domenica 14 luglio 2024
In Francia gli islamisti conquistano indisturbati i gangli dello Stato Inquietante inchiesta del Figaro sulla «crociata» dei fondamentalisti dentro le istituzioni repubblicane. «Non stiamo facendo nulla per difenderle»
Musulmani in preghiera in una moschea in Francia
Negli ultimi anni Tempi ha sottolineato con allarme in molte occasioni la difficoltà della nostra società occidentale, Europa in primis, ad ammettere e dunque ad affrontare il fatto che esiste al suo interno un nemico – il fondamentalismo islamico, il terrorismo islamista – che ci odia per quel che siamo. Facciamo fatica perfino a pronunciare la parola guerra, e questo è del tutto evidente specialmente in Francia, dove pure di quella guerra antioccidentale ci sono state manifestazioni chiarissime, con attentati devastanti. Oltralpe è in corso una vera e propria «crociata» islamista all’interno dello Stato, ha spiegato ieri in un inquietante articolo il Figaro, una guerra santa ormai sotto gli occhi di tutti ma che nessuno sembra intenzionato a fermare.
Il tema è quello dell’islamizzazione della società francese (altro argomento di cui Tempi si è occupato ripetutamente), un processo che secondo il quotidiano interessa ormai in profondità anche pubblici servizi e istituzioni della laicissima République: l’infiltrazione degli islamisti nei gangli dello Stato, denuncia il Figaro nella titolazione del servizio, ormai è talmente pervasiva da «indebolire il principio di neutralità». Tuttavia lo Stato sembra non avere armi per reagire.
QUANTI ALTRI CASI HARPON?
Emblematico il caso di Mickaël Harpon, l’impiegato statale originario della Martinica che il 3 ottobre 2019 ha ucciso quattro agenti nella prefettura della polizia di Parigi: subito gli inquirenti che hanno condotto le indagini su di lui si sono concentrati sull’ipotesi della «frustrazione professionale» dell’uomo. Poco importa che Harpon che si fosse convertito all’islam, radicalizzandosi nella moschea di Gonesse, o che, prima dell’attentato, avesse scambiato con la sua compagna dei messaggi in cui spiegava che era Allah a spingerlo al folle gesto, o ancora che all’epoca della strage jihadista nella redazione di Charlie Hebdo avesse esultato perché i vignettisti di quel giornale «si erano meritati quella fine».
L’inchiesta del Figaro esce quando in Francia si è appena aperto il processo contro i fratelli Kouachi e i loro complici in quel massacro del 2015, e l’articolo parte proprio dal caso Harpon, precisamente dalle dichiarazioni di un poliziotto «particolarmente segnato dall’attentato alla prefettura di Parigi». Alain – nome di fantasia – racconta di essere stato a lungo bersaglio diretto dell’odio di un collega con alle spalle una storia analoga a quella di Harpon. Conversione all’islam, improvviso cambio di atteggiamento verso tutto e tutti, strane idee complottiste e giustificazioniste verso i jihadisti, autoisolamento sociale. Alain ha iniziato a trovare nel suo armadietto minacce di morte scritte da qualcuno che tutti sospettavano essere il collega radicalizzato. Quest’ultimo fu infine trasferito, non licenziato né tanto meno arrestato, ma per lo meno le minacce finirono.
La vicenda rappresenta molto bene uno di quei «segnali deboli» che secondo il Figaro le istituzioni devono imparare al più presto a captare e a gestire al meglio, se vogliono evitare nuovi casi Harpon. Anche perché ormai non si tratta più di episodi isolati: «In Francia, sono segnalate per radicalizzazione quasi 8.000 persone e, dall’attacco alla prefettura di Parigi, sono stati denunciati 110 casi all’interno della polizia». Il punto è che è difficile resistere a questa infiltrazione di massa finché l’unico intoccabile mantra universale resta quello della non discriminazione.
SCUOLA ALLA DERIVA
L’avanzata islamista all’interno dello Stato procede anche in ambito scolastico. Il Figaro raccoglie lo sfogo di Samba – ancora un nome di fantasia –, insegnante nella scuola superiore Hauts-de-Seine, nella regione di Parigi. Anche qui tornano i «segnali deboli» che tutti vedono e fingendo di non coglierli:
«In tema di radicalizzazione, ci viene chiesto di prestare attenzione ai segnali deboli e di riportare tutte le informazioni, ma non si fa nulla. Di fronte a questi fenomeni, siamo lasciati a noi stessi. Lavoro in uno istituto dalla pessima reputazione, completamente ghettizzato, con studenti provenienti da quartieri molto difficili. Qui la violenza è la nostra vita quotidiana, come pure la radicalizzazione».
Samba è musulmana ma si dichiara fedelissima ai valori repubblicani e alla laicità del paese. La sua battaglia contro il jihad silenzioso in atto nel suo mondo è però impari:
«Negli ultimi anni sono cambiati i volti delle classi e dei professori. La scuola è diventata un nido di fondamentalisti. Troppi insegnanti oggi fanno sfoggio della loro religione. Dieci anni fa questo non sarebbe esistito. Portano la barba folta e la zebiba, il segno lasciato sulla fronte da un’intensa attività di preghiera».
Certi prof, continua la testimonianza, non guardano negli occhi i colleghi del sesso opposto, si rifiutano di stringere loro la mano, a pranzo si isolano per non mescolarsi agli altri.
