mercoledì 23 agosto 2023
Svolta antibuonista, occorrono limiti all'accoglienza. Ora è il centrosinistra a polemizzare Sindaci Pd: troppi immigrati #SBARCHI #MIGRANTI #TROPPI anche per i #SINDACI del #PD !
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Svolta antibuonista, occorrono limiti all'accoglienza. Ora è il centrosinistra a polemizzare
Sindaci Pd: troppi immigrati
#SBARCHI #MIGRANTI #TROPPI anche per i #SINDACI del #PD !
Un tempo (1 gennaio-16 agosto 2021) c'erano 33.881) immigrati sbarcati per lo più nell'area siciliana, ora (stesso periodo del 2023) gli sbarchi sono stati 101.386. Un tempo c'era un leader politico d'opposizione, Matteo Salvini, che sulla questione migranti costruiva la sua ascesa politica, ora è ministro e non ne parla più. Un tempo c'era un partito, il Pd, paladino dell'accoglienza, senza preoccuparsi della sua gestione, ora i suoi sindaci si rivoltano nei confronti di un buonismo pasticciato e inconcludente. In mezzo c'è una decisione del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ex prefetto: non più la concentrazione di chi arriva negli hub di Lampedusa e delle altre zone costiere per lo più siciliane ma la loro distribuzione lungo la Penisola. Il che ha prodotto un brusco risveglio in quei tanti territori erano stati toccati solo marginalmente dall'immigrazione e nei quali si disquisiva e si polemizzava tra i partiti ma il tutto avveniva a livello teorico, senza avere a che fare col problema.
Adesso invece l'immigrazione ha raggiunto livelli record e regioni e comuni di tutt'Italia sono coinvolti. Col risultato di una levata di scudi bipartisan: da un lato i sindaci di centrodestra lanciano senza remore j'accuse verso il governo, reo a loro dire di non riuscire ad arginare gli sbarchi, mentre quelli del centrosinistra fanno retromarcia sul buonismo e chiudono, anch'essi, all'accoglienza. C'è un dato che spaventa tutti: il 48% delle 72.460 richieste d'asilo sono state rifiutate ma nessuno rientra nel proprio Paese e i rimpatri coatti sono stati (lo scorso anno) appena 2mila. Il che significa che tante persone sono fuori controllo e finiscono a vivere d'espedienti o reclutate dalla malavita.
L'irrequietezza nel centrodestra è ben spiegata dall'europarlamentare Gianantonio Da Re (Lega): «Al governo, che mi pare abbia le idee confuse, e alla presidente Meloni che ha vinto le elezioni invocando il blocco navale dico che questo è il momento per attuarlo. La soluzione è che bisogna bloccare gli sbarchi e il pattugliamento del Mediterraneo va fatto con l'aiuto dell'Europa. Se riusciamo a pagare una guerra in Ucraina non vedo come il pattugliamento del nostro mare sia un problema».
Da Re cerca di strattonare Salvini e il governo. Nel Pd sono i sindaci a fare la voce grossa. Nella «rossa» Prato è Matteo Biffoni a dare fuoco alle polveri (è anche delegato Anci per l'immigrazione): «Il sistema è saturo ed è come se si stesse rincorrendo un'eterna emergenza mettendo soltanto toppe. Non ha senso inquadrare questo problema in un sistema emergenziale. Ed è dal 2015 che a governi tecnici, di sinistra e ora di destra, diciamo sempre la stessa cosa: non si può fare finta di non vedere che i territori non riescono più a fare fronte. In molti centri le persone fisicamente non ci stanno più. È come se fossimo in mezzo a una tempesta perfetta e sono state promesse cose insostenibili».
Ancora dalla Toscana gli fa eco Samuele Lippi, sindaco di Cecina (Livorno) inciampato recentemente in guai giudiziari perché trovato in possesso di cocaina (per uso personale: non si è dimesso): «È il momento di dire basta alle battaglie ideologiche sul tema dell'immigrazione. Il Pd deve lavorare con la giusta dialettica insieme alla presidente del Consiglio per governare il fenomeno dell'immigrazione con pragmatismo. Perché questo serve al Paese. Dobbiamo avere il coraggio di dire che non è più possibile accettare di vedere bambini che muoiono affogati nei barconi che colano a picco nel Mediterraneo. Servono soluzioni, che si possono trovare soltanto se ci mettiamo tutti intorno a un tavolo. Senza steccati ideologici».
Ma anche il sindaco di Firenze, Dario Nardella, dopo l'arrivo nella sua città dei pullman con gli immigrati, insorge: «Da sindaci registriamo problemi molto seri sui nostri territori: gli sbarchi stanno aumentando e arrivano immigrati irregolari in grande quantità, i Cas sono praticamente saturi, molti immigrati dei Cas vengono espulsi perché non viene riconosciuto loro il permesso di soggiorno e, quindi, diventano immigrati irregolari a tutti gli effetti che restano nel Paese. Gli accompagnamenti al confine non si fanno, la situazione rischia di essere completamente fuori controllo».
Al leit motiv dei sindaci targati Pd si aggiunge la voce influente di Giorgio Gori, primo cittadino di Bergamo: «Sull'immigrazione qualunque semplificazione ideologica è inutile. Vale per le «sparate» di Salvini e Meloni ma vale anche per l' «accogliamoli tutti» che ha sedotto una certa sinistra. È necessario un forte senso della realtà. I valori umanitari sono fondamentali. Ma a questi vanno uniti il pragmatismo e una visione di lungo periodo, non proprio le migliori qualità di Salvini. Capisco quindi che taccia. Anche Meloni è in palese difficoltà. A maggior ragione è necessario che il Pd parli, a sua volta superando gli slogan».
È una specie di catarsi rispetto alle frontiere aperte, col Pd, la sinistra radicale e il Papa che cavalcarono l'onda lunga. Siamo arrivati alla boa e al giro di svolta. Il Pd non può smentire i suoi sindaci ed Elly Schlein è
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