che il nuovo cittadino li ha compresi e - come già avviene oggi per i nuovi cittadini - giura consapevolmente di : "essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato"
Idealmente, il momento giusto sarebbe la maturità o al limite il compimento della maggiore età per chi non la consegue (previo esame sotitutivo), magari con cerimonia pubblica annuale davanti al prefetto nel corso della quale si esprime pubblicamente il giuramento, sullo stile di quanto avviene per i militari al termine dell'addestramento.
Sarebbe una vera rivoluzione in controtendenza rispetto agli attuali orientamenti che hanno visto ridursi fino a sparire i casi in cui i diritti civili, tra cui quello di voto sono sospesi o revocati, causando la situazione attuale per cui la cittadinanza, essendo automatica e non revocabile, non costituisce più un valore e l'essere 'bandito' (questo è il significato originale del termine), perdere la "dignitas", non è più un deterrente.
domenica 14 luglio 2024
In Francia gli islamisti conquistano indisturbati i gangli dello Stato Inquietante inchiesta del Figaro sulla «crociata» dei fondamentalisti dentro le istituzioni repubblicane. «Non stiamo facendo nulla per difenderle»
Musulmani in preghiera in una moschea in Francia
Negli ultimi anni Tempi ha sottolineato con allarme in molte occasioni la difficoltà della nostra società occidentale, Europa in primis, ad ammettere e dunque ad affrontare il fatto che esiste al suo interno un nemico – il fondamentalismo islamico, il terrorismo islamista – che ci odia per quel che siamo. Facciamo fatica perfino a pronunciare la parola guerra, e questo è del tutto evidente specialmente in Francia, dove pure di quella guerra antioccidentale ci sono state manifestazioni chiarissime, con attentati devastanti. Oltralpe è in corso una vera e propria «crociata» islamista all’interno dello Stato, ha spiegato ieri in un inquietante articolo il Figaro, una guerra santa ormai sotto gli occhi di tutti ma che nessuno sembra intenzionato a fermare.
Il tema è quello dell’islamizzazione della società francese (altro argomento di cui Tempi si è occupato ripetutamente), un processo che secondo il quotidiano interessa ormai in profondità anche pubblici servizi e istituzioni della laicissima République: l’infiltrazione degli islamisti nei gangli dello Stato, denuncia il Figaro nella titolazione del servizio, ormai è talmente pervasiva da «indebolire il principio di neutralità». Tuttavia lo Stato sembra non avere armi per reagire.
QUANTI ALTRI CASI HARPON?
Emblematico il caso di Mickaël Harpon, l’impiegato statale originario della Martinica che il 3 ottobre 2019 ha ucciso quattro agenti nella prefettura della polizia di Parigi: subito gli inquirenti che hanno condotto le indagini su di lui si sono concentrati sull’ipotesi della «frustrazione professionale» dell’uomo. Poco importa che Harpon che si fosse convertito all’islam, radicalizzandosi nella moschea di Gonesse, o che, prima dell’attentato, avesse scambiato con la sua compagna dei messaggi in cui spiegava che era Allah a spingerlo al folle gesto, o ancora che all’epoca della strage jihadista nella redazione di Charlie Hebdo avesse esultato perché i vignettisti di quel giornale «si erano meritati quella fine».
L’inchiesta del Figaro esce quando in Francia si è appena aperto il processo contro i fratelli Kouachi e i loro complici in quel massacro del 2015, e l’articolo parte proprio dal caso Harpon, precisamente dalle dichiarazioni di un poliziotto «particolarmente segnato dall’attentato alla prefettura di Parigi». Alain – nome di fantasia – racconta di essere stato a lungo bersaglio diretto dell’odio di un collega con alle spalle una storia analoga a quella di Harpon. Conversione all’islam, improvviso cambio di atteggiamento verso tutto e tutti, strane idee complottiste e giustificazioniste verso i jihadisti, autoisolamento sociale. Alain ha iniziato a trovare nel suo armadietto minacce di morte scritte da qualcuno che tutti sospettavano essere il collega radicalizzato. Quest’ultimo fu infine trasferito, non licenziato né tanto meno arrestato, ma per lo meno le minacce finirono.