«La cosa più grave è sentirli fare discorsi anti-repubblicani. Uno di loro, dimenticando il suo status, mi disse di non considerarsi francese pur essendo un dipendente pubblico. Altri avanzano teorie complottiste, negazioniste e antisemite».
Che cosa insegneranno mai questi individui ai loro alunni? La docente intervistata dal Figaro è preoccupata:
«Le autorità e il governo esitano ad agire. Ma su questi temi dobbiamo essere fermi, senza temere cause per discriminazione. Oggi il pericolo è in casa nostra».
MEDICINA SALAFITA
Insomma, qualcuno comincia a sospettare che una laicità “neutrale” non solo sia impossibile, ma che possa addirittura risultare controproducente: se non si può “discriminare”, sembra dire la professoressa musulmana, come ci si difende dall’islamismo dilagante? Lo stesso fenomeno si verifica negli ospedali, testimonia al Figaro Mohamed, «medico d’urgenza da molti anni», secondo il quale i fondamentalisti islamici «si sono chiaramente infiltrati nella sanità».
«Trent’anni fa non c’era una sola studentessa velata alla facoltà di medicina. Oggi sono molto numerose. In ospedale ho assistito a un cambiamento da quattro o cinque anni a questa parte. Stiamo affrontando una vera ondata di marea che sconvolge tutti i nostri princìpi fondanti. I capi servizio, per vigliaccheria, preferiscono eludere il problema piuttosto che combattere».
IL CORANO ALL’ASILO
Eppure si tratta di un fenomeno che ha il potenziale di sconvolgere un mondo nel lungo periodo. “Lungo” nemmeno tanto, a dire il vero. Impressionante la vicenda di Evry-Courcouronnes, a Essonne, raccontata sempre dal Figaro. Qui prefettura e Comune «hanno recentemente chiuso quattro scuole islamiche, di cui una sotterranea».
«È stato segnalato un funzionario cittadino che ha preso l’iniziativa, durante il periodo del Ramadan, di spiegare i contenuti del Corano durante le attività extracurriculari frequentate dai bambini [dell’asilo]. “Questo dipendente è stato richiamato all’ordine”, insiste Najwa El Haïté [consigliera comunale di origine marocchina e musulmana]. “Ma è molto complicato risolvere il contratto di un dipendente pubblico per questo tipo di infrazione”».
RAMADAN SUI MEZZI PUBBLICI
Non meno impressionante la situazione all’interno della Ratp, Régie autonome des transports parisiens, l’azienda dei trasporti pubblici di Parigi. Il Figaro fa parlare anonimamente un insider, ribattezzato Jean-Marc.
«I nuovi assunti sono impeccabili durante il primo anno di servizio. “Sono ben rasati, l’uniforme è prefetta, ma appena si sono sistemati, i pantaloni si accorciano alla maniera salafita e le barbe si allungano”. Secondo Jean-Marc, il settarismo religioso si è radicato circa vent’anni fa a causa della scelta di reclutare dei “fratelli maggiori” che facessero da mediatori in alcuni quartieri sensibili, dove i conducenti erano divenuti bersagli di violenze. “Hanno preso piede, sono stati assunti come autisti e hanno creato un vero canale di reclutamento. Hanno messo insieme così un piccolo esercito e si organizzano per imporre le loro regole e la loro religione e per metterle davanti ai princìpi del servizio pubblico”.
Preghiere nelle rimesse degli autobus, rifiuto di entrare in servizio dopo una donna, guanti durante il lavoro per non entrare in contatto con i passeggeri che pagano il biglietto, disorganizzazione durante il Ramadan per “grave stanchezza”: gli esempi sono numerosi. Ma Jean-Marc ora si interroga sull’ingresso dei fondamentalisti nei sindacati. “Assumendo il controllo di alcuni sindacati, vogliono influenzare l’azienda e imporre le loro regole, o addirittura mettere in discussione la carta della laicità nei luoghi di lavoro”».
«NON STIAMO FACENDO NULLA»
Le parole più allarmate, comunque, sono quelle di un anonimo «ex capo dell’intelligence interna» che dice al quotidiano francese quanto segue:
«Sono molto preoccupato. Non solo perché [i terroristi islamici] sono capaci di decimare, nel cuore di Parigi, una redazione peraltro sotto protezione, o di commettere stragi su terrazze affollate o in un locale per concerti. Sono preoccupato soprattutto per il nostro ritardo su questo tema. Il nostro paese sta affrontando questa crociata condotta dall’interno da quasi trent’anni e noi non stiamo facendo nulla».
L’ANGOLO CIECO DELLA LEGGE
Una delle debolezze principali dello Stato francese è, come detto, il divieto di “discriminare” sulla base della radicalizzazione. Interpellato dal Figaro, il deputato Éric Diard, autore l’anno scorso di un rapporto parlamentare sulla permeabilità dei pubblici servizi ai fondamentalisti islamici, lo chiama «angolo morto legale». Dice il politico repubblicano:
«La radicalizzazione non è motivo di licenziamento. A tutti i pubblici funzionari dovrebbe essere richiesto di prestare giuramento e firmare un documento che li impegni a rispettare i princìpi repubblicani. In tal modo, in caso di violazioni, l’amministrazione avrebbe gli strumenti per agire. Sarebbe anche un filtro per escludere chi ad esempio si rifiuta di attenersi a tali princìpi, ponendo la sharia al di sopra di tutte le regole».
