martedì 6 febbraio 2024

IL SILENZIO DELLA SINISTRA SULLA VIOLENZA SESSUALE DI CATANIA -

Ho qualche perplessità nell’affrontare certi argomenti di attualità, non tanto perché non meritevoli di attenzione, ma perché vedo dalle “visite” che sono poco apprezzati dai miei lettori. E’ probabile che gradiscono altri argomenti, tipo le recensioni dei libri possibilmente di Storia. Tuttavia a volte non riesco a sorvolare su certi argomenti che meritano certe polemiche. Mi riferisco all’increscioso “stupro” della ragazzina a Catania Come è stata trattata dal meinstream la terribile violenza sessuale di gruppo sulla tredicenne di Catania, compiuta da sette giovani egiziani entrati illegalmente in Italia qualche anno fa. La prima cosa che si nota è il “silenzio” della sinistra, che fa di tutto per oscurare la notizia, i media cosiddetti “progressisti”, in modalità riduzione del danno, la mettono a pagina 20, minimizzandola. Perché? La risposta sta nella nazionalità degli stupratori. Immaginate scrive oggi Daniele Capezzone su Libero, “se la nazionalità dei responsabili, fossero stati sette ungheresi, sette naziskin o sette militanti di destra…”. Invece, “Gli assalitori non sono italiani, non c’è un Filippo Turetta, sono sette giovani egiziani, minorenni o poco più che maggiorenni. I giornaloni hanno a malapena riportato la notizia, nei titoli è stato ovviamente omesso il riferimento alla nazionalità”.(Federico Punzi, “Ai finti minori licenza di immigrazione illegale: ora rivedere la legge Zampa”, 5.2.24, nicolaporro.it/atlanticoquotidiano.it) Il Giornale definisce “sette bestie” questi giovani egiziani. La stessa barbarie ha dovuto subire una ragazza il 7 luglio dello scorso anno a Palermo. A violentarla era stato un branco, anche in quell’occasione formato da sette bestie. “Una sola differenza: allora gli stupratori erano tutti italiani, ora abbiamo a che fare con egiziani precedentemente sbarcati nel nostro Paese e ospitati nei centri accoglienza”. (Andrea Indini, Il silenzio della sinistra se il branco è di immigrati…”, 5.2.24, Il Giornale) E le femministe dove sono? Sicuramente non vedremo sfilare manifestanti al grido “bruciate tutto”, non leggeremo articoli né ascolteremo prediche sul “patriarcato” e il “privilegio bianco”. In buona sostanza non vedremo le manifestazioni che sono state orchestrate in occasione del caso Giulia Cecchettin. A proposito di patriarcato, esiste certamente eccome “in tutti i Paesi da cui stiamo importando giovani maschi adulti a ritmi da invasione e sostituzione etnica. Certo stanno scrivendo, dopo aver accusato tutti i maschi italiani, che non bisogna strumentalizzare, non bisogna fare letture xenofobe. Pare che soltanto i giovani dem di Catania hanno commentato la notizia, la Schlein ancora non l’abbiamo sentita, ma lo hanno fatto per attaccare il centrodestra: «Verrà strumentalizzata la nazionalità degli stupratori ma la verità è che gli stupri non hanno nazione e gli stupratori non hanno nazionalità». Per questi giovani piddini, l’orrore dei sette egiziani è «il risultato di una violenza strutturale e di una cultura dello stupro di cui la nostra società è impregnata». Dopo le violenze sessuali di Palermo e di Caivano era stato uno stillicidio di commenti e denunce, di editoriali e indici puntati. Siamo «un Paese maschilista», l’accusa. Un Paese da curare. Tutti gli uomini, nessuno escluso. Perché, giorno dopo giorno, assistiamo ad «una regressione nei loro comportamenti nei confronti delle donne». E perché, a conti fatti, ogni maschio è un bruto. Nei prossimi giorni, come già fatto dai giovani del Partito democratico catanese, altri maître à penser della sinistra potrebbero accodarsi a incolpare la «virilità tossica». “Nessuno di loro, nemmeno questa volta, coglierà però l’occasione per un mea culpa su anni di politiche migratorie troppo buoniste, sull’ottusa ostilità ai centri per i rimpatri e soprattutto su tutte quelle volte che la belva era uno straniero e loro hanno voltato lo sguardo dall’altra parte pur di non vedere”. Siamo d’accordo che uno stupro resta uno stupro, sia che lo commettono italiani che stranieri. Però, la nazionalità c’entra, se guardiamo le statistiche ufficiali. Tuttavia fa notare Punzi,“gli stranieri commettono reati in percentuali doppie, quadruple rispetto agli italiani, in alcuni casi 7 volte tanto. In particolare, il 40 per cento delle violenze sessuali pur essendo il 7-8 per cento della popolazione”. Quindi inevitabilmente, è un vero problema quando lo stupro lo commette chi è entrato illegalmente e non avrebbe dovuto avere titolo a trovarsi nel nostro Paese. Infatti secondo il direttore di atlantico occorre guardare alla legislazione vigente del nostro Paese sulla questione “minorenni”. “In ragione della minore età, vige il divieto di espulsione con la possibilità del rilascio da parte della questura del permesso di soggiorno fino al compimento della maggiore età”. Il caso di Catania dovrebbe quindi riaprire la questione dei migranti “minori non accompagnati” a cui i governi di sinistra hanno garantito di fatto licenza di immigrazione illegale con due leggi del 2015 e 2017 (Legge Zampa). Non si possono respingere, non si possono espellere, hanno ogni tutela e un’accoglienza “rafforzata”, molto difficilmente si può accertarne l’età e comunque non contro la loro volontà. Inoltre non sorprende che spesso siano finti minorenni, che si dichiarino tali proprio perché sanno di non poter essere espulsi, anche se non hanno diritto alla protezione internazionale. E peraltro non stiamo certo parlando di bambini. Chiaro il giochino. In troppi si dichiarano minori per approfittare delle tutele italiane: permesso di soggiorno garantito e rinnovabile anche dopo i 18 anni, vitto, alloggio, istruzione e assistenza sanitaria gratuite. Punzi conclude il suo editoriale sostenendo che un governo di destra dovrebbe cancellare questa Legge Zampa che vieta in assoluto il respingimento e l’espulsione. Alla fine se ti dichiari minore, l’immigrazione illegale in Italia è di fatto legalizzata. DOMENICO BONVEGNA