La vicenda rappresenta molto bene uno di quei «segnali deboli» che secondo il Figaro le istituzioni devono imparare al più presto a captare e a gestire al meglio, se vogliono evitare nuovi casi Harpon. Anche perché ormai non si tratta più di episodi isolati: «In Francia, sono segnalate per radicalizzazione quasi 8.000 persone e, dall’attacco alla prefettura di Parigi, sono stati denunciati 110 casi all’interno della polizia». Il punto è che è difficile resistere a questa infiltrazione di massa finché l’unico intoccabile mantra universale resta quello della non discriminazione.
SCUOLA ALLA DERIVA
L’avanzata islamista all’interno dello Stato procede anche in ambito scolastico. Il Figaro raccoglie lo sfogo di Samba – ancora un nome di fantasia –, insegnante nella scuola superiore Hauts-de-Seine, nella regione di Parigi. Anche qui tornano i «segnali deboli» che tutti vedono e fingendo di non coglierli:
«In tema di radicalizzazione, ci viene chiesto di prestare attenzione ai segnali deboli e di riportare tutte le informazioni, ma non si fa nulla. Di fronte a questi fenomeni, siamo lasciati a noi stessi. Lavoro in uno istituto dalla pessima reputazione, completamente ghettizzato, con studenti provenienti da quartieri molto difficili. Qui la violenza è la nostra vita quotidiana, come pure la radicalizzazione».
Samba è musulmana ma si dichiara fedelissima ai valori repubblicani e alla laicità del paese. La sua battaglia contro il jihad silenzioso in atto nel suo mondo è però impari:
«Negli ultimi anni sono cambiati i volti delle classi e dei professori. La scuola è diventata un nido di fondamentalisti. Troppi insegnanti oggi fanno sfoggio della loro religione. Dieci anni fa questo non sarebbe esistito. Portano la barba folta e la zebiba, il segno lasciato sulla fronte da un’intensa attività di preghiera».
Certi prof, continua la testimonianza, non guardano negli occhi i colleghi del sesso opposto, si rifiutano di stringere loro la mano, a pranzo si isolano per non mescolarsi agli altri.
«La cosa più grave è sentirli fare discorsi anti-repubblicani. Uno di loro, dimenticando il suo status, mi disse di non considerarsi francese pur essendo un dipendente pubblico. Altri avanzano teorie complottiste, negazioniste e antisemite».
Che cosa insegneranno mai questi individui ai loro alunni? La docente intervistata dal Figaro è preoccupata:
«Le autorità e il governo esitano ad agire. Ma su questi temi dobbiamo essere fermi, senza temere cause per discriminazione. Oggi il pericolo è in casa nostra».
MEDICINA SALAFITA
Insomma, qualcuno comincia a sospettare che una laicità “neutrale” non solo sia impossibile, ma che possa addirittura risultare controproducente: se non si può “discriminare”, sembra dire la professoressa musulmana, come ci si difende dall’islamismo dilagante? Lo stesso fenomeno si verifica negli ospedali, testimonia al Figaro Mohamed, «medico d’urgenza da molti anni», secondo il quale i fondamentalisti islamici «si sono chiaramente infiltrati nella sanità».
«Trent’anni fa non c’era una sola studentessa velata alla facoltà di medicina. Oggi sono molto numerose. In ospedale ho assistito a un cambiamento da quattro o cinque anni a questa parte. Stiamo affrontando una vera ondata di marea che sconvolge tutti i nostri princìpi fondanti. I capi servizio, per vigliaccheria, preferiscono eludere il problema piuttosto che combattere».