giovedì 11 luglio 2024
L’esito elettorale del 25 settembre sembra un paradosso: ha colpito in testa uno degli ultimi esponenti di quella storica fusione (Enrico Letta, scuola Andreatta, più centro che centrosinistra) e risvegliato l’anima degli ex comunisti, pronti a dare battaglia al governo più «nemico» di sempre
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da Pierluigi Castagnetti a Enrico Letta, accorso qualche giorno fa ad un convegno degli ex Ppi per placare le minacce di uscita dal Pd, raccontano bene cosa sta accadendo nella galassia dei Democratici in procinto di celebrare il loro congresso ri-fondativo. In sintesi, un pezzo di storia di quella che è stata la più impensabile fusione nell’arco costituzionale del Dopoguerra, ovvero l’unione dei comunisti e dei cattolici, rischia di scomparire definitivamente. E lo spauracchio diffuso tra gli ex Dc, poi diventati Ppi, Margherita, Ulivo e infine Pd, è quella di «morire socialdemocratici».
D’altra parte, la piega che sta prendendo la sfida congressuale per il dopo-Letta è sin troppo chiara. Da un lato Bonaccini, che non fa mistero di voler costruire in Italia quel partito laburista che non c’è mai stato intercettando tutta l’ala alla sinistra del Pd (dagli ex socialisti ai verdi-comunisti). Dall’altro la Schlein, ex «sardina» che, dismessi i sacchi a pelo davanti al Largo del Nazareno e completata la scalata nei piani alti dei Dem, dalla stessa «Emilia rossa» di Bonaccini è pronta a portare «linfa nuova» nel partito dei «vecchi» capibastone correntizi. Nessuna traccia, insomma, neanche l’ombra del Ppi fondato da don Sturzo nel ’19 e ricostituito dalle ceneri della Dc dopo il maremoto di Tangentopoli. Tanto meno qualche ombra di Ulivo, quell’albero che il paziente giardiniere Romano Prodi (scuola morotea) coltivava mettendo insieme l’anima cattolico-democristiana con la rifondazione degli ex Pci. E che pure, soprattutto in Puglia, ha dato vita a stagioni politiche non di poco conto, visto che proprio da quegli accordi strategici che misero attorno allo stesso tavolo D’Alema e Fioroni nacque la primavera pugliese.
Già, stagioni passate si dirà, che però – se si pensa a Berlinguer e Andreotti – hanno saputo cucire vestiti nuovi nei governi nazionali e sinanche in quelli regionali (chi mai avrebbe osato immaginare il voto degli ex Dc al comunista omosessuale Vendola nella Puglia di Tatarella?). Stagioni che oggi appaiono travolte dagli eventi. Da un lato i cattolici-moderati, finita l’era Berlusconi e rimasti orfani del manto centrista, navigano in acque agitate alla ricerca di un approdo. Dall’altro gli ex Pci, finita la sbornia Renzi e superata la diaspora con i bersaniani di Articolo Uno, vedono in Bonaccini e Schlein il possibile approdo riunificatore delle «sinistre» condannate al minoritarismo dal governo identitario della Meloni.
L’esito elettorale del 25 settembre sembra un paradosso: ha colpito in testa uno degli ultimi esponenti di quella storica fusione (Enrico Letta, scuola Andreatta, più centro che centrosinistra) e risvegliato l’anima degli ex comunisti, pronti a dare battaglia al governo più «nemico» di sempre, retto dalla destra degli ex An, guidato dalle vocazioni presidenzialiste (FdI) e federaliste (Lega), con l’ala più centrista (quel che resta di Forza Italia) in posizione minoritaria. Insomma, un risveglio modello «falce e martello», sebbene il Paese vada esattamente dalla parte opposta, almeno a guardare i numeri da prefisso telefonico che gli ex Pci raccolgono nelle urne.
E dunque, cosa farà davvero questo «Comitato costituente» che deve riscrivere la carta dei valori del Pd, quella scritta nel 2007 da Alfredo Reichlin e Pietro Scoppola e che disegnava un Pd «in cui culture politiche diverse si incontrano per elaborare idee nuove»?. Terrà conto dei desiderata di quelli (da Bindi a Castegnetti) che ancora portano il vessillo scudocrociato sul petto? Darà peso al bagaglio politico-culturale di cui proprio il leader uscente Letta (sorretto da un ex ministro come Franceschini) si faceva custode? O l’Assemblea nazionale del Pd, convocata il 22 gennaio proprio per decidere cosa fare del documento che sarà partorito dal Comitato e dare il via alle primarie, butterà definitivamente a mare la tradizione storica dei cattolici democratici per abbracciare il nuovo corso «labour» di Bonaccini, Schlein, Cuperlo etc.?.
Letta, chiamato direttamente in causa dagli ex Ppi, ha preso tempo. Occorre un «confronto approfondito» nel partito, ha detto, sulle sfide portate dalle novità degli ultimi anni: la guerra in Ucraina, la transizione digitale, quella ecologica, la povertà dilagante, la pandemia etc. Tutti temi che, ovviamente, non sono nella carta fondativa del Pd del 2007 (e in effetti, quel quindicennio fa sembra davvero un’altra era geologica). Sfide, queste, che oggi non si misurano più con un tycoon della Milano da bere che, salito su un predellino, è stato in grado di tenere sotto un unico vessillo (FI), per almeno vent’anni, il popolo delle famiglie Dc a Sud con l’industria rampante e liberista a Nord. Oggi la sfida è risalire gli scalini - e sono tanti - che separano l’anima cattocomunista del Paese (tenuta insieme dal Pd) dalla destra sociale ereditata dalla nuova «fiamma» Meloni. Salita sul podio più alto (quello del Governo) ma anche prima forza nel Paese «reale», quello cioè che non si misura solo con gli scranni in Parlamento.