5 commenti:

  1. https://www.iltempo.it/personaggi/2024/02/05/news/zona-bianca-daniele-capezzone-inchioda-stampa-sinistra-egiziani-violenza-catania-38332425/

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  2. https://www.ilgiornale.it/news/interni/silenzio-sinistra-se-branco-migranti-e-attacca-maggioranza-2278050.html

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  3. Ascolta ora: "Il silenzio della sinistra se il branco è di migranti. E attacca la maggioranza: "Non strumentalizzare""

    Per questa bambina, perché a 13 anni si è ancora bambini, non vedrete le femministe stracciarsi le vesti. Probabilmente non leggerete nemmeno editoriali contro la «società patriarcale», contro il «maschio, bianco, etero», contro le destre e il loro machismo tossico. E, se mai arriverete a leggerli, vi troverete dinanzi a uno sbandamento totale del senno umano, se non addirittura ad un malsano ribaltamento della realtà.

    Ieri diversi giornali, tutti della galassia progressista, hanno preferito voltare lo sguardo altrove. Eppure la 13enne brutalmente stuprata a Catania da sette bestie davanti agli occhi del fidanzato inerme ricorda, in tutto e per tutto, la barbarie subita il 7 luglio dello scorso anno da un'altra giovane, una 19enne. Era successo nella stessa regione, ma a Palermo. A violentarla era stato un branco, anche in quell'occasione formato da sette animali. Una sola differenza: allora gli stupratori erano tutti italiani, ora abbiamo a che fare con egiziani precedentemente sbarcati nel nostro Paese e ospitati nei centri accoglienza. Il premier Giorgia Meloni, sabato scorso in visita a Catania per altri impegni di agenda, ha raccontato di essere rimasta sgomenta nell'apprendere quando accaduto. Ma ha anche subito promesso che «lo Stato garantirà che sia fatta giustizia». Il vicepremier Matteo Salvini ha sollecitato che venga votata al più presto la proposta dalla Lega sulla castrazione chimica: «Davanti a orrori del genere non può esistere clemenza ma soltanto una cura». Dalla segreteria politica del Carroccio, poi, Fabio Cantarella, già assessore alla Sicurezza del Comune di Catania, non ha fatto sconti al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi: «Dovrebbe trovare il coraggio di attuare le politiche del predecessore Salvini contro l'immigrazione incontrollata. Anche a costo di subire un processo».

    A sinistra, invece, tutti tacciono. È vero, anche l'estate scorsa, l'eco mediatica per la violenza di Palermo era montata nei giorni successivi, ma assistere a tanta indifferenza davanti a una 13enne stuprata nei bagni di una villa nel pieno centro di Catania fa orrore. Nel Pd soltanto i giovani dem di Catania hanno commentato la notizia, ma lo hanno fatto per attaccare il centrodestra: «Verrà strumentalizzata la nazionalità degli stupratori ma la verità è che gli stupri non hanno nazione e gli stupratori non hanno nazionalità». Per loro l'orrore dei sette egiziani è «il risultato di una violenza strutturale e di una cultura dello stupro di cui la nostra società è impregnata». Anche Ilaria Cucchi (Avs) ha parlato di «strumentalizzazione etnica» e ci ha tenuto a sottolineare che «stuprano uomini figli di una cultura criminale che appartengono anche al nostro Paese».

    Dopo le violenze sessuali di Palermo e di Caivano era stato uno stillicidio di commenti e denunce, di editoriali e indici puntati. Siamo «un Paese maschilista», l'accusa. Un Paese da curare curare. Tutti gli uomini, nessuno escluso. Perché, giorno dopo giorno, assistiamo ad «una regressione nei loro comportamenti nei confronti delle donne». E perché, a conti fatti, ogni maschio è un bruto. Nei prossimi giorni, come già fatto dai giovani del Partito democratico catanese, altri maître à penser della sinistra potrebbero accodarsi a incolpare la «virilità tossica». Nessuno di loro, nemmeno questa volta, coglierà però l'occasione per un mea culpa su anni di politiche migratorie troppo buoniste, sull'ottusa ostilità ai centri per i rimpatri e soprattutto su tutte quelle volte che la belva era uno straniero e loro hanno voltato lo sguardo dall'altra parte pur di non vedere.

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  4. https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/fuoridalcoro/immigrati-paura-e-business_F312803501024C16

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  5. https://vod05.msf.cdn.mediaset.net/farmunica/2024/02/1520340_18da9f1dc77645/mp4/hd_no_mpl.mp4

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