IL CORANO ALL’ASILO
Eppure si tratta di un fenomeno che ha il potenziale di sconvolgere un mondo nel lungo periodo. “Lungo” nemmeno tanto, a dire il vero. Impressionante la vicenda di Evry-Courcouronnes, a Essonne, raccontata sempre dal Figaro. Qui prefettura e Comune «hanno recentemente chiuso quattro scuole islamiche, di cui una sotterranea».
«È stato segnalato un funzionario cittadino che ha preso l’iniziativa, durante il periodo del Ramadan, di spiegare i contenuti del Corano durante le attività extracurriculari frequentate dai bambini [dell’asilo]. “Questo dipendente è stato richiamato all’ordine”, insiste Najwa El Haïté [consigliera comunale di origine marocchina e musulmana]. “Ma è molto complicato risolvere il contratto di un dipendente pubblico per questo tipo di infrazione”».
RAMADAN SUI MEZZI PUBBLICI
Non meno impressionante la situazione all’interno della Ratp, Régie autonome des transports parisiens, l’azienda dei trasporti pubblici di Parigi. Il Figaro fa parlare anonimamente un insider, ribattezzato Jean-Marc.
«I nuovi assunti sono impeccabili durante il primo anno di servizio. “Sono ben rasati, l’uniforme è prefetta, ma appena si sono sistemati, i pantaloni si accorciano alla maniera salafita e le barbe si allungano”. Secondo Jean-Marc, il settarismo religioso si è radicato circa vent’anni fa a causa della scelta di reclutare dei “fratelli maggiori” che facessero da mediatori in alcuni quartieri sensibili, dove i conducenti erano divenuti bersagli di violenze. “Hanno preso piede, sono stati assunti come autisti e hanno creato un vero canale di reclutamento. Hanno messo insieme così un piccolo esercito e si organizzano per imporre le loro regole e la loro religione e per metterle davanti ai princìpi del servizio pubblico”.
Preghiere nelle rimesse degli autobus, rifiuto di entrare in servizio dopo una donna, guanti durante il lavoro per non entrare in contatto con i passeggeri che pagano il biglietto, disorganizzazione durante il Ramadan per “grave stanchezza”: gli esempi sono numerosi. Ma Jean-Marc ora si interroga sull’ingresso dei fondamentalisti nei sindacati. “Assumendo il controllo di alcuni sindacati, vogliono influenzare l’azienda e imporre le loro regole, o addirittura mettere in discussione la carta della laicità nei luoghi di lavoro”».
«NON STIAMO FACENDO NULLA»
Le parole più allarmate, comunque, sono quelle di un anonimo «ex capo dell’intelligence interna» che dice al quotidiano francese quanto segue:
«Sono molto preoccupato. Non solo perché [i terroristi islamici] sono capaci di decimare, nel cuore di Parigi, una redazione peraltro sotto protezione, o di commettere stragi su terrazze affollate o in un locale per concerti. Sono preoccupato soprattutto per il nostro ritardo su questo tema. Il nostro paese sta affrontando questa crociata condotta dall’interno da quasi trent’anni e noi non stiamo facendo nulla».
L’ANGOLO CIECO DELLA LEGGE
Una delle debolezze principali dello Stato francese è, come detto, il divieto di “discriminare” sulla base della radicalizzazione. Interpellato dal Figaro, il deputato Éric Diard, autore l’anno scorso di un rapporto parlamentare sulla permeabilità dei pubblici servizi ai fondamentalisti islamici, lo chiama «angolo morto legale». Dice il politico repubblicano:
«La radicalizzazione non è motivo di licenziamento. A tutti i pubblici funzionari dovrebbe essere richiesto di prestare giuramento e firmare un documento che li impegni a rispettare i princìpi repubblicani. In tal modo, in caso di violazioni, l’amministrazione avrebbe gli strumenti per agire. Sarebbe anche un filtro per escludere chi ad esempio si rifiuta di attenersi a tali princìpi, ponendo la sharia al di sopra di tutte le regole».
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