Chissà se in questa sfida resterà ancora qualche traccia della vecchia, tanto amata e tanto odiata, «balena bianca». O se, come teme Castagnetti, gli ex Dc dovranno morire laburisti.
martedì 4 giugno 2024
Motivi per i quali NON votare il partito democratico in italia: Quelli del PD si sentono gli eredi della Quercia che era figlia del PCI . La differenza pero' e' che il PCI e la Quercia avevano la loro forza nelle periferie operaie mentre il PD oggi e' ben radicato in centro. Basta guardare "le sardine" che tirano la volata al PD , sono tutti fighetti in cashemire o piumini Montclaire , tute blu non se ne vedono; qualche anziano nostalgico ed e' tutto. Quindi : chi rappresenta il PD oggi ? https://www.ilriformista.it/perche-un-riformista-non-puo-mai-votare-pd-alle-europee-dem-troppo-a-sinistra-troppo-grillini-423817/ https://www.linkedin.com/pulse/su-guerra-e-aborto-tarquinio-%C3%A8-contro-il-pd-perch%C3%A9-lo-salvo-rosa-nsc8f/ https://www.italiaoggi.it/news/il-pd-si-rovina-con-le-sue-mani-202404242015256544 https://it.quora.com/profile/Salvo-Rosa/Secondo-voi-il-rettore-Tomaso-Montanari-caparbiamente-comunista-e-piddino-pu%C3%B2-continuamente-dare-patenti-e-attestati-di-1 https://x.com/Asor81310025/status/1797524575280083239
Motivi per i quali NON votare il partito democratico in italia: Quelli del PD si sentono gli eredi della Quercia che era figlia del PCI . La differenza pero' e' che il PCI e la Quercia avevano la loro forza nelle periferie operaie mentre il PD oggi e' ben radicato in centro. Basta guardare "le sardine" che tirano la volata al PD , sono tutti fighetti in cashemire o piumini Montclaire , tute blu non se ne vedono; qualche anziano nostalgico ed e' tutto. Quindi : chi rappresenta il PD oggi ?
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mercoledì 29 maggio 2024
ELEZIONI EUROPEE 2024: SCEGLI i DIFENSORI della VITA ! ELEZIONI EUROPEE 2024: SCEGLI i DIFENSORI della VITA !
ELEZIONI EUROPEE 2024: SCEGLI i DIFENSORI della VITA !
Gentile elettore ed elettrice,
ci stiamo rapidamente avvicinando alle elezioni europee che si terranno l’8 e il 9 giugno.
Oggi insieme a te intendo vedere da vicino quali sono i criteri che devono ispirare la scelta di chi, come me e te, crede al primato dei principi non negoziabili (vita, famiglia, libertà educativa).
Ti ricordo che attraverso la difesa e la promozione dei principi non negoziabili non si fa altro che difendere e promuovere la stessa dignità umana.
“Questi principi non sono verità di fede anche se ricevono ulteriore luce e conferma dalla fede. – ricordava Benedetto XVI nel marzo 2006 – Essi sono iscritti nella natura umana stessa e quindi sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa”.
Ebbene, sulla base di quanto hai appena letto, mi sono chiesto quali formazioni politiche intendono riaffermare e garantire la difesa dei principi non negoziabili.
Ho deciso allora di consultare i programmi dei principali movimenti e partiti politici che si presenteranno alle prossime elezioni di giugno (che puoi consultare qui▶️ https://pagellapolitica.it/articoli/programmi-partiti-italiani-elezioni-europee-2024?utm_source=newslettergvv&utm_medium=email&utm_campaign=24VD338 ). https://pagellapolitica.it/articoli/programmi-partiti-italiani-elezioni-europee-2024?utm_source=newslettergvv&utm_medium=email&utm_campaign=24VD338
Ecco allora che te li presento in una rapida carrellata:
- Fratelli d’Italia, in apertura del suo programma, scrive che intende difendere l’identità dei popoli e delle Nazioni europee e le radici culturali dell’Europa, incarnate “dalle nostre radici classiche e giudaico-cristiane”.Al tema della natalità viene dedicato un apposito punto del programma (n. 5), indicando “nella crescita demografica la chiave del futuro”. Si propone inoltre di investire “una significativa parte del bilancio europeo per finanziare le politiche di supporto alla famiglia e alla natalità intraprese dagli Stati membri”.
- La Lega propone la “storica battaglia” volta a riaffermare “l’importanza delle (…) radici giudaico-cristiane” dell’Europa e si impegna a contrastare i tentativi dell’ideologia “woke” e del fanatismo religioso (il riferimento implicito è alla religione islamica), di cancellare “i valori storici e culturali dei popoli europei”.
- Forza Italia in apertura rivendica “le (…) radici giudaico-cristiane e liberali” dell’Europa. Dedica a famiglia e natalità un apposito punto del programma (n. 9). A proposito della prima, Forza Italia sottolinea come sia “al centro della nostra politica’’ e che intende offrire “le condizioni migliori per la creazione di una famiglia”. Per quanto riguarda il tema della natalità, il partito fondato da Silvio Berlusconi vuole “includere la natalità tra gli obiettivi di policy della prossima programmazione dei fondi europei”. In particolar modo, “tutte le risorse distribuite agli Stati membri dovranno sostenere anche le famiglie e la maternità”.
- Nel programma di Azione di Carlo Calenda (che racchiude al suo interno altre 8 formazioni politiche) non vi è alcun riferimento né alle radici dell’Europa, né a forme di tutela e promozione della vita e della famiglia. Si fa esclusivamente cenno ai temi rappresentati dalla denatalità e dall’invecchiamento della popolazione, proponendo di arginare il fenomeno attraverso “l’unica leva su cui l’Unione può fare affidamento”: l’immigrazione lavorativa, “ovvero attrarre forza lavoro da paesi extraeuropei”.
- Nel programma di Stati Uniti d’Europa, la lista che comprende Italia Viva di Matteo Renzi e Più Europa di Emma Bonino oltre ad altre 4 formazioni politiche, non vi è alcun riferimento né alle radici dell’Europa, né a forme di tutela e promozione della vita e della famiglia. Si sottolinea, invece, il fatto che “nell’Unione europea tutte e tutti devono essere liberi di costruire la vita a cui aspirano, indipendentemente da chi amano…”. Si legge, inoltre: “ci batteremo perché nella UE nessuno metta in discussione i diritti acquisiti nel campo delle libertà individuali. Particolare attenzione andrà riservata ai diritti dei minori, che non possono essere messi in discussione dall’inerzia legislativa di alcuni Stati; nessun bambino dovrà mai essere discriminato sulla base della famiglia di appartenenza. Riteniamo inoltre necessario ripensare le strategie di contrasto al traffico illegale di stupefacenti attraverso un lavoro di comparazione tra le legislazioni più moderne adottate dai diversi Paesi, a partire da quelli europei” (n. 6).
- Nel programma del Partito Democratico non vi è alcun riferimento né alle radici dell’Europa, né a forme di tutela e promozione della vita e della famiglia. Al paragrafo “Per un’Europa femminista” si legge: “Vogliamo un’Europa (…) dove le ragazze e i ragazzi siano informati sui propri diritti, sui propri corpi e sulle proprie relazioni. Dove i prodotti per il ciclo mestruale e i contraccettivi siano liberamente disponibili. Dove gli individui possano definire liberamente la propria sessualità, il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere. (…)” E ancora: “vogliamo un’Europa che riconosca tutte le famiglie, incluse le famiglie monoparentali e omogenitoriali, come comunità ed unioni di affetti”.
- Nel programma di Alleanza Verdi e Sinistra non vi è alcun riferimento né alle radici dell’Europa, né a forme di tutela e promozione della vita e della famiglia. Al paragrafo “l’Europa dei diritti e delle libertà civili”, si legge che è necessario “garantire l’uguaglianza per le persone LGBTQIA+, in particolare attraverso il riconoscimento reciproco dei diritti e doveri familiari anche in materia di tutela dei figli”, oltre alla “parità di diritti per le coppie dello stesso sesso uniformando la legislazione su unioni civili, matrimonio, adozione e filiazione”. Come hai potuto leggere anche tu, le forze politiche di centro-destra dedicano un’attenzione più o meno omogenea alla difesa ed alla promozione della famiglia e della natalità, anche se è necessario rimarcare il fatto che nessuno di loro dedichi specifici passaggi al delicato tema educativo.
E, dicendocela tutta, in fondo poteva essere fatto uno sforzo ben maggiore.
Viceversa, se ci si sposta dal centro dello schieramento politico verso sinistra, si passa rapidamente dall’assoluto silenzio al totale disinteresse (se non di negazione implicita) verso i temi della vita e della famiglia.
Bisogna anche non sottovalutare un aspetto che rischia facilmente di finire in secondo piano. Il programma di una formazione politica ha infatti probabilità di essere impattante in Europa se il gruppo parlamentare nel quale siede è affidabile.
Tanto per fare un esempio, il Partito Popolare Europeo, di cui fa parte Forza Italia, e che controlla con il Partito Socialista Europeo l’attuale Commissione, ha parzialmente votato a favore dell’inclusione dell’aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
Oltre a questa dinamica, è necessario infine ricordare che alle elezioni europee possono essere espresse 3 preferenze (di cui una donna o un uomo).
È quindi auspicabile che tu scelga bene quale candidato votare sulla base di ciò che pensa in ordine a vita, famiglia e libertà educativa.
martedì 19 marzo 2024
Alla sen. @SimonaMalpezzi #Pd che ha definito la decisione di chiudere la scuola per la fine del Ramadan del dirigente una scelta di inclusione e di didattica chiediamo se ciò NON sia invece una sottomissione all'Islam spacciata per integrazione❓ ?
Mentre c’è chi vuole censurare i simboli della nostra storia e cultura e le nostre tradizioni, le scuole incominciano a chiudere per il #Ramadan. È assurdo! L’islamizzazione, sempre più evidente, è un pericolo. #scuola #pioltello
A Pioltello, un istituto ha scelto di chiudere per la fine del Ramadan, suscitando una polemica politica¹¹. L’istituto comprensivo Iqbal Masih ha scelto di celebrare una ricorrenza che viene osservata da una parte significativa degli studenti, il 40% dei quali è di religione musulmana¹².
## L’attacco del senatore Pd in visita alla scuola islamica
Il senatore del Partito Democratico (PD), Simona Malpezzi, ha criticato l’approccio di Matteo Salvini e del Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, affermando che non sanno come funziona la scuola[^10^]¹³. Malpezzi, in visita al comprensivo Iqbal Masih, ha definito la decisione del dirigente una scelta di inclusione ma anche di didattica[^10^].
