Reddito di cittadinanza, truffa in posta per regalare soldi agli immigrati: il M5s come spiega questa vergogna?
Passano i giorni, le settimane e i mesi, ma le notizie sui furbetti del reddito di cittadinanza rimangono una costante. E ogni volta hanno l’effetto di un ceffone in piena faccia a chi lo ha elaborato in maniera così lacunosa, ovvero a Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. La magica tesserina per “abolire la povertà” continua a finire nelle mani di tante persone che non ne hanno bisogno, ma che trovano svariati modi per avvalersene, truffando a tutti gli effetti lo Stato.
La Polizia ha infatti smascherato più di 50 persone che non sapevano neanche parlare l’italiano e che puntualmente si presentavano agli uffici postali di Milano per incassare il reddito di cittadinanza. Ovviamente nessuno di questi ne aveva diritto, come si è appurato grazie a un’indagine condotto dal compartimento della Polizia postale e delle comunicazioni di Milano. Non solo, perché è stato scoperto e smantellato una vera e propria organizzazione criminale che si avvaleva di stranieri per ricevere il sussidio grillino.
In pratica venivano fatte entrare in Italia persone provenienti da Romania, Austria e Germania, dopodiché venivano istruite per recarsi agli uffici postali di Milano e ritirare la card del reddito di cittadinanza tramite la presentazione di documenti falsi. Dopo oltre un anno di indagini, sono state arrestate due persone trovate in possesso di documentazione falsa e carte prepagate.
Di Annalisa Terranova – Piero Sansonetti, direttore del Riformista, racconta che le puntate di Piazzapulita contro FdI e Lega lo hanno lasciato “allibito”. Per non parlare dell’aggressione a Rachele Mussolini. “Mi sono cadute le braccia, non avevo mai sentito una cosa del genere, ma cosa deve fare quella ragazza? Si deve buttare dalla finestra perché si chiama Mussolini?”. E meno male, rincara la dose, che Corrado Formigli è “conosciuto come un giornalista di sinistra, invece il fascista è lui…”.
Non è un’accusa pesante?
Ma che cos’è il fascismo se non questa roba qui: levare diritti civili alle persone, colpire le razze, colpire i cognomi. Ma chi è Formigli? Chi si crede di essere, Vyshinsky? (Andrei Vyshinsky fu il procuratore di stato nei processi di epurazione di Stalin, ndr). Io faccio il giornalista da 50 anni e proprio all’Unità mi hanno insegnato che fare il giornalista significava dare le notizie, cercare di scoprire cosa era successo. Non fare processi.
Formigli ha detto che voleva Giorgia Meloni in studio per chiedergli di dire che il fascismo è il male assoluto…
Ma che modo di fare il proprio mestiere è questo? Ma che un giornalista convoca un capopartito per farlo abiurare? Ma siamo matti? Si vede in modo evidente che Meloni è una dirigente di estrema destra, della quale io non condivido nulla, ma che non c’entra nulla col fascismo. In Fratelli d’Italia non c’è autoritarismo e non c’è antisemitismo. E comunque non è Formigli che decide se un partito è fascista o no.
E come mai pensa di poterlo decidere? Di dare patenti di legittimazione?
Siccome hanno i magistrati dalla loro parte pensano di poter fare quello che vogliono. Convocano i leader politici e pretendono di far dire loro quello che ritengono giusto. Formigli viene dalla scuola di Santoro ma Santoro è un vero giornalista. Questo è più vicino a Travaglio. Di loro io do un giudizio molto aspro. Travaglio e Formigli sono “guardie”.
Non è vero secondo lei che FdI cerca i voti dei nostalgici e che ha candidato Rachele Mussolini per questa ragione?
Ci sarà sicuramente una parte residuale che ha nostalgia per il fascismo, ma è una cosa che trovo legittima. Non è che sia proibito avere nostalgia di Mussolini. Uno può avere nostalgia anche di Stalin: non è mica proibito. Se uno ha nostalgia di Stalin mi viene da ridere, ma certo non mi allarmo. L’antifascismo oggi per me vuol dire consentire ai fascisti di essere fascisti. E poi questa cosa dei cognomi… Mussolini no. E Bottai, Grandi, Ciano? Fino a dove dobbiamo arrivare ? Non riesco nemmeno a concepire una persona che dice che Rachele Mussolini non può candidarsi perché non festeggia il 25 aprile. E allora? Deve festeggiare la fucilazione del nonno? Io non ho mai festeggiato il 4 novembre. E’ mio diritto, non festeggio una vittoria militare. Viviamo in uno Stato libero.
Bersani dice che quando Meloni, da ministro, ha giurato sulla Costituzione, ha giurato sull’antifascismo…
Io penso che nessuno di noi due è un costituzionalista, e non lo è neanche Bersani. E ti dico pure che sono per l’abolizione delle disposizioni transitorie sul fascismo. E’ roba da anni Cinquanta. I reati di opinione vanno aboliti. Bersani, a cui voglio anche bene, non ha più nessun rapporto ragionevole con la politica. Io non sopporto la richiesta di abiure, lo faceva l’Inquisizione. Io voglio poter dire che sono comunista. magari non è vero ma lo dico. Perché mi hanno rotto le palle.
Dietro tutta questa enfasi sull’inchiesta di Fanpage c’è un disegno per delegittimare Fratelli d’Italia?
Non ci vedo questo, non credo ai complotti. Ci vedo giornalismo che si è ridotto a robetta. Se penso alle inchieste di Giampaola Pansa e Gaetano Scardocchia, che fecero esplodere lo scandalo Lochkeed... quello era giornalismo investigativo, non questa roba qui, che scopre Jonghi Lavarini… il giornalismo ormai fa pena. Io ho chiesto al mio editore di fare Il Riformista per questo, perché oggi i giornali sono una robina al servizio del cervello all’ammasso. Ora tutti gridano al pericolo fascista per conformismo. Ma io dico nel 2021, con tutti i problemi che abbiamo, dobbiamo obbligare la Meloni a giurare sull’antifascismo?