mercoledì 8 giugno 2022
Importante! Il 12 giugno andiamo tutti a votare affinché si raggiunga il quorum del 50%+1 sui 5 quesiti sulla giustizia in Italia. «Viviamo in uno Stato di polizia. Votare sì al referendum per una giustizia giusta è indispensabile per riequilibrare i rapporti tra politica e magistratura: oggi la politica è sotto scacco della magistratura». Ne è convinto Nicola Quatrano, avvocato penalista con alle spalle una lunga carriera da magistrato. Avvocato, il 12 giugno i cittadini saranno chiamati a votare il Referendum per una giustizia giusta: perché votare SÌ e mettere la crocetta su tutti e cinque i quesiti? «Votare cinque SÌ è indispensabile per riequilibrare il rapporto che esiste da un lato tra la magistratura e gli altri poteri dello Stato, e segnalare la necessità di un riequilibrio di questo rapporto assolutamente fuori dall’ambito della separazione dei poteri, dall’altro per riequilibrare il ruolo del pubblico ministero all’interno del processo. C’è una situazione di carattere generale che vede una magistratura, che comprende sia giudici che pm, avere una posizione sproporzionata di potere, di influenze, di capacità di incidenza nelle attività istituzionali e legislative. Ma c’è anche il problema del processo equo e nel processo equo occorre che una parte, ovvero il pubblico ministero, che oggi ha un ruolo assolutamente sproporzionato e preponderante, venga rimesso in linea».
Importante! Il 12 giugno andiamo tutti a votare affinché si raggiunga il quorum del 50%+1 sui 5 quesiti sulla giustizia in Italia.
«Viviamo in uno Stato di polizia. Votare sì al referendum per una giustizia giusta è indispensabile per riequilibrare i rapporti tra politica e magistratura: oggi la politica è sotto scacco della magistratura». Ne è convinto Nicola Quatrano, avvocato penalista con alle spalle una lunga carriera da magistrato.
Avvocato, il 12 giugno i cittadini saranno chiamati a votare il Referendum per una giustizia giusta: perché votare SÌ e mettere la crocetta su tutti e cinque i quesiti?
«Votare cinque SÌ è indispensabile per riequilibrare il rapporto che esiste da un lato tra la magistratura e gli altri poteri dello Stato, e segnalare la necessità di un riequilibrio di questo rapporto assolutamente fuori dall’ambito della separazione dei poteri, dall’altro per riequilibrare il ruolo del pubblico ministero all’interno del processo. C’è una situazione di carattere generale che vede una magistratura, che comprende sia giudici che pm, avere una posizione sproporzionata di potere, di influenze, di capacità di incidenza nelle attività istituzionali e legislative. Ma c’è anche il problema del processo equo e nel processo equo occorre che una parte, ovvero il pubblico ministero, che oggi ha un ruolo assolutamente sproporzionato e preponderante, venga rimesso in linea».
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