Chi vota PD vota per il partito islamico. Vota per il burqa, la festa dello sgozzamento nelle scuole italiane e le moschee.
## Simona Malpezzi
Simona Malpezzi è una politica italiana, membro del Partito Democratico. È stata sottosegretaria di Stato ai rapporti con il Parlamento nei governi Conte II e Draghi. Il 25 marzo 2021 è stata eletta, all’unanimità, capogruppo del Partito Democratico in Senato⁷.
## Iqbal Masih
L’Istituto Comprensivo Statale “Iqbal Masih” è una scuola situata a Pioltello⁴. La scuola ha deciso di chiudere per la fine del Ramadan, una decisione che ha suscitato polemiche e trovato l’appoggio del sindaco Pd e di tutto il partito islamico della sinistra¹¹¹².
martedì 6 febbraio 2024
IL SILENZIO DELLA SINISTRA SULLA VIOLENZA SESSUALE DI CATANIA -
Ho qualche perplessità nell’affrontare certi argomenti di attualità, non tanto perché non meritevoli di attenzione, ma perché vedo dalle “visite” che sono poco apprezzati dai miei lettori. E’ probabile che gradiscono altri argomenti, tipo le recensioni dei libri possibilmente di Storia.
Tuttavia a volte non riesco a sorvolare su certi argomenti che meritano certe polemiche. Mi riferisco all’increscioso “stupro” della ragazzina a Catania
Come è stata trattata dal meinstream la terribile violenza sessuale di gruppo sulla tredicenne di Catania, compiuta da sette giovani egiziani entrati illegalmente in Italia qualche anno fa. La prima cosa che si nota è il “silenzio” della sinistra, che fa di tutto per oscurare la notizia, i media cosiddetti “progressisti”, in modalità riduzione del danno, la mettono a pagina 20, minimizzandola. Perché? La risposta sta nella nazionalità degli stupratori. Immaginate scrive oggi Daniele Capezzone su Libero, “se la nazionalità dei responsabili, fossero stati sette ungheresi, sette naziskin o sette militanti di destra…”. Invece, “Gli assalitori non sono italiani, non c’è un Filippo Turetta, sono sette giovani egiziani, minorenni o poco più che maggiorenni. I giornaloni hanno a malapena riportato la notizia, nei titoli è stato ovviamente omesso il riferimento alla nazionalità”.(Federico Punzi, “Ai finti minori licenza di immigrazione illegale: ora rivedere la legge Zampa”, 5.2.24, nicolaporro.it/atlanticoquotidiano.it) Il Giornale definisce “sette bestie” questi giovani egiziani. La stessa barbarie ha dovuto subire una ragazza il 7 luglio dello scorso anno a Palermo. A violentarla era stato un branco, anche in quell’occasione formato da sette bestie. “Una sola differenza: allora gli stupratori erano tutti italiani, ora abbiamo a che fare con egiziani precedentemente sbarcati nel nostro Paese e ospitati nei centri accoglienza”. (Andrea Indini, Il silenzio della sinistra se il branco è di immigrati…”, 5.2.24, Il Giornale)
E le femministe dove sono? Sicuramente non vedremo sfilare manifestanti al grido “bruciate tutto”, non leggeremo articoli né ascolteremo prediche sul “patriarcato” e il “privilegio bianco”. In buona sostanza non vedremo le manifestazioni che sono state orchestrate in occasione del caso Giulia Cecchettin. A proposito di patriarcato, esiste certamente eccome “in tutti i Paesi da cui stiamo importando giovani maschi adulti a ritmi da invasione e sostituzione etnica.
Certo stanno scrivendo, dopo aver accusato tutti i maschi italiani, che non bisogna strumentalizzare, non bisogna fare letture xenofobe. Pare che soltanto i giovani dem di Catania hanno commentato la notizia, la Schlein ancora non l’abbiamo sentita, ma lo hanno fatto per attaccare il centrodestra: «Verrà strumentalizzata la nazionalità degli stupratori ma la verità è che gli stupri non hanno nazione e gli stupratori non hanno nazionalità». Per questi giovani piddini, l’orrore dei sette egiziani è «il risultato di una violenza strutturale e di una cultura dello stupro di cui la nostra società è impregnata».
Dopo le violenze sessuali di Palermo e di Caivano era stato uno stillicidio di commenti e denunce, di editoriali e indici puntati. Siamo «un Paese maschilista», l’accusa. Un Paese da curare. Tutti gli uomini, nessuno escluso. Perché, giorno dopo giorno, assistiamo ad «una regressione nei loro comportamenti nei confronti delle donne». E perché, a conti fatti, ogni maschio è un bruto. Nei prossimi giorni, come già fatto dai giovani del Partito democratico catanese, altri maître à penser della sinistra potrebbero accodarsi a incolpare la «virilità tossica». “Nessuno di loro, nemmeno questa volta, coglierà però l’occasione per un mea culpa su anni di politiche migratorie troppo buoniste, sull’ottusa ostilità ai centri per i rimpatri e soprattutto su tutte quelle volte che la belva era uno straniero e loro hanno voltato lo sguardo dall’altra parte pur di non vedere”.
Siamo d’accordo che uno stupro resta uno stupro, sia che lo commettono italiani che stranieri. Però, la nazionalità c’entra, se guardiamo le statistiche ufficiali. Tuttavia fa notare Punzi,“gli stranieri commettono reati in percentuali doppie, quadruple rispetto agli italiani, in alcuni casi 7 volte tanto. In particolare, il 40 per cento delle violenze sessuali pur essendo il 7-8 per cento della popolazione”. Quindi inevitabilmente, è un vero problema quando lo stupro lo commette chi è entrato illegalmente e non avrebbe dovuto avere titolo a trovarsi nel nostro Paese. Infatti secondo il direttore di atlantico occorre guardare alla legislazione vigente del nostro Paese sulla questione “minorenni”. “In ragione della minore età, vige il divieto di espulsione con la possibilità del rilascio da parte della questura del permesso di soggiorno fino al compimento della maggiore età”.
Il caso di Catania dovrebbe quindi riaprire la questione dei migranti “minori non accompagnati” a cui i governi di sinistra hanno garantito di fatto licenza di immigrazione illegale con due leggi del 2015 e 2017 (Legge Zampa). Non si possono respingere, non si possono espellere, hanno ogni tutela e un’accoglienza “rafforzata”, molto difficilmente si può accertarne l’età e comunque non contro la loro volontà. Inoltre non sorprende che spesso siano finti minorenni, che si dichiarino tali proprio perché sanno di non poter essere espulsi, anche se non hanno diritto alla protezione internazionale. E peraltro non stiamo certo parlando di bambini. Chiaro il giochino. In troppi si dichiarano minori per approfittare delle tutele italiane: permesso di soggiorno garantito e rinnovabile anche dopo i 18 anni, vitto, alloggio, istruzione e assistenza sanitaria gratuite. Punzi conclude il suo editoriale sostenendo che un governo di destra dovrebbe cancellare questa Legge Zampa che vieta in assoluto il respingimento e l’espulsione. Alla fine se ti dichiari minore, l’immigrazione illegale in Italia è di fatto legalizzata.
DOMENICO BONVEGNA
lunedì 16 ottobre 2023
LE PROFEZIE DI ORIANA FALLACI VERITA’ SCONVOLGENTI PER L’EUROPA DORMIENTE
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LE PROFEZIE DI ORIANA FALLACI
VERITA’ SCONVOLGENTI PER L’EUROPA DORMIENTE
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Sveglia- Italia- Sveglia ; Sveglia Europa era il grido di oriana fallaci all’Europa disattenta la cui conoscenza dell’Islam ieri come oggi si dimostra inefficiente e superficiale. Gli eventi Terribili di questi giorni a Parigi sono serviti a scuotere le coscienze addormentate degli europei riportandole improvvisamente nel buio di una realtà mai immaginata perché la fiducia estrema verso l’essere umano di qualsiasi colore , etnia, o religione egli sia, è prevalsa sempre sul dubbio e sulla paura. Questa è una delle ragioni per cui solo una parte degli europei e del mondo hanno compreso e raccolto le allarmanti verità che una donna coraggiosa, di nome Oriana Fallaci, giornalista e inviata di guerra in ogni parte del mondo, scriveva nei suoi libri , spinta unicamente dall’amore verso la propria patria e dalla volontà di salvare l’intera Europa dal terrore, dalla brutalità, dalla sottomissione dalla estinzione della propria cultura, arte, storia e valori ad opera di una religione .
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Non è stata compresa , né dalla politica , né dalle masse che in lei vedevano una Cassandra delirante. Ma oggi le sue parole hanno il suono della profezia. . Basta leggere solo poche pagine che imperversano sul web in questi giorni per vedere , sentire e capire che quello che scriveva Oriana ancora in vita, oggi è realtà , una realtà che fa paura e che potrebbe trasportarci tutti verso un futuro apocalittico .Non c’è parola di Oriana che non sia drammaticamente appassionata e vibrante nel suo rabbioso tentativo di portare l’Europa a desistere dall’accoglienza incondizionata e senza regole. L’ Europa tragga forza e orgoglio dalle parole di Oriana per difendere la sua grande cultura umanistica, filosofica, scientifica e continuare a guidare l’intera umanità verso una nuova coscienza , un nuovo pensiero che si opponga alla staticità di insegnamenti superati e fermi nel tempo..
“Svegliati Europa “griderebbe ancora Oriana se fosse qui tra noi noi. L’ International web post ripropone di seguito la lettura di alcuni paragrafi tratti da web e da cui si evince la rabbia, l’orgoglio, la passione e l’amore di una donna che è l’emblema di una resistenza durata fino alla morte .
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Dopo il crollo delle torri gemelle Oriana scriveva esattamente quello che oggi avrebbe scritto nel vedere l’attacco terroristico a Parigi:
“Sono anni che come una Cassandra mi sgolo a gridare ,Troia brucia, Troia brucia . Anni che ripeto al vento la verità sul Mostro e sui complici del Mostro cioè sui collaborazionisti che in buona o cattiva fede gli spalancano le porte. ……, Sveglia-italia-Sveglia.……… Continua la fandonia dell’Islam «moderato», la commedia della tolleranza, la bugia dell’integrazione, la farsa del pluriculturalismo. E con questa, il tentativo di farci credere che il nemico è costituito da un’esigua minoranza…….. E ce l’abbiamo in casa.----. È un nemico che trattiamo da amico. Che tuttavia ci odia e ci disprezza con intensità. …..Un nemico che le moschee le trasforma in caserme, in campi di addestramento, in centri di reclutamento per i terroristi, e che obbedisce ciecamente all’imam. Un nemico che in virtù della libera circolazione voluta dal trattato di Schengen scorrazza a suo piacimento per l’Eurabia sicché per andare da Londra a Marsiglia, da Colonia a Milano o viceversa, non deve esibire alcun documento. Può essere un terrorista che si sposta per organizzare o materializzare un massacro, può avere addosso tutto l’esplosivo che vuole nessuno lo ferma, nessuno lo tocca………………..”
L’Islam
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“ Un nemico che appena installato nelle nostre città o nelle nostre campagne si abbandona alle prepotenze ed esige l’alloggio gratuito o semi-gratuito nonché il voto e la cittadinanza. Tutte cose che ottiene senza difficoltà. Un nemico che ci impone le proprie regole e i propri costumi. …….. Che il crocifisso lo toglie dalle aule scolastiche, lo getta giù dalle finestre degli ospedali, lo definisce «un cadaverino ignudo e messo lì per spaventare i bambini musulmani»…….. Un nemico che in Inghilterra s’imbottisce le scarpe di esplosivo onde far saltare in aria il jumbo del volo Parigi-Miami. Un nemico che ad Amsterdam uccide Theo van Gogh colpevole di girare documentari sulla schiavitù delle musulmane e che dopo averlo ucciso gli apre il ventre, ci ficca dentro una lettera con la condanna a morte della sua migliore amica. Un nemico…….Che nella democrazia vede Satana e la combatte con gli esplosivi, le teste tagliate. Che dei Diritti dell’Uomo da noi tanto strombazzati e verso i musulmani scrupolosamente applicati non vuole neanche sentirne parlare. Infatti rifiuta di sottoscrivere la Carta dei Diritti Umani compilata dall’Onu e la sostituisce con la Carta dei Diritti Umani compilata dalla Conferenza Araba. Apriti cielo anche se chiedi che cosa c’è di civile in una civiltà che tratta le donne come le tratta. L’Islam è il Corano, cari miei. Comunque e dovunque. E il Corano è incompatibile con la Libertà, è incompatibile con la Democrazia, è incompatibile con i diritti umani…. “
"La strage toccherà davvero anche a noi, la prossima volta toccherà davvero a noi? Oh, sì. Non ne ho il minimo dubbio. Non l’ho mai avuto. ……- L’Eurabia ha costruito la panzana del pacifismo multiculturali sta…….. Che l’Europa vive nella paura e che il terrorismo islamico ha un obbiettivo molto preciso: distruggere l’Occidente ossia cancellare i nostri principii, i nostri valori, le nostre tradizioni, la nostra civiltà. Ma il mio discorso è caduto nel vuoto. Perché…., gli intellettuali e i giornali e le tv insomma i tiranni del politically correct , hanno messo in atto la Congiura del Silenzio. Hanno fatto di quel tema un tabù….. Nell’Europa soggiogata il tema della fertilità islamica è un tabù che nessuno osa sfidare … che nell’ultimo mezzo secolo i musulmani siano cresciuti del 235 per cento (i cristiani solo del 47 per cento)……., e che in varie città italiane la percentuale stia salendo drammaticamente … L’Europa non c’è più. C’è L’Eurabia……... La storia delle frittelle al marsala (al bimbo islamico)offre uno squarcio significativo sulla presunta integrazione con cui si cerca di far credere che esiste un Islam ben distinto dall’Islam del terrorismo. …..L’indomani il padre di detto bambino si presentò alla preside col Corano in pugno. Le disse che aver offerto le frittelle col liquore a suo figlio era stato un oltraggio ad Allah, e dopo aver preteso le scuse la diffidò dal lasciar portare quell’immondo cibo a scuola…..Poi si pone il fatale interrogativo: «Ma chi deve integrarsi ,noi o loro?”
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“Illudersi che esista un Islam buono e un Islam cattivo ossia non capire che esiste un Islam e basta, che tutto l’Islam è uno stagno e che di questo passo finiamo con l’affogar dentro lo stagno, è contro Ragione. Non difendere il proprio territorio, la propria casa, i propri figli, la propria dignità, la propria essenza, è contro Ragione. Accettare passivamente le sciocche o ciniche menzogne che ci vengono somministrate come l’arsenico nella minestra è contro Ragione. Assuefarsi, rassegnarsi, arrendersi per viltà o per pigrizia è contro Ragione. ….Ecco cos’è il Corano ….. Le Sure sulla jihad intesa come Guerra Santa rimangono. E così le punizioni corporali. Così la poligamia, la sottomissione anzi la schiavizzazione della donna. Così l’odio per l’occidente, le maledizioni ai cristiani, e agli ebrei cioè ai cani infedeli………”
cms_3013/foto_8.jpg"Intimiditi come siete dalla paura)….., non capite o non volete capire che qui è in atto una Crociata alla rovescia. ….non capite o non volete capire che qui è in atto una guerra di religione. Una guerra che essi chiamano Jihad. Guerra Santa. Una guerra che mira alla conquista del nostro territorio…. Alla scomparsa della nostra libertà e della nostra civiltà. All’annientamento del nostro modo di vivere e di morire, del nostro modo di pregare o non pregare, del nostro modo di mangiare e bere e vestirci e divertirci e informarci. Non capite o non volete capire che se non ci si oppone, se non ci si difende, se non si combatte, la Jihad vincerà. E distruggerà il mondo che bene o male siamo riusciti a costruire, a cambiare, a migliorare, …..non bigotto. E con quello distruggerà la nostra cultura, la nostra arte, la nostra storia…”(Oriana Fallcaci